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Disciplina start-up innovative: analisi e prospettive di riforma

9 Febbraio 2026
Di cosa si parla in questo articolo

Il CNDCEC (Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili), congiuntamente alla FNC (Fondazione Nazionale Commercialisti) hanno pubblicato un documento di ricerca che analizza in modo sistematico la disciplina delle start-up innovative.

La disciplina in questione è stata introdotta dal D.L. 179/2012 e successivamente modificata dalla legge n. 193/2024: il documento ne evidenzia l’evoluzione normativa, le principali criticità applicative e le prospettive di riforma nel contesto dell’ordinamento societario italiano.

In via preliminare, viene esaminata la definizione giuridica di start-up innovativa e l’insieme dei requisiti soggettivi e oggettivi necessari per l’acquisizione e il mantenimento dello status speciale, con particolare riferimento ai limiti dimensionali, temporali, territoriali e reddituali, nonché alle condizioni relative alla ricerca e sviluppo, alla qualificazione del personale e alla titolarità di privative industriali.

Centrale risulta il ruolo dell’iscrizione nella sezione speciale del Registro delle imprese, quale presupposto per l’accesso alle misure agevolative.

Il documento approfondisce, inoltre, la disciplina delle agevolazioni societarie, evidenziando le deroghe in materia di perdite d’esercizio, di riduzione del capitale e di scioglimento anticipato, finalizzate a favorire la fase di avvio dell’impresa.

Particolare attenzione è riservata alle deroghe applicabili alle s.r.l. PMI, in tema di categorie di quote, diritti di voto, operazioni sulle partecipazioni proprie e offerta al pubblico, nonché alla recente introduzione della dematerializzazione delle quote prevista dalla legge Capitali.

Un’ulteriore sezione è dedicata agli strumenti di incentivazione del capitale umano, con specifico riguardo al work for equity, disciplinato dall’art. 27 del d.l. n. 179/2012, che consente l’assegnazione di strumenti finanziari a dipendenti, amministratori e collaboratori in regime di agevolazione fiscale e contributiva, favorendo l’acquisizione di competenze qualificate e la fidelizzazione delle risorse professionali.

Sotto il profilo sistemico, il documento individua le principali criticità della disciplina vigente, riconducibili alla complessità procedurale, alla frammentazione normativa, alla limitata accessibilità ai benefici e alla difficoltà di integrazione con il mercato dei capitali. Viene, inoltre, analizzato il ruolo delle start-up nell’ecosistema economico nazionale e internazionale, con riferimento ai principali modelli esteri di sviluppo e finanziamento.

Infine, sono formulate articolate proposte di riforma, strutturate su tre direttrici fondamentali:

  • rafforzamento del mercato dei capitali
  • valorizzazione del sapere e della conoscenza
  • semplificazione dell’operatività amministrativa e societaria.

Tali interventi mirano a consolidare la funzione delle start-up innovative come strumenti di crescita sostenibile, innovazione tecnologica e sviluppo territoriale, favorendo una nuova identità dell’impresa quale motore economico e sociale.

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