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Giurisprudenza

La presenza di scritture contabili formalmente corrette non esclude la legittimità dell’accertamento

31 Marzo 2017

Enrica Core

Cassazione Civile, Sez. V, 20 gennaio 2017, n. 1530 – Pres. Tirelli, Rel. Tinarelli

In tema di accertamento ex  art. 39, comma 1, lett. d) del d.p.r. n. 600, del 1973, la presenza di scritture contabili formalmente corrette non esclude la legittimità dell’accertamento medesimo, qualora la contabilità possa considerarsi complessivamente inattendibile in quanto confliggente con i criteri della ragionevolezza, anche sotto il profilo dell’antieconomicità del contribuente.

L’esistenza, pertanto, di un conto cassa con un ingente saldo positivo – già rappresentativo di per sè un’anomalia a fronte della sua finalità di assicurare (e ricevere) pagamenti immediati di limitato importo e non già di vettore di flusso per rilevanti operazioni d’impresa – unitamente a un’elevata esposizione negativa bancaria, rappresentano indici di condotta antieconomica da parte del contribuente.


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