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Il contrasto al greenwashing tra le priorità di vigilanza della Consob

25 Marzo 2022
Di cosa si parla in questo articolo

Nel contesto attuale si assiste all’evoluzione del ruolo della finanza quale driver a supporto dello sviluppo sostenibile. Nei mercati finanziari gli asset ESG hanno infatti raggiunto 37.800 miliardi di dollari (un terzo di tutti gli asset in gestione a livello globale) e sono in continua espansione.

A tale trend si associa l’aumento del rischio di greenwashing, ovvero quelle pratiche commerciali che descrivono un prodotto finanziario come ‘verde’ oppure ‘sostenibile’, al solo fine di migliorarne l’immagine e renderlo più attraente per gli investitori, anche laddove non siano rispettati standard di base.

Di Greenwashing tra comunicazione di impresa e informativa finanziaria parleremo al webinar del 29 aprile.

In un’ottica di contrasto vanno lette le norme del Regolamento (UE) 2019/2088 sull’informativa sulla sostenibilità nel settore dei servizi finanziari (Regolamento SFDR) e quelle del Regolamento UE 2020/852 ha introdotto nel sistema normativo europeo la tassonomia delle attività economiche eco-compatibili (Regolamento Tassonomia).

Il contrastato ai fenomeni di greenwashing è stato altresì indicato da Consob tra gli obbiettivi strategici di vigilanza nel proprio piano 2022-24.

In particolare, come indicato da Consob, l’attività di vigilanza si svilupperà sugli investimenti sostenibili, in particolare sulla documentazione d’offerta, sulla pubblicità e sull’attività dei consulenti, in coerenza con i tempi di attuazione della normativa ESG, per migliorare la disclosure dei fattori di sostenibilità.

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