Il Garante privacy ha pubblicato il proprio parere sullo schema di decreto legislativo di adeguamento della normativa interna alle disposizioni dell’AI Act.
Il Garante, in particolare, esprime il proprio parere favorevole al succitato schema di decreto, nonostante evidenzi siano necessarie alcune integrazioni volte a rafforzare le garanzie rispetto al trattamento dei dati personali.
Dapprima l’Autorità evidenzia come dovrebbe essere integrato l’art. 11, riconoscendole il potere di adottare linee guida, raccomandazioni e buone pratiche nel suo ambito di competenza.
Per quanto concerne la disciplina del procedimento sanzionatorio di competenza del Garante, dovrebbe esservi apposito rinvio all’art. 166 del Codice anche relativamente alla destinazione dei proventi della riscossione.
In aggiunta, alla luce della natura del Garante privacy quale organismo notificato in materia di valutazione della conformità, ex art. 43, par.1, dell’AI Act, dovrebbe essere precisato quale delle opzioni previste dall’art. 31, par.9 dell’AI Act si intenda adottare con riguardo alla responsabilità per la citata valutazione di conformità.
In aggiunta, evidenzia il Garante privacy, l’articolo 26 dello schema di decreto, relativo allo Spazio di sperimentazione italiano per l’IA, non prevede la sua partecipazione nei progetti che comportano il trattamento di dati personali, in contrasto con quanto previsto dall’articolo 57, paragrafo 10, dell’AI Act. Sarebbe, quindi, opportuno integrare la norma prevedendo il coinvolgimento dell’Autorità nelle attività connesse allo Spazio di sperimentazione.

