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Il rapporto annuale 2025 della BCE

5 Maggio 2026
Di cosa si parla in questo articolo
BCE

La BCE (Banca Centrale Europea) ha pubblicato il rapporto annuale 2025, dal quale si evince che nel corso dell’anno la BCE ha completato con successo il processo di riportare l’inflazione dell’area euro al target del 2% nel medio termine, dopo il picco registrato tra il 2022 e il 2023 a seguito della pandemia e delle tensioni geopolitiche legate al conflitto in Ucraina.

Nel complesso, il 2025 evidenzia una fase di normalizzazione della politica monetaria, accompagnata da resilienza economica e da un rafforzamento degli strumenti operativi e strategici della BCE.

L’azione decisiva è stata rappresentata da un inasprimento senza precedenti della politica monetaria, con un aumento complessivo dei tassi di interesse di 450 punti base tra luglio 2022 e settembre 2023, mantenuti poi su livelli restrittivi fino al consolidamento del processo disinflazionistico.

Quanto all’andamento dell’inflazione e politica monetaria, il rapporto 2025 della BCE evidenzia:

  • l’inflazione ha registrato una riduzione significativa, consentendo, dalla metà del 2024, un graduale allentamento della politica monetaria
  • nel 2025, la BCE ha proceduto a quattro riduzioni consecutive dei tassi, per un totale di 100 punti base, portando il tasso principale al 2,00% entro giugno; le decisioni sono state adottate secondo un approccio data-driven, basato su:
    • prospettive di inflazione
    • dinamica dell’inflazione di fondo
    • intensità della trasmissione monetaria.

A partire da luglio 2025, i tassi sono stati mantenuti invariati, in un contesto di inflazione stabilizzata e aspettative ben ancorate, con una politica monetaria sostanzialmente neutrale.

Nel corso dell’anno è intervenuto tuttavia un nuovo fattore di rischio: l’introduzione di barriere tariffarie da parte degli Stati Uniti, con potenziali effetti negativi sulla crescita europea; tuttavia, l’assenza di ritorsioni europee su larga scala e l’apprezzamento dell’euro hanno contribuito a contenere le pressioni inflazionistiche.

L’economia dell’area euro ha mostrato una notevole resilienza, con una crescita pari all’1,4% nel 2025, superiore alle attese iniziali.

Infatti:

  • la domanda interna è stato il principale motore della crescita
  • si è rivelato positivo il contributo temporaneo delle esportazioni anticipato prima dei dazi
  • sono stati rafforzati gli investimenti, in particolare:
    • investimenti immateriali (IA, software, digitalizzazione)
    • spesa per la difesa, soprattutto in Germania.

Nel 2025 è stata aggiornata la strategia di politica monetaria, con:

  • conferma dell’obiettivo simmetrico del 2%
  • estensione della simmetria alla funzione di reazione (interventi incisivi sia in caso di inflazione troppo alta sia troppo bassa)
  • maggiore attenzione a rischi e incertezza, tramite analisi di scenario.

Infine, dal rapporto si evince che l’euro ha registrato un ampio consenso pubblico (83%) ed è stato avviato il percorso di ingresso della Bulgaria nell’area euro.

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