Credito
29/01/2014

La nuova disciplina dell’anatocismo bancario nella legge di stabilità: prime note

di Massimo Mazzola

629. All’articolo 120 del testo unico di cui al decreto legislativo 1º settembre 1993, n. 385, il comma 2 è sostituito dal seguente:

«2. Il CICR stabilisce modalità e criteri per la produzione di interessi nelle operazioni poste in essere nell’esercizio dell’attività bancaria, prevedendo in ogni caso che:

a) nelle operazioni in conto corrente sia assicurata, nei confronti della clientela, la stessa periodicità nel conteggio degli interessi sia debitori sia creditori;

b) gli interessi periodicamente capitalizzati non possano produrre interessi ulteriori che, nelle successive operazioni di capitalizzazione, sono calcolati esclusivamente sulla sorte capitale

 

La legge di stabilità 2014 (l. 27.12.2013 n. 147, pubblicata in G.U. in data 27.12.2013) è intervenuta, con il comma 629, a modificare l’art. 120, co. 2, TUB (d.lgs. 1.9.1993, n. 385), apportando una disciplina in materia di anatocismo che appare prima facie davvero innovativa.

La disposizione di cui all’art. 120 TUB, fino alla predetta modifica, sanciva esclusivamente il principio volto ad assicurare alla clientela che, con riferimento alle operazioni in conto corrente, vi fosse eguale periodicità nella capitalizzazione degli interessi attivi e passivi.

L’emendamento alla normativa uniforme può essere riassunta nei termini seguenti.

Spetta al CICR (Comitato interministeriale credito e risparmio) stabilire modalità e criteri con riferimento alla produzione degli interessi nelle operazioni bancarie, nel rispetto di due condizioni tassativamente indicate.   Dal tenore della lettera a) appuriamo – e fin qui nessuna novità – che nelle operazioni in conto corrente deve essere assicurata alla clientela la parità di conteggio nella produzione degli interessi composti.

Non si tratta altro che della riproposizione di quanto stabilito dall’art. 25, co. 2, d.lgs. 4 agosto 1999, n. 342, che aveva introdotto nel corpo dell’art. 120 del TUB, stabilendo, proprio come la norma in esame, il potere del CICR di definire modalità e criteri per la produzione degli interessi sugli interessi nelle operazioni in conto corrente, garantendo la coincidenza temporale, nel computo di questi, in tutte le operazione di dare e avere.

Ciò che è invece di sicuro interesse nell’analisi di quanto statuito dalle legge di stabilità è quanto ricaviamo dalla lettera b) del comma 629, ossia “che gli interessi periodicamente capitalizzati non possono produrre altri interessi e che, nelle operazioni contabili successive, gli interessi sono calcolati esclusivamente sulla sorte capitale”.

La penna del legislatore, come sovente accade, non è stata particolarmente pulita, pur nell’intento meritorio che ha mosso il provvido intervento normativo.

Se, infatti, come emerge dai Lavori preparatori alla Legge, lo scopo della novella disposizione è quello di vietare che gli interessi, una volta capitalizzati, possano produrre in via ulteriore interessi, ponendo fine in modo tranchant all’istituto dell’anatocismo, un’interpretazione meramente letterale della disposizione conduce al risultato esattamente opposto.

Risulta difficile, infatti, comprendere come una volta che gli interessi siano stati capitalizzati, il calcolo sulla sorte capitale possa prescindere da questi ultimi, sterilizzandoli in modo da renderli infruttuosi.

Evidentemente il risultato cui si intende giungere è un saldo finale modulato separatamente con riferimento allo stato (passivo o attivo) del conto capitale e degli interessi maturati sullo stesso nello medesimo spazio temporale, senza che questi ultimi possano essere incorporati nel primo per le operazioni contabili conseguenti.

Sarà comunque compito dell’interprete farsi carico di correggere la maldestra formulazione normativa, richiamandosi alla ratio dell’innovativo intervento del legislatore, senza appiattirsi al mero dato letterale che, come detto, lascia alquanto perplessi.

Comments

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tentativo poco ragionato...

