Collegio di Milano, 27 maggio 2010, n.445

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  • Categoria Massima: Mutuo / Istruttoria, Responsabilità della banca / Nella fase delle trattative
  • Parole chiave: Affidamento del cliente, Diniego, Istruttoria, Mutuo, Responsabilità precontrattuale della banca, Richiesta
  • Estremi della decisione: Collegio di Milano, 27 maggio 2010, n.445
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Pur dovendosi ritenere che l’erogazione o meno di un credito attenga strettamente alle scelte imprenditoriali della banca, deve tuttavia ravvisarsi un’ipotesi di culpa in contrahendo nel comportamento della banca che, in violazione dei principi di correttezza e buona fede, non si sia limitata a concludere una prima volta in senso negativo l’istruttoria, bensì abbia orientato i successivi comportamenti del cliente facendogli intendere che in tal modo il credito sarebbe stato erogato e giungendo poi, incomprensibilmente, ad una decisione finale di segno negativo per insufficienza delle garanzie prestate, a fronte di una perizia sul valore dell’immobile offerto in ipoteca che si trovava a disposizione della banca sin dall’inizio delle trattative (nel caso di specie, l’intermediario ha richiesto al cliente l’accensione di un contratto di conto corrente prospettato come funzionale all’erogazione del credito, oltre all’estinzione anticipata di un pre-esistente finanziamento allo scopo di ottenere la cancellazione di un’ipoteca gravante su un suo bene immobile. Da ultimo, a seguito della conclusione in senso negativo di una prima istruttoria della pratica di finanziamento, ha suggerito al cliente di presentare una nuova richiesta di finanziamento di minor importo che fosse accompagnata, ad integrazione delle proprie fonti di reddito, dal rilascio di una garanzia personale da parte del padre).