Fiscalità generale
21/10/2019

L’Avvocato UE sui limiti all’esenzione IVA in una cessione di credito oggetto di azione esecutiva

L’Avvocato generale della Corte di Giustizia UE, Henrik Saugmandsgaard Øe, ha presentato le proprie conclusioni nella causa C‑692/17, in cui la Corte è chiamata a pronunciarsi in merito ad una controversia relativa all’imposta sul valore aggiunto (IVA) dovuta da un’agenzia immobiliare in base alla cessione a titolo oneroso, a favore di un terzo, della posizione processuale detenuta da tale soggetto passivo in un’azione diretta all’esecuzione forzata di un credito già accertato con decisione del giudice.

La questione verte sull’interpretazione dell’articolo 135, paragrafo 1, lettera b), della Direttiva 2006/112/CE, che prevede un’esenzione dall’IVA per le operazioni di un soggetto passivo consistenti nella concessione e nella negoziazione di crediti nonché nella gestione di crediti da parte del concedente.

Di seguito le conclusioni.

L’articolo 135, paragrafo 1, lettere b) e d), della direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto, dev’essere interpretato nel senso che le esenzioni dall’imposta sul valore aggiunto previste alle dette lettere b) e d), per le operazioni riguardanti, rispettivamente, la concessione e la negoziazione di crediti (finanziamenti) o la gestione di questi ultimi nonché i crediti (da riscuotere) non si applicano ad una operazione, come quella controversa nel procedimento principale, che consiste per il soggetto passivo nel cedere ad un terzo, mediante corrispettivo versato da quest’ultimo, la sua posizione processuale in un’azione esecutiva diretta ad ottenere la riscossione forzata di un credito accertato con sentenza del giudice e il cui pagamento è stato garantito da un diritto su un bene immobile pignorato aggiudicatogli.

Comments

Inserisci un nuovo commento

CAPTCHA
Questo passaggio serve per prevenire azioni di spam.