Pubblica amministrazione
06/09/2011

Manovra finanziaria: se le PA non pagano crediti cedibili alle banche

Con l’approvazione dell’emendamento n. 1.0.8 presentato da Pd, Api-Fli e coesione nazionale, la Commissione bilancio del Senato, nell’esame della manovra-bis, ha inserito l’articolo 1-bis al decreto legge 13 agosto 2011, n. 138, recante ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo.

Grazie a questo emendamento si rendono certificabili entro sei mesi i crediti verso le amministrazioni pubbliche per beni e servizi, con possibilità di cessione alle banche.

In particolare, l’articolo prevede che i soggetti titolari di partite IVA, le imprese artigiane, le aziende che presentano i requisiti della piccola impresa, trascorsi sei mesi dal termine contrattualmente fissato per il versamento, a titolo di acconto o saldo, delle somme dovute come corrispettivo per forniture di beni e servizi delle amministrazioni pubbliche, possano richiedere alle stesse amministrazioni la certificazione delle somme oggetto di ritardato pagamento.

A seguito di tale certificazione il credito vantato nei confronti della PA può essere ceduto ad un istituto di credito che ne assume la piena titolarità, previo pagamento dell’Intero ammontare del credito.

La nuova disposizione, rubricata “ritardati pagamenti della pubblica amministrazione”, ha il dichiarato scopo di favorire il sistema produttivo nazionale, superando la difficoltà del ritardati pagamenti delle pubbliche amministrazioni.

Concluso l’esame da parte della Commissione bilancio, si attende ora il passaggio in aula per il vaglio del Senato.

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