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Il tema del golden power nel nuovo Quaderno dei Dialoghi di Diritto dell’Economia

29 Gennaio 2026
Di cosa si parla in questo articolo

Pubblicato il nuovo Quaderno della rivista dei Dialoghi di Diritto dell’Economia sul tema “Golden power: la nuova sovranità economica tra diritto nazionale, Unione europea e scenari globali“.

Il Quaderno raccoglie i contributi di Andrea Magliari dell’Università degli Studi di Trento, Raffaele Lener e Rosanna Magliano dell’Università degli Studi Roma Tor Vergata, Andrea Sacco Ginevri dell’Università degli studi Roma Tre, Luigi Scipione dell’Università di Napoli Federico II, Giancarlo Montedoro Presidente di Sezione del Consiglio di Stato, Diego Rossano dell’Università degli Studi di Napoli Parthenope, Matteo Pignatti dell’Università degli Studi del Centro Alti Studi Difesa e Francesco Petrosino dell’Università di Trento.

L’iniziativa nasce dalla volontà condivisa tra i partecipanti di soffermarsi sulla centralità sempre più attuale delle misure di salvaguardia, in particolare nel settore bancario. Più specificamente, di affrontare le criticità legate all’attuazione della disciplina interna ed eurounitaria del golden power.

La sentenza 13748/2025 del Tar del Lazio del 12 luglio 2025 ha rappresentato, in questo senso, una preziosa occasione per un’analisi critica sull’esercizio dei poteri speciali applicabili dall’esecutivo nell’ambito dell’attività bancaria.

Il giudice amministrativo si è infatti pronunciato sul ricorso promosso da UniCredit S.p.A. per l’annullamento del DPCM del 18 aprile 2025, con il quale, in relazione all’offerta di scambio volontaria di UniCredit, avente ad oggetto la totalità delle azioni di Banco BPM S.p.A. il governo era intervenuto con l’intento di bloccare l’operazione, in aderenza alle prescrizioni del decreto legge 15 marzo 2012, n. 21.

Nelle more del ricorso al Consiglio di Stato promosso da Unicredit e a seguito della procedura di infrazione instaurata dalla Commissione nei confronti del governo italiano per il mancato rispetto delle prescrizioni sulle libertà di stabilimento e di circolazione dei capitali, nonché della normativa bancaria unionale, è apparso opportuno dunque approfondire alcuni significativi punti che emergono dalla lettura della summenzionata pronuncia.

Una parte dello studio condotto nelle seguenti pagine attiene pertanto alle questioni concernenti alle condizioni applicative del d.l. n. 21 del 2012. Alcuni passaggi interpretativi si sono concentrati infatti sia sui prerequisiti oggettivi di attuazione della normativa – cioè sul rapporto tra genere e specie tra sicurezza nazionale ed economica – sia su quelli soggettivi, relativi cioè alla nozione “funzionale” di investitore estero.

Un contributo essenziale alla comprensione non solo della sentenza, ma, più in generale della disciplina del golden power si riscontra poi nel quadro legislativo e regolatorio eurocentrico. In questo senso, pertanto, il Quaderno ha riservato un necessario spazio di ricerca al regime dello screening europeo sugli investimenti esteri diretti e sulla prospettiva riformatrice del Regolamento UE 2019/452.

Al contempo, la dimensione eurounitaria della disciplina dei poteri speciali impone non solo la ricerca di un’efficiente declinazione delle politiche interne agli Stati Membri con la cornice unionale, sia settoriale che dei Trattati. Semmai, e inoltre, un ulteriore snodo problematico affrontato dagli autori è consistito nel rinvenire una soluzione coerente rispetto al coordinamento tra intervento governativo, supervisione bancaria e politiche di regolazione dell’Unione europea, con particolare riferimento alla Capital Markets Union.

Non va infine dimenticato che le posizioni espresse dal Tar del Lazio assumono un significato che si colloca ben oltre il perimetro del contesto normativo e regolatorio nazionale ed europeo. Il golden power, infatti, per un verso influisce direttamente sulla struttura proprietaria dei soggetti coinvolti, per l’altro, indirettamente, impatta sul flusso degli investimenti intra-europei e, infine, sulle relazioni economiche tra Stati Membri e paesi extra-Ue. Sulla scorta di simili premesse, anche la dismissione degli assets strategici degli operatori coinvolti in Russia e le conseguenti considerazioni in punto di sicurezza economica europea saranno dunque oggetto di questa indagine.

Un’ultima sezione del Quaderno è stata infine destinata alla corretta qualificazione del decreto presidenziale, attuativo del veto governativo, quale atto di alta amministrazione. In concreto, una parte di questo lavoro è destinata ad approfondire il legame tra poteri amministrativi e regolazione dell’economia. Una relazione sempre più significativa se considerata in una prospettiva economica globale in cui le scelte di deregulation si affermano progressivamente insieme a politiche concorrenziali a geometria variabile.

In estrema sintesi, dunque, il Quaderno non è stato pensato esclusivamente come un mero commento alla pronuncia del Tar del Lazio. Diversamente, invece, la posizione della giurisprudenza amministrativa ha permesso di affrontare alcuni degli snodi problematici derivanti dall’applicazione e dall’ implementazione del regime del golden power, privilegiando una metodologia di studio interesettoriale. L’impostazione scientifica prescelta ha condotto cioè a un’analisi dell’impatto, in termini di politica economica e di effetti macroeconomici, determinato infine dall’esercizio dei poteri speciali nel settore finanziario in senso lato.

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