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Riforma sanzioni TUF: approvato dal CdM lo schema di decreto

27 Febbraio 2026
Di cosa si parla in questo articolo

Il Consiglio dei Ministri, ha approvato il 26 febbraio 2026, in esame preliminare, il decreto legislativo che, in attuazione della delega di cui all’art. 19 bis L. 21/2024 (c.d. Legge capitali), introduce norme per la riforma organica e il riordino delle sanzioni e delle procedure sanzionatorie del TUF.

Il decreto interviene:

  • sull’entità delle sanzioni, rimodulando i limiti edittali per enti e persone fisiche che svolgono funzioni di amministrazione, direzione o controllo, al fine di garantire una maggiore aderenza alla gravità delle violazioni, relativamente:
    • all‘inosservanza degli obblighi di trasparenza
    • alla corretta prestazione dei servizi di investimento
    • alle comunicazioni prescritte per le società quotate
    • agli obblighi in materia di intermediazione
  • sull’applicazione concordata della sanzione (settlement), introducendo la facoltà per i soggetti destinatari di una contestazione di proporre all’Autorità di vigilanza un accordo per definire il procedimento, al fine di ottenere una riduzione della sanzione pecuniaria pari a un terzo, a fronte dell’impegno del soggetto a rimuovere le conseguenze della violazione e a indennizzare gli investitori
  • sulla flessibilità delle sanzioni interdittive: si introduce una maggiore discrezionalità per le Autorità nell’applicazione delle sanzioni interdittive (ad esempio la sospensione dall’esercizio di funzioni), che potranno essere modulate o omesse in base alle specificità del caso concreto, evitando automatismi sanzionatori eccessivi
  • sui criteri di rilevanza dell’illecito, attribuendo a Consob e Banca d’Italia la facoltà di non avviare il procedimento sanzionatorio per condotte che non abbiano inciso sulla trasparenza del mercato o arrecato danno agli investitori: in tali casi, le Autorità possono procedere con una comunicazione di richiamo, favorendo un approccio basato sulla reale offensività della condotta
  • sulla revisione del procedimento sanzionatorio, introducendo una disciplina ad applicazione generalizzata a tutte le sanzioni del TUF, nel rispetto dei principi del contraddittorio, della piena conoscenza degli atti istruttori, della distinzione tra funzioni istruttorie e decisorie, della celerità e certezza dei termini
  • sulla confisca del profitto, che viene circoscritta al solo profitto effettivamente derivato dalla violazione, eliminando il riferimento al “prodotto” in coerenza con i rilievi della giurisprudenza costituzionale: viene introdotta la facoltà per Consob di disporre la confisca tramite ingiunzione di pagamento ed è prevista la possibilità di confisca per equivalente su beni di valore corrispondente al profitto qualora il destinatario non possieda somme liquide sufficienti
  • sulla collaborazione tra Banca d’Italia e Consob per assicurare l’unitarietà dell’azione di vigilanza e l’efficacia delle procedure
  • sulla tutela delle segnalazioni (whistleblowing), confermando le tutele per i soggetti che segnalano violazioni all’interno degli enti, garantendo la riservatezza dell’identità e la protezione contro possibili misure ritorsive.
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