WEBINAR / 21 giugno
Il pignoramento presso terzi alla luce del decreto n. 19/2024


Novità per le banche e problematiche operative

ZOOM MEETING

Offerte per iscrizioni entro il 07/06


WEBINAR / 21 giugno
Il pignoramento presso terzi alla luce del decreto n. 19/2024. Novità per le banche e problematiche operative
www.dirittobancario.it
Giurisprudenza

Opposizione allo stato passivo: presupposti per la ricusazione del giudice e interferenze tra giudizio civile e giudizio penale

1 Ottobre 2019

Federica Dipilato, Avvocato presso Giovanardi Pototschnig & Associati

Cassazione Penale, Sez. V, 20 marzo 2019, n. 17180 – Pres. Sabeone, Rel. Scarili

Di cosa si parla in questo articolo
Il prossimo 15 novembre si terrà a Milano il Convegno di rassegna di giurisprudenza fallimentare organizzato da questa Rivista. Per maggiori informazioni si rinvia al link indicato tra i contenuti correlati.

Con la sentenza in commento la Corte di Cassazione si è pronunciata sulla questione di incompatibilità di un giudice che, decisa nel merito un’opposizione allo stato passivo in sede civile, si è successivamente trovato, in sede penale, a valutare la sussistenza dei presupposti per l’addebito del reato di truffa aggravata nei confronti, inter alia, del medesimo soggetto coinvolto nel giudizio civile.

La Corte di Cassazione ha precisato che, pur essendo l’una il presupposto economico dell’altra, la condotta contestata in sede penale (reato di truffa) non coincideva affatto con la condotta esaminata in sede civile (ammissione al passivo di un credito derivante da contratto un invalido), pertanto, non risultavano sussistere né un rapporto di identità né un legame logico inscindibile tali da far ritenere sussistenti i presupposti per la ricusazione del giudice in sede penale ex artt. 34 ss. c.p.p., ciò neppure alla luce della declaratoria di incostituzionalità dell’art. 37, comma 1, c.p.p. pronunciata con sentenza del 6 luglio 2000, n. 283. Infatti, detta sentenza, pur affermando l’illegittimità della norma de qua nella parte in cui non prevede che possa essere ricusato il giudice penale che si sia in precedenza pronunciato in sede civile, ribadisce che, ai fini della declaratoria di incompatibilità nei due giudizi (civile e penale) il giudice deve essere stato chiamato ad esprimere una “valutazione di merito sullo stesso fatto nei confronti del medesimo soggetto”, non risultando a tal fine sufficiente una mera connessione (soggettiva ovvero oggettiva) o continenza.

Di cosa si parla in questo articolo

WEBINAR / 21 giugno
Il pignoramento presso terzi alla luce del decreto n. 19/2024


Novità per le banche e problematiche operative

ZOOM MEETING

Offerte per iscrizioni entro il 07/06

Iscriviti alla nostra Newsletter
Iscriviti alla nostra Newsletter