Banche e intermediari finanziari
22/10/2014

Dalla Commissione europea nuove norme sui contributi delle banche ai fondi di risoluzione

La Commissione europea ha adottato ieri un atto delegato e un progetto di proposta di atto di esecuzione del Consiglio riguardanti il calcolo del contributo delle banche rispettivamente al Fondo di risoluzione nazionale e al Fondo di risoluzione unico.

In tal modo, la Commissione adempie il mandato conferitole dal Parlamento europeo e dagli Stati membri di specificare la metodologia di calcolo del contributo delle banche affinché i fondi di risoluzione raggiungano i livelli-obiettivo stabiliti dalla direttiva sul risanamento e la risoluzione nel settore bancario (BRRD) e dal regolamento sul meccanismo di risoluzione unico (SRM).

Nello specifico, il nuovo regolamento delegato, che integra la direttiva sul risanamento e la risoluzione delle banche, stabilisce l’importo che i singoli enti creditizi dovranno versare annualmente al rispettivo fondo di risoluzione in funzione delle dimensioni e del profilo di rischio, stabilendo: la parte fissa del contributo, dipendente dalle passività dell’ente (esclusi i fondi propri e i depositi protetti), che costituirà la base per il calcolo del contributo, così che tanto più grande è la banca, tanto più elevata sarà la parte fissa del contributo; le modalità di correzione del contributo di base in funzione del rischio posto da ogni ente. La proposta include una serie di indicatori di rischio in base ai quali sarà valutato il livello di rischio di ogni ente. Lo stesso regolamento applica il principio di proporzionalità prevedendo un regime forfettario speciale per le banche di piccole dimensioni.

Per quanto riguarda il progetto di atto di esecuzione del Consiglio, questo specifica il metodo di calcolo del contributo sulla base degli stessi indicatori di rischio utilizzati nel suddetto atto delegato.

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