Consob ha pubblicato il Rapporto PMI e mercato dei capitali, che analizza le condizioni di accesso e permanenza delle Piccole e Medie Imprese italiane nei mercati dei capitali.
Il Rapporto chiarisce preliminarmente che la nozione di PMI non è univoca e che varia in funzione del contesto normativo e degli obiettivi perseguiti, richiamando in particolare la Raccomandazione 2003/361/CE come riferimento ampiamente utilizzato per fondi europei, aiuti di Stato e finalità statistiche.
Sotto il profilo empirico, la mappatura delle PMI restituisce un tessuto produttivo con presenza di eccellenze ma ancora frammentato, polarizzato su imprese micro e piccole e, ad oggi, prevalentemente localizzato nel Nord del Paese.
In tale quadro, l’accesso al mercato dei capitali rimane una sfida complessa, perché le variabili finanziarie si intrecciano con fattori culturali, organizzativi e istituzionali.
Quanto alle dinamiche di mercato, il Rapporto evidenzia come i “mercati secondi” (MTF, tra cui EGM) siano stati concepiti per consentire alle PMI di reperire fonti esterne alternative al credito bancario e di perseguire obiettivi di crescita e miglioramento della governance, ma segnala che permangono criticità che rendono i mercati domestici meno appetibili per imprese e investitori, mentre il fenomeno dei delisting appare strutturale e incisivo nel tempo.
Nel periodo più recente richiamato, l’analisi segnala un 2025 con 21 quotazioni concentrate su EGM e una capitalizzazione complessiva di 593 milioni, a fronte di 29 società che hanno lasciato la Borsa con una perdita di capitalizzazione pari a 2,54 miliardi, dato che rafforza l’attenzione sulle condizioni di liquidità, sulla qualità della base investitori e sulle determinanti dell’uscita dai listini.
Dal Rapporto emergono diverse direzioni di intervento volte a rafforzare l’accesso delle PMI ai mercati dei capitali, fondate su un approccio sistemico e multidimensionale. In sintesi, le principali linee di azione proposte sono le seguenti:
- rafforzamento della governance e dei criteri di ammissione, attraverso standard qualitativi più elevati, capaci di accrescere la reputazione complessiva del mercato e la fiducia degli investitori, nonché mediante una più attenta selezione delle società ammesse alla quotazione
- sviluppo di iniziative di comunicazione e formazione, finalizzate a superare le barriere culturali che ostacolano l’apertura delle PMI al mercato dei capitali, anche tramite programmi territoriali e azioni di sensibilizzazione rivolte agli imprenditori
- introduzione di forme di sostegno economico e fiscale, in particolare per coprire i costi di consulenza nei primi anni post-IPO, fase ritenuta cruciale per il consolidamento delle competenze gestionali e organizzative delle imprese quotate
- rafforzamento del ruolo degli investitori istituzionali e professionali, mediante politiche volte ad ampliare la loro presenza nel capitale di rischio delle PMI e a favorire lo sviluppo di una base di “capitale paziente” orientata al medio-lungo periodo.
- ripensamento dei requisiti di accesso ai mercati dedicati alle PMI (EGM), al fine di ridurre i casi di delisting legati alla “mancanza dei requisiti” e aumentare l’attrattività del listino rispetto ai canali alternativi di finanziamento
- valorizzazione della riforma organica della disciplina dei mercati, facendo leva sulla Legge 5 marzo 2024, n. 21 (“Legge Capitali”), per modernizzare il sistema, ridurre gli oneri informativi e rendere il mercato più competitivo e allineato agli standard europei
- rilancio del ruolo della previdenza complementare, attraverso interventi normativi finalizzati ad aumentare le adesioni, migliorare la composizione dei portafogli e ampliare i margini di investimento in strumenti a supporto delle PMI
- semplificazione e maggiore flessibilità della regolamentazione, con particolare attenzione ai modelli di tutela dell’investitore, per favorire una partecipazione più ampia delle famiglie e del risparmio privato ai mercati dei capitali.