Ritengo il tentativo sia veramente poco ragionato. Concordo che già parlare di "capitalizzazione" senza capitalizzare sia segno di una certa ignoranza in materia. L'unico e solo modo per evitare l'anatocismo è la capitalizzazione/liquidazione unica al 31/12. L'illusione di risolvere il problema creando un conto tecnico è appunto una illusione. Ad esempio se si tratta di interessi passivi li paghiamo, finiscono in un "conto della banca" e buona notte si penserebbe. Tuttavia la norma è assai infelice perchè se tale somma la pago prelevando da un fido (quindi la banca mi presta i soldi per pagare se stessa) non capisco perchè su questa somma non dovrei pagare degli interessi. A quel punto cosa cambierebbe? Nulla. Stesso discorso per gli attivi. Se me li pagano su un secondo conto, nessuno mi vieta di prelevarli e versarli nel conto originario. Così producendo interessi dal giorno successivo. L'unico modo, ribadisco, è la liquidazione/capitalizzazione annuale. Questa norma disattende il rispetto dei diritti sia del cliente che della Banca a mio modo di vedere. Valida sicuramente per i finanziamenti rateali, ma inefficace nella pratica, poiché ogni rata è calcolata alla francese sul capitale residuo quindi non su eventuali interessi maturati.

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dalla matematica

dalla matematica finanziaria: Quando il processo di capitalizzazione (di calcolo del valore a un determinato tempo futuro di un capitale disponibile al tempo presente) avviene secondo il regime di calcolo dell'interesse semplice non c'è capitalizzazione di interessi. In questo caso si parla di capitalizzazione semplice. Quando il processo di capitalizzazione (di calcolo del valore a un determinato tempo futuro di un capitale disponibile al tempo presente) avviene secondo il regime di calcolo dell'interesse composto c'è capitalizzazione di interessi. In questo caso si parla di capitalizzazione composta. Il duplice uso del termine “capitalizzazione”(nel senso di calcolo di interessi su interessi e nel senso di calcolo del valore a un determinato tempo futuro di un capitale disponibile al tempo presente) può generare confusione e può indurre, erroneamente, a pensare che nel momento stesso in cui si parla di capitalizzazione (semplice o composta che sia) si parla anche di anatocismo. In altri termini, è il regime finanziario adottato che determina se vi è capitalizzazione di interessi (qui nel senso di interessi che diventano capitale) oppure no. Nel regime di capitalizzazione semplice non c'è anatocismo. Per quanto riguarda l'ammortamento francese... esso capitalizza gli interessi secondo la formula dell'interesse composto. Quindi è anatocistico. E senza passare dal conto corrente. L'ammortamento italiano al contrario non è anatocistico. La rata è già comprensiva degli interessi anatocistici che sono calcolati in anticipo e pagati in anticipo. Il debito residuo sul quale sono calcolati gli interessi decresce in dipendenza delle quote capitali che aumentano secondo una legge di progressione geometrica che ha una crescita esponenziale tipica della capitalizzazione composta. In altri termini, si può dire che il debito residuo decresce tenendo conto dell'anatocismo. L'articolo 120 del TUB e delibera del CICR del 2000 si riferiscono all'anatocismo nel conto corrente. La delibera del CICR del 2000 ammette nei mutui solo l'anatocismo negli interessi di mora e non negli interessi corrispettivi. Fermo restando che gli "usi contrari" in deroga all'art 1283 c.c. come più volte chiarito dalla Cassazione sono usi normativi (e non negoziali) antecedenti l'entrata in vigore del codice civile e che per quanto riguarda ai mutui non sono stati accertati usi di questo genere (anche per quanto riguarda gli interessi moratori). Quindi nei mutui l'anatocismo è vietato in toto. Non fate confusione

