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Credit crunch: accordo Unioncamere – AssoConfidi per favorire l’accesso al credito delle PMI

10 Aprile 2012
Di cosa si parla in questo articolo

Unioncamere (Unione italiana delle Camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura) e AssoConfidi (l’Associazione che riunisce le Federazioni nazionali dei Confidi) hanno siglato un accordo contro il credit crunch.

L'accordo, avente ad oggetto le politiche per l’accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese (PMI), si basa su tre punti fondamentali: rafforzamento patrimoniale dei Consorzi di garanzia, armonizzazione delle procedure di sostegno delle Camere di commercio, razionalizzazione del sistema della mutua garanzia.

Tali punti vengono esaminati nel comunicato stampa congiunto Unioncamere – AssoConfidi nei termini di seguito riportati.

Rafforzamento patrimoniale dei Confidi

La nuova norma prevista dall’art. 39 del Decreto “SalvaItalia” ha rafforzato e ampliato la disposizione legislativa, già prevista dalla Legge Quadro sui Confidi, in merito alla partecipazione al patrimonio delle strutture di garanzia da parte degli Enti Pubblici, Camere di commercio comprese. Con un intervento nel capitale sociale, le Camere offrirebbero ai circa 50 Confidi che in questi anni si sono già trasformati in intermediari finanziari vigilati, risorse finanziarie direttamente imputabili al loro patrimonio di vigilanza, supportandoli nel rispetto dei vincoli patrimoniali imposti dalla disciplina di Banca d’Italia. Sempre in quest’ottica, Unioncamere, insieme ad Assoconfidi, si propone, anche attraverso un approfondimento tecnico con Banca d’Italia, di favorire la diffusione di strumenti finanziari in grado di intervenire sul patrimonio in via indiretta, senza incidere sull’assetto societario dell’intermediario.

Armonizzazione delle procedure di sostegno delle Camere di commercio

Sul punto le parti ritengono necessario procedere ad un’armonizzazione dell’azione camerale di sostegno ai Confidi per rendere più efficaci gli interventi che spesso presentano una declinazione territoriale disomogenea. Una maggiore uniformità delle misure di supporto si potrebbe realizzare attraverso la diffusione sui singoli territori di forme tecniche predefinite e standardizzate di intervento, anche per facilitare la gestione delle risorse camerali da parte di Confidi con operatività regionale che ricevono contributi da una molteplicità di enti camerali spesso con procedure molto differenziate che generano livelli di efficienza non adeguati.

Razionalizzazione del sistema della mutua garanzia

Il sistema di garanzia mutualistica negli ultimi anni è stato interessato da intensi fenomeni di aggregazione e razionalizzazione della rete. Emerge oggi l’esigenza di un ulteriore processo aggregativo, che dovrebbe condurre i Confidi verso strutture ancora più dimensionate ed in grado di fare “sistema” e “massa critica”. In tale contesto, le Camere di commercio si impegnano a sostenere nuove fusioni e la costituzione di reti di Confidi che permettono di conservare l’identità e il radicamento territoriale degli organismi coinvolti. L’impegno delle Camere in questo contesto è duplice: assume sia connotati di natura strategica, attraverso la promozione di studi di fattibilità e di comitati promotori per l’aggregazione delle strutture mutualistiche, che di natura finanziaria, mediante l’erogazione di risorse a beneficio di tali nuovi soggetti.

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