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Analizziamo lo scenario: Grecia, Italia, BCE, S&P 500 e Dax

8 Novembre 2011

Consultique

Per superare l’empasse nell’approvazione del piano concordato con l’Europa, il primo ministro Papandreou, aveva scelto di risolversi agli elettori. Questa decisione ha provocato uno sconquasso tale da far temere il collasso della Grecia: un “no” degli elettori greci avrebbe infatti creato effetto sistemico su banche e Stati. Di fronte a tale prospettiva e alle pressioni dell’Europa, il primo ministro greco ha revocato la proposta, considerata anche la mancanza della maggioranza parlamentare richiesta. La Grecia è orientata ora verso un governo di unità nazionale che approverà il piano europeo già concordato.

Grecia, Portogallo, Spagna, Italia: sembrava questo il percorso della crisi in un suo ipotetico sviluppo. In realtà il debito portoghese (comunque su livelli di default) ha importi limitati, mentre la situazione spagnola è ritenuta da tutti meno grave di quella italiana. Cosi, il baricentro della crisi si è spostato nel nostro Paese, con tutte le sue incertezze politiche e finanziarie.

I BTP, pur supportati dalla BCE, hanno perso costantemente valore, con spread e rendimenti in ascesa vertiginosa. La situazione di incertezza ha portato al commissariamento dell’Italia da parte del FMI, misura estrema ma che riassume l’attuale pensiero dei mercati: solvibile ma non credibile.

L’Eurogruppo dovrà perfezionare il meccanismo di funzionamento dell'Efsf ed in particolare dovrà definire quale sarà l’effettivo contributodel Fmi all'operazione salva-Stati e di che tipo sarà la partecipazione dei Bric alle operazioni di prestito o di sottoscrizione dei titoli del debito sovrano dell’Eurozona.

Focus macroeconomico

Da un punto di vista macro la BCE del nuovo governatore Draghi ha tagliato i tassi di uno 0,25% dando temporaneamente fiato alle borse europee; deboli i dati economici in Europa mentre negli Usa il mercato del lavoro ha mostrato segni di stabilizzazione.

Indici

In questo contesto, l’indice S&P 500 si trova in una zona interlocutoria. I livelli obiettivo, tra 1250 e 1270, sono stati raggiunti, quindi tecnicamente il pullback dopo la correzione di agosto si è concluso. Se il primary downtrend fosse confermato, un approfondimento sotto 1200 aprirebbe la strada alla correzione vera e propria.

L’ipotesi alternativa prevede una zona di consolidamento senza violare i minimi di agosto per riprendere il percorso rialzista. Considerazioni analoghe valgono sul Dax tedesco.  In generale, è valida la regola di sfruttare le occasioni di euforia per limitare esposizioni troppo elevate.

 

 

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