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Stabilità finanziaria UE: l’Unione bancaria come antidoto ai rischi

21 Gennaio 2026
Di cosa si parla in questo articolo

Il Parlamento UE ha approvato il 20 gennaio 2026 una risoluzione rivolta a Commissione e Consiglio UE, incentrata sulla promozione e salvaguardia della stabilità finanziaria.

La risoluzione si colloca in un contesto di elevata incertezza economica e geopolitica, nel quale la stabilità finanziaria è considerata un presupposto essenziale per la resilienza dell’economia europea.

Il Parlamento richiama espressamente i rischi derivanti da shock esterni, dall’elevato indebitamento, dalla frammentazione dei mercati e dalla crescente rilevanza degli intermediari finanziari non bancari (NBFI).

Uno dei principali indirizzi politici è rivolto alla Commissione europea, invitata a dare priorità a un programma ambizioso dell’Unione dei mercati dei capitali, capace di rafforzare la competitività dell’UE senza compromettere la stabilità finanziaria.

In tale quadro, il Parlamento sollecita la Commissione a mobilitare più efficacemente i capitali privati, colmare il gap di investimenti e correggere gli squilibri strutturali del sistema finanziario, evitando al contempo distorsioni fiscali a favore del debito.

Parallelamente, viene ribadita la necessità di completare l’Unione bancaria, indicata come priorità strategica per il rafforzamento dell’Unione economica e monetaria: il Parlamento invita Commissione e Consiglio a procedere in modo coerente, tenendo conto dei rischi di contagio e delle problematiche legate agli enti “too big to fail”, senza indebolire il legame con l’economia reale e le PMI.

In materia di rischi macrofinanziari, il Parlamento chiede alla Commissione di garantire il rispetto del quadro di governance economica dell’UE e la coerenza con le regole del Patto di stabilità e crescita, al fine di preservare la sostenibilità delle finanze pubbliche.

Viene inoltre sottolineata l’importanza di preservare l’indipendenza della BCE e il principio di dominanza monetaria, evitando interventi che possano generare distorsioni di mercato.

Particolare attenzione è dedicata agli NBFI (Non-Bank Financial Intermediaries), ovvero gli intermediari finanziari non bancari che svolgono attività di intermediazione creditizia o finanziaria al di fuori del perimetro bancario tradizionale, la cui crescente importanza sistemica richiede, secondo il Parlamento, un riesame approfondito delle lacune normative.

In tal senso, la Commissione è invitata a valutare riforme mirate, anche in settori meno regolamentati (come family office e supply chain finance), e a presentare una proposta di riforma del Regolamento (UE) 2017/1131 sui fondi comuni monetari, tenendo conto delle raccomandazioni del CERS e di ESMA.

Infine, il Parlamento sollecita Commissione e Consiglio a rafforzare la resilienza digitale del sistema finanziario, valorizzando l’attuazione del Regolamento (UE) 2022/2554 (DORA), monitorando le dipendenze da fornitori digitali di paesi terzi e affrontando i rischi emergenti legati a cripto-attività e stablecoin, in coordinamento con il CERS e il FSB.

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