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comma 629

E' necessario dire chiaramente che gli interessi, una volta trascorsa la scadenza del loro pagamento, non possono che: a) essere stati saldati dal debitore - incassati dal creditore b) nulla di quanto previsto in a) Nel caso a), ovviamente, il capitale rimane esattamente quello di prima e l'anatocismo non può verificarsi. Nelcaso b) gli interessi, siano essi dare od avere, non possono che divenire giuridicamente in modo ineccepibile capitale di cui vanta il diritto alla restituzione il creditore. Non trovo traccia, quindi, di anatocismo. Anche nel caso di Piano di Ammortamento "francese" a rate con cadenza inferiore all'annualità l'interesse è calcolato con formula "semplice" ad integrato nella rata. Se la rata viene pagata, il capitale residuo su cui viene calcolata la rata successiva si è ridotto e l'interesse incassato dal creditore. Se la rata non viene pagata, a mio giudizio non si può più distinguere capitale d interessi, dovendosi ritenere che l'insoluto sia una partita divenuta "capitale" che deve maturare legittimi interessi a favore del creditore.Quella rata, infatti, risultata impagata, non contribuisce ad intaccare il corretto decalage del piano di ammortamento che, nel calcolo della rata successiva a quella impagata, si realizza su di un capitale inferiore e calcola, di conseguenza, interessi inferiori. Sarei molto curioso di leggere una chiara precisazione inerente quando e se si realizzi il calcolo di "interessi su interessi" da parte del legislatore. Mauriz50

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risposta a Mauriz50

Gentile Mauriz50 ho personalmente calcolato il piano di ammortamento di un mutuo "alla francese" e l'unico modo per ottenere il risultato corretto, e cioè identico a quello del piano fornito dalle banche, è applicare la formula, sicuramente a te nota (1+i)^t, ben diversa da quella dell'interesse semplice(1+i)*t. Purtroppo tale calcolo è reso difficile proprio dal decrementarsi del capitale ad ogni rata, e pertanto nascosto anche ad un accorto cliente che voglia controllare la proposta di mutuo prima di sottoscriverla. Potrei anche trovarmi d'accordo con te sull'assenza di anatocismo, ma posso sicuramente contestare un interesse calcolato più alto rispetto a quello pattuito, pertanto siamo sicuramente in presenza di tassi che superano nell'applicazione quelli contrattuali. Anche questo se non sbaglio è illegale. Infine pongo l'ulteriore questione di un eventuale decisione del cliente di chiudere il proprio mutuo dopo che sia trascorsa la metà del periodo previsto in contratto. Quest'ultimo avrà pagato già circa il 75% degli interessi totali, cioè anche interessi futuri, e pertanto "non maturati", eppure le banche nei calcoli di chiusura non parlano di restituzione di questi ultimi. Curioso di sapere cosa ne pensi di questo. Roberto45

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co.629

Per non perdere interessi attivi sugli interessi capitalizzati - si pensi ai conti di deposito - sarà sufficiente pelevare gli interessi maturati e riversarli come capitale nuovo, nella stessa o in altra banca

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tutto molto semplice...

Basterà assegnare una valuta postergata al successivo 31.12 di ogni anno agli addebiti trimestrali delle competenze. In tal modo, l'eventuale estinzione del rapporto beneficerà di uno sconto sugli interessi passivi dovuti dalla data di chiusura al 31.12 (c.d. numeri rossi o positivi).

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La norma presenta una

La norma presenta una contraddizione in termini... Mostrando la più totale ignoranza del relatore sui più basilari ed elementari principi di matematica finanziaria.. Scandaloso.. Se un interesse è capitalizzato allora si fonde al capitale punto e basta.. Dunque la capitalizzazione dell'interesse comporta la necessaria conseguenza che da quel momento esso produrrà ulteriori interessi... Il relatore ha confuso la capitalizzazione con la liquidazione degli interessi che è cosa ben diversa.. Egli doveva semplicemente scrivere: "è vietata qualsiasi capitalizzazione degli interessi" .. alias può essere applicato soltanto il regime di capitalizzazione semplice degli interessi con la conseguenza che gli interessi medesimi potrebbero essere liquidati e pretesi dall'istituto soltanto alla fine rapporto in mancanza di ulteriori disposizioni al riguardo.. E tale conseguenza non sarebbe di poco conto.. La norma finirà per alimentare ulteriore caos e contenzioso ed in definitiva, in mancanza di una revisione da parte del legislatore, non potrà che essere la giurisprudenza a dover supplire..

