Finanza
01/10/2019

Lo sviluppo degli investimenti socialmente responsabili: intervista con Gian Maria Mossa, AD di Banca Generali

di Redazione

L’attenzione verso i fattori sociali e la relativa responsabilità di tutti nei confronti dell’equilibrio ambientale sollecitano attenzione crescente.

In tale contesto la visione tradizionale dell’economia può convivere con la piena accettazione del concetto di investimento socialmente responsabile (SRI), che si declina attraverso l’attenzione verso i fattori diffusamente denominati ESG. L’acronimo riassume le iniziali di Environmental, Social e Governance e si utilizza in ambito economico/finanziario per indicare le attività legate agli SRIs che perseguono comunque obiettivi tipici della gestione finanziaria tenendo in considerazione aspetti di natura ambientale, sociale e di governance delle attività economiche.

Di questi temi abbiamo parlato con il dott. Gian Maria Mossa, Amministratore Delegato di Banca Generali, cui abbiamo posto le seguenti domande.

Come si inquadra la scelta in merito alle soluzioni di investimento ESG compliant nella strategia complessiva di Banca Generali e del gruppo di appartenenza?

Crediamo fermamente che la sostenibilità sia la sola strada per la crescita. È cultura ed education, apertura e propensione all’inclusione come motore capace di generare valore nel tempo. La sfida verso la sostenibilità non si improvvisa con degli slogan di marketing ma parte da lontano. Nel nostro caso ha radici nella cultura aziendale e del nostro Gruppo. Siamo partiti da questi valori per costruire prima una cultura digitale orientata all’innovazione, poi abbiamo lavorato sull’offerta continuando ad allargare la rosa d’offerta per la protezione patrimoniale delle famiglie, abbiamo rivisto vision e mission sugli obiettivi coerenti con la sostenibilità e avanzato un sistema di governance e una struttura organizzativa all’avanguardia in tal senso.

Per arrivare a questo approccio di consulenza Esg ci siamo ispirati non solo al concetto di investimenti sostenibili, ma abbiamo allargato lo sguardo più in generale al cambiamento culturale in corso cercando di fare un passo in avanti avvicinando l’intero modello di business della banca e di consulenza finanziaria a questo mondo. In sostanza, abbiamo affiancato alla piattaforma per il controllo degli investimenti un metodo quantitativo, sviluppato insieme al partner londinese specializzato Mainstreet, capace di creare valore secondo strategie rispettose della classificazione Esg e, contemporaneamente, misurarne concretamente nel tempo i contributi.

Intendete proporre fondi dedicati e/o allineare alcuni di quelli esistenti alle soluzioni compatibili con i principi ESG?

Abbiamo sviluppato nella nostra sicav Lux Im delle soluzioni esclusive insieme ai nostri partner di investimento affidando delle deleghe di gestione in chiave Esg. Oggi siamo così in grado di presentare un’ampia gamma di comparti innovativi che coprono le diverse asset-class e consentono un’ampia diversificazione. L’aspetto importante riguarda poi la modalità di consulenza e presentazione degli stessi alla clientela. Con la nostra piattaforma si avvicinano infatti le sensibilità personali sui diversi temi Sds alle dinamiche di selezione e costruzione del portafoglio.

Quali ritiene siano i sistemi di misurazione più efficienti per comunicare correttamente con i risparmiatori per meglio sensibilizzarli verso questa scelta?

Crediamo sia importante cercare un approccio aperto come tipico del mondo Esg e tradurne i benefici in modo semplice e immediato alle famiglie. Costruire metodi di misurazione oggettivi e di facile impatto, come ad esempio nel caso delle valutazioni sul risparmio di risorse naturali, aiuta a coinvolgere i risparmiatori rendendoli partecipi delle opportunità che si presentano quando si scelgono gli investimenti. Nel nostro caso il metodo di analisi sviluppato dai partner di Mainstreet si sta affermando sempre di più come un punto di riferimento sul mercato studiando i bilanci, le rendicontazioni e le strategie delle aziende. Queste analisi sull’impatto sostenibile e sugli obiettivi Sdg’s si integra poi agli obiettivi di consulenza. L’approccio parte dalla selezione delle migliori opportunità in ciascun ambito tematico, sia esso relativo al rating di sostenibilità, livello di raggiungimento degli obiettivi fissati dalle Nazioni Uniti nella carta con le 17 sfide al 2013, o l’analisi dei comportamenti delle imprese. Viene poi fatto uno screening completo del livello di sostenibilità di ciascun investimento e l’efficacia del team di gestione.

Quali sono le caratteristiche distintive della piattaforma sviluppata con Mainstreet Partners?

Nella nostra piattaforma ci sono sostanzialmente tre elementi di assoluta innovazione. Il primo è legato alla possibilità di personalizzazione dell’investimento: avendo legato i prodotti di investimento ai 17 SDGs delle Nazioni Unite, il banker può costruire insieme al cliente un portafoglio incentrato sugli obiettivi di sostenibilità che maggiormente gli stanno a cuore. C’è poi un forte elemento di innovazione legato alla misurabilità: insieme a Mainstreet –come dicevamo- abbiamo sviluppato una tecnologia che ci consente di restituire un valore concreto del singolo investimento