L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN) ha pubblicato l’Operational Summary relativo a settembre 2026, con i principali dati e indicatori sulla minaccia cyber in Italia.
Si ricorda come l’ACN sia dotata di una struttura tecnico-operativa – il CSIRT Italia – che raccoglie le notifiche di incidenti informatici previste dalla normativa vigente (tra cui ad es. la L. 90/2024 e il D.Lgs. 138/2024). A queste si aggiungono informazioni provenienti da fonti aperte e commerciali, nonché da organismi nazionali e internazionali con cui sono attivi rapporti di collaborazione.
Tali informazioni consentono all’Agenzia di avere una visione ampia delle minacce cyber sul territori nazionale, permettendo di delineare sia le principali tipologie di minaccia sia il grado di esposizione dei soggetti.
Dai dati raccolti è emerso come nel mese di settembre si stati registrati 485 eventi cyber, in crescita del 57% rispetto a quelli rilevati ad agosto. Gli incidenti sono saliti a 235, contro i 196 del mese precedente.
L’incremento degli eventi è riconducibile soprattutto alla ripresa degli attacchi DDoS di matrice hacktivista, diretti prevalentemente contro siti web della PA locale e imprese, nonché a campagne di defacement basate sullo sfruttamento di vulnerabilità nei sistemi di gestione dei contenuti (Content Management System, CMS)
Tra le minacce più frequentemente rilevate figurano gli attacchi DDoS, la compromissione delle caselle di posta elettronica e il phishing. Il ransomware continua invece a rappresentare la minaccia più significativa.
I settori maggiormente interessati dagli eventi cyber sono stati quello tecnologico, quello sanitario e quello manifatturiero, rispettivamente esposti soprattutto a vulnerabilità e guasti, esposizione di dati e attività di defacement.
Sul fronte della prevenzione, il monitoraggio della superficie esposta ha individuato 8.213 sistemi e servizi a rischio e 253 account istituzionali compromessi.