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effetti della compliance

Credo che il provvedimento, giusto sotto il profilo di principio, fungirà ancora una volta da "volano" per l'economia nel rispetto di una partita doppia "impropria": aumentano i ricavi per le software house che dovranno rivedere gli algoritmi per il calcolo degli scalari dei c/c; aumentano i costi per le banche che dovranno adeguarsi. Ma, molto probabilmente, aumenteranno pure i costi finali per i titolari dei rapporti di c/c (clienti) verso i quali saranno "spalmati" (per usare un eufemismo) quelli delle banche.

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Come sempre solo confusione

2 considerazioni, la prima è che in così com'è scritta la norma non sembra essere retroattiva, per cui nel periodo intercorrente tra la delibera CICR 09/02/2000 e l'entrata in vigore della Legge di stabilità 2014 l'anatocismo continua ad essere ammesso. La seconda è che se il legislatore aveva realmente come obiettivo quello di abolire l'anatocismo e di seguire l'orientamento giurisprudenziale prevalente avrebbe molto seplicemente abrogare il decreto 342/99 e successiva delibera CICR 09/02/2000.

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anatocismo bancario prime note.....

Facciamo un paio di esempi : Cliente a) deposito le somme ed incasso gli interessi che pero' non producono piu' interessi. Estinguo il conto e porto il nuovo capitale (fatto da interessi maturati su altra banca e capitale precedente) ed ottengo l'interesse sull'interesse Cliente b) ha un debito verso la banca che matura interessi. Ma non li paga . su questi non maturano altri interessi......E chi paga la mancata restituzione del denaro prestato ? E quando un cliente a questo punto diventa insolvente per mancato pagamento degli interessi debitori ? E se non li pagherà mai ?........

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cosa dice di nuovo questa

cosa dice di nuovo questa modifica ?? Già l'art. 1283 del codice civile parla chiaro.....se solo i giudici lo applicassero con rigore ...., invece di sostenere le banche celandosi dietro incomprensibili riferimenti ai regolamenti del CICR

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finalmente !

Bisogna riconoscere che, da vent'anni a questa parte, è il primo provvedimento legislativo che tenta di porre un freno all'ingordigia bancaria. Fin qui si era soltanto cercato di favorirla con interventi poi sterilizzati dalla Corte Costituzionale. Chissà cos'è previsto per i contratti in corso ?

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Anatoicismo

Non è una furbata, ma due operazioni ben distinte: prelievo di disponibilità e successivo versamento per ricostituire disponibilità. Il punto, che l'ABI e Bankit devono chiarire, è che se si sancisce la illeicità di calcolare interessi su somme capitalizzate, sia esse in deposito che a credito su sovvenzioni, aperture in conto, ....., questi vanno regolati a parte con il cliente, ovvero messi separatamente in disponibilità (di solo prelievo) per quelli passivi, in pagamento per quelli attivi. Cioè porterebbe (soluzione più ordinaria, credo) ad aprire e gestire un secondo conto "tecnico" di disponibilità o di credito (a vista, a scadenza ..... sicuramente da normare contrattualmente circa l'obblido di regolamento da parte del cliente).

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Interpretazione della norma novellata

E' da ritenere che lo schizofrenico legislatore abbia pensato più ai mutui con pagamento rateale che ai conti correnti. E', infatti, imperscrutabile (ad una prima lettura) una norma che parli, al contempo, di capitalizzazione periodica di interessi e di sorte capitale da questi ultimi non influenzata. Sarà obiettivamente arduo per il CICR (i cui membri, come noto, sono ministri del Governo in carica) declinare in modo coerente le norme della nuova delibera attuativa.

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Interessante.

Interessante.

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domanda al CICR.....

Supponiamo che al 31/3/2014 il mio C/C presenti un Saldo Avere di € 5.000 e che a quella data maturino interessi Avere per 100 euro, che vengono pertanto accreditati, portando il mio saldo a € 5.100. Se non faccio nessuna movimentazione, alla prossima liquidazione del 30/6/2014, verranno calcolati interessi solo sul capitale di 5.000 euro e non sui 100 di interesse "infruttiferi". Ma se io, furbetto..., il 1° aprile prelevo 5.100 euro e il giorno successivo li verso interamente sul conto, tutti i 5.100 euro saranno fruttiferi dal 2 aprile ?

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Il CICR risponderà?

Queste norme di pregevole fattura lasciano, infatti, spazio a certe furbate.

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