Il Consiglio UE ed il Parlamento UE, dopo l’accordo provvisorio dello scorso novembre 2025, hanno raggiunto un accordo definitivo (c.d. trilogo) sui testi della Direttiva PSD 3 e sul Regolamento PSR, relativi ai servizi di pagamento digitali nell’area euro.
Gli interventi normativi UE non si limitano a rivedere la PSD 2, bensì introducono un nuovo quadro regolatorio UE dei pagamenti digitali, con la Direttiva PSD 3 che ne definisce il perimetro autorizzativo, ed il Regolamento PSR che puntualmente enuclea gli obblighi per gli operatori.
In particolare, le proposte sono volte a istituire un quadro antifrode UE che contribuirà a contrastare le nuove forme di frode nei pagamenti, sempre più diffuse, come lo “spoofing“, che si realizza quando i truffatori si spacciano per il prestatore di servizi di pagamento (PSP) di un cliente per guadagnarsi la sua fiducia e indurre l’utente a compiere azioni finanziarie fraudolente.
Inoltre, si prevede:
- che i PSP dovranno condividere tra loro le informazioni relative alle frodi
- che i numeri IBAN dei conti di pagamento dovranno essere confrontati con quelli dei conti bancari corrispondenti, prima di poter effettuare qualsiasi trasferimento, come già avviene per i bonifici istantanei in euro
- che i fornitori di servizi di pagamento saranno ritenuti responsabili qualora non adempiano ai propri obblighi in termini di utilizzo di alcuni strumenti preventivi
- che le principali piattaforme online e i motori di ricerca potranno pubblicizzare servizi finanziari ai consumatori in un determinato Stato membro solo se la società che fornisce tali servizi è debitamente regolamentata e autorizzata in quello Stato membro
- maggiore trasparenza per le transazioni tramite bancomat: i fornitori saranno legalmente obbligati a mostrare all’utente tutte le commissioni dovute e i tassi di cambio applicati prima che una transazione possa essere effettuata
- che le società che forniscono servizi di pagamento tramite carta agli esercenti dovranno chiarire le commissioni applicate per i loro servizi
- un migliore accesso al contante: i commercianti potranno offrire prelievi di contanti senza effettuare un acquisto; per prevenire abusi, tali prelievi richiederanno la tecnologia chip e PIN e saranno soggetti a un limite massimo di prelievo di 150 euro
- che gli esercenti dovranno assicurarsi che la loro denominazione commerciale abituale corrisponda al nome che appare sugli estratti conto bancari dei clienti: ciò aiuterà i consumatori a riconoscere facilmente gli addebiti sui propri conti e a ridurre la confusione.
I testi entreranno in vigore dopo l’approvazione formale da parte delle due istituzioni UE, e la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea.


