EIOPA ha pubblicato il proprio rapporto di follow-up alla peer review sulla vigilanza sulla governance dei prodotti (POG), in cui valuta i progressi compiuti dalle autorità nazionali competenti nell’attuazione delle misure raccomandate per rafforzare la supervisione dei requisiti POG.
I requisiti POG – così come stabiliti dal Regolamento delegato (UE) 2358/2017, in attuazione della IDD – costituiscono una parte fondamentale del quadro normativo relativo alla condotta degli intermediari nella progettazione e distribuzione dei prodotti assicurativi.
Essi mirano a garantire che i prodotti siano progettati, distribuiti e revisionati in modo orientato al cliente e rimangano allineati alle esigenze, agli obiettivi e alle caratteristiche del mercato di riferimento per tutto il loro ciclo di vita.
Un’efficace vigilanza in materia di POG contribuisce a proteggere i consumatori, sostiene il corretto funzionamento del mercato e contribuisce a rafforzare la fiducia nei prodotti assicurativi e di risparmio a lungo termine.
Il rapporto di follow-up evidenzia progressi complessivi nella vigilanza sui requisiti relativi ai POG. A partire dalla peer review, le autorità nazionali competenti hanno rafforzato i propri quadri di vigilanza e migliorato la qualità della vigilanza in materia di POG.
I progressi sono particolarmente evidenti laddove le autorità sono passate da approcci generali o formali a una vigilanza più operativa, basata sul rischio e incentrata sui prodotti. Si sono registrati progressi notevoli anche nella comunicazione al mercato delle aspettative di vigilanza e nel chiarimento delle modalità di applicazione pratica dei requisiti in materia di POG, al fine di favorire risultati di vigilanza più coerenti.
Allo stesso tempo, la relazione rileva che i progressi rimangono disomogenei tra gli Stati membri, in particolare nei settori che richiedono modifiche alle metodologie interne, alle strutture organizzative e alle risorse.
La relazione rileva che molte autorità nazionali competenti hanno implementato quadri di valutazione del rischio di condotta più avanzati, che combinano analisi specifiche per prodotto e per impresa con strumenti pratici a supporto della definizione delle priorità di vigilanza: in tal modo è più facile identificare i prodotti, le imprese e le pratiche che potrebbero causare un danno ai consumatori.
L’attività di vigilanza è diventata inoltre più sistematica e orientata ai risultati, con le autorità nazionali che ricorrono maggiormente ad analisi off-site, revisioni tematiche, valutazioni incentrate sui prodotti e ispezioni in loco.
In diversi casi, inoltre, l’attività di vigilanza ha portato ad azioni correttive concrete, tra cui modifiche ai prodotti, riduzioni dei costi o ritiri di prodotti dal mercato.

