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Il piano di ristrutturazione soggetto a omologazione (PRO) dopo il correttivo-ter

21 Luglio 2025
Di cosa si parla in questo articolo

Il CNDCEC (Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili) , congiuntamente alla FNC (Fondazione Nazionale Commercialisti), ha pubblicato recentemente un documento di ricerca sullo strumento del piano di ristrutturazione soggetto a omologazione (PRO), alla luce delle novità introdotte dal correttivo-ter al Codice della Crisi e dell’insolvenza (CCII).

Il PRO è uno strumento introdotto nel nostro ordinamento dal D. Lgs. n. 83/2022 (CCII), in attuazione della Direttiva (UE) 2019/1023 (Direttiva Insolvency), e successivamente modificato dal D. Lgs. n. 136/2024 (decreto correttivo-ter), entrato in vigore il 28 settembre 2024.

Esso si colloca tra gli strumenti di regolazione della crisi e dell’insolvenza di cui all’art. 2, comma 1, lett. m)-bis CCII, e si caratterizza per la possibilità di deroga ai principi di cui agli artt. 2740 e 2741 C.c., nonché all’ordine delle cause legittime di prelazione, tramite la suddivisione obbligatoria dei creditori in classi omogenee.

L’accesso al PRO è consentito ai soli imprenditori commerciali sopra soglia, in stato di crisi o di insolvenza, come definito dall’art. 2, comma 1, lett. a) e b) CCII, ed è escluso per gli imprenditori minori (art. 2, comma 1, lett. d) CCII) e per gli imprenditori agricoli.

Il piano deve essere approvato da tutte le classi, senza possibilità di deroghe ex art. 112, c. 2, CCII, ed è richiesto che i creditori dissenzienti ricevano un trattamento almeno equivalente a quanto otterrebbero in sede di liquidazione giudiziale.

Il commissario giudiziale, obbligatoriamente nominato anche in caso di domanda con riserva, assume un ruolo cruciale di vigilanza e può segnalare al tribunale comportamenti lesivi da parte del debitore, con possibili conseguenze fino alla revoca dell’ammissione alla procedura.

Il professionista indipendente, ai sensi dell’art. 64-bis, c. 3, CCII, deve attestare la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano: ove il piano preveda il pagamento parziale o dilazionato dei debiti fiscali o contributivi, è richiesta un’apposita attestazione, ai sensi del nuovo comma 1-bis dell’art. 64-bis CCII.

L’intervento di cui al decreto correttivo ha colmato numerose lacune applicative, precisando – tra l’altro – la disciplina degli atti di straordinaria amministrazione nelle domande con riserva (art. 44, commi 1-bis, 1-ter e 1-quater CCII) e chiarendo il regime autorizzativo applicabile.

Il documento di ricerca pertanto, dopo aver esaminato la disciplina del PRO, come modificato dal correttivo-ter, ed essersi soffermato sui presupposti soggettivi e oggettivi, analizza le modalità di presentazione della domanda di accesso, nonché i compiti del commissario giudiziale e del professionista indipendente.

Infine, fornisce indicazioni in ordine alla questione ampiamente dibattuta e ancora aperta, ossia se il PRO possa avere quale finalità anche quella specificatamente liquidatoria.

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