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Fiscal sounding: l’Antitrust sospende i preavvisi di esecuzione forzata

12 Novembre 2013
Di cosa si parla in questo articolo

Con Provvedimento n. 24559 pubblicato nel Bollettino n. 44 del 11 novembre 2013 l’Antitrust ha esaminato una vicenda connessa all’attività di recupero crediti a mezzo lettere di preavviso di esecuzione forzata da parte di una società di recupero crediti, fenomeno noto come fiscal sounding.

Le comunicazioni, facenti riferimento ad un titolo esecutivo rappresentato da un’ordinanza di ingiunzione senza alcuna indicazione degli estremi del titolo del debito, avvertono di un presunto inizio di un procedimento esecutivo avanti il tribunale competente per il pignoramento immobiliare e mobiliare rilevando che “previo ordine del Tribunale, si procederà con l’Ufficiale Giudiziario all’asporto dei suddetti beni, se necessario con l’intervento della forza pubblica e forzando la porta in caso di sua assenza” e sono impostate con modalità idonee ad ingenerare nei consumatori l’erroneo convincimento di esser destinatari di una procedura esecutiva iniziata dall’Agenzia delle Entrate.

Nello specifico, sono usati segni distintivi, quali la denominazione sociale e il logo, che evoca quello della Repubblica, dal titolo del firmatario “Il Direttore Ufficio Entrate” e dal riferimento al fatto che la comunicazione sarebbe effettuata ai sensi dell’art. 14 della legge n. 890/82 in quanto spetta solo all’amministrazione finanziaria pubblica il legittimo esercizio del potere di notifica ai sensi di quella legge. Inoltre, sebbene il professionista si definisca come “esattoria”, non risulta compreso nell’Albo istituito dall’art. 53 del Decreto Legislativo n. 446/97 dei soggetti abilitati alla gestione delle attività di liquidazione e di accertamento dei tributi e quelle di riscossione dei tributi e di altre entrate delle province e dei comuni

Nel riconoscere gli estremi di una pratica commerciale scorretta, l’Autorità ha evidenziato come tali pratiche, in violazione degli artt. 20, 21, 22, 24 e 25 del Codice del Consumo, al fine di tentare di recuperare presunti crediti, inoltrando a diversi soggetti tali preavvisi di esecuzione forzata, possono ingenerare il convincimento che, a prescindere dalla fondatezza della propria posizione debitoria, sia preferibile provvedere rapidamente al pagamento dell’importo richiesto.

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