È alla Camera dei Deputati, per il prescritto parere parlamentare, lo Schema di decreto legislativo di attuazione dell’art. 2 della Direttiva (UE) 2025/516 dell’11 marzo 2025 (c.d. direttiva VIDA) che modifica la Direttiva 2006/112/CE per quanto riguarda le norme IVA per l’era digitale.
In particolare, il presente decreto legislativo, composto da sette articoli, dà attuazione alle disposizioni di cui all’art. 2 della Direttiva VIDA, ricompresa nel pacchetto di misure denominato VAT in the Digital Age (VIDA), approvato dal Consiglio l’11 marzo 2025 e pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’UE il 25 marzo 2025.
Le norme del presente provvedimento, la cui applicazione è prevista dal 1° gennaio 2027, presentano prevalentemente carattere un carattere chiarificatore, ordinamentale e procedurale ed incidono, in via principale, sulla disciplina introdotta dal D. Lgs. 83/2021, con il quale è stato recepito il pacchetto relativo all’IVA nel commercio elettronico.
In particolare, gli interventi riguardano i seguenti ambiti:
- l’applicazione della disciplina relativa al fornitore presunto
- il superamento del regime di call-off stock
- la determinazione della soglia di 10.000 euro prevista per le vendite a distanza e per i servizi TTE
- il momento impositivo nei regimi OSS
- l’utilizzo dei regimi OSS e IOSS
- il coordinamento tra il regime IOSS e il regime PMI
- l’assimilazione, in via temporanea, delle forniture di energia alle vendite a distanza intracomunitarie
- le procedure di rimborso previste nell’ambito dei regimi speciali.
Deve precisarsi come il recepimento delle modifiche introdotte dalla Direttiva VIDA è realizzato mediante una pluralità di interventi normativi. In particolare, l’art. 1 apporta modifiche al D.P.R. 633/1972, mentre l’art. 2 interviene sul D.L. 331/1993. Conseguentemente, l’art. 3 provvede ad adeguare le relative disposizioni contenute nel Testo unico IVA.
L’art. 4, invece, introduce ulteriori disposizioni, mentre gli artt. 5, 6 e 7 disciplinano, rispettivamente, le modalità di attuazione delle disposizioni, la clausola di invarianza finanziaria e l’entrata in vigore della nuova disciplina, fissata al 1° gennaio 2027.
Si precisa che gli interventi di modifica della disciplina vigente sono volti principalmente a definire con maggiore chiarezza e a coordinare l’applicazione delle disposizioni già in vigore con le successive norme di matrice unionale. Queste ultime, peraltro, non comportano variazioni della disciplina tali da produrre effetti in termini di gettito tributario.


