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Prassi di mercato e politiche regolamentari: rapporto ICMA

15 Aprile 2024
Di cosa si parla in questo articolo

L’ICMA (International Capital Market Association) ha pubblicato il rapporto trimestrale sulla valutazione delle prassi di mercato e le politiche regolamentari, prodotto dal team Market Practice and Regulatory Policy in senso all’ICMA medesima.

Dallo stesso emerge che il primo trimestre 2024 è stato molto positivo per i mercati del debito, con un’attività di nuove emissioni estremamente robusta, con condizioni sottostanti nei mercati secondari che riflettono un restringimento dello spread delle attività di rischio in quasi tutte le classi di attività.

Il resto dell’anno si preannuncia ricco di sfide interessanti per ICMA, con le elezioni europee e statunitensi e la potenziale incertezza politica all’orizzonte, sia negli Stati Uniti che in Europa: mentre il processo statunitense molto probabilmente darà il tono geopolitico, l’agenda ICMA sarà più strettamente allineata con il mandato della prossima Commissione europea e con la direzione del Regno Unito.

ICMA si aspetta un’attenzione sempre più forte sul lato buy dal programma normativo e sarà molto attiva in questo senso, tramite comitati competenti e anche in collaborazione con altre associazioni di associazioni di categoria, se del caso.

L‘universo delle NBFI è assai eclettico ed eterogeneo, ed è fondamentale che l’impatto di ogni sottogruppo di operatori sulla stabilità del mercato sia attentamente valutato.

Sebbene vi sia certamente la necessità di affrontare i temi della concentrazione, della gestione della liquidità e della leva finanziaria in alcuni angoli del mercato, la regolamentazione – secondo ICMA – dovrebbe essere applicata con attenzione, per garantire che i mercati rimangano efficienti e l’attività degli investitori non venga indebitamente compromessa.

Con tanta attenzione allo sviluppo e all’approfondimento dei mercati dei capitali, sarebbe infatti controproducente per ICMA giungere a una regolamentazione eccessivamente prescrittiva e restrittiva su parti del buy side che già dimostrino forte supervisione, autogoverno e disciplina, in linea con i migliori risultati di mercato.

La liquidazione accelerata rimane un obiettivo e una preoccupazione fondamentale per molti dei nostri membri e un’area di approfondimento per ICMA.

Nel rapporto trimestrale ICMA emerge che gli organismi di regolamentazione dell’UE e del Regno Unito hanno già definito la loro posizione in termini di transizione al T+1 e osserveranno con attenzione l’impatto del passaggio degli Stati Uniti (insieme a Canada e Messico) alla fine di maggio: sarà pertanto di fondamentale importanza che un’analisi costi-benefici chiara e prescrittiva, rimanga al centro del processo.

Insieme con altri organismi del settore, ICMA sostiene attivamente anche uno stretto coordinamento tra le autorità di tutta Europa.

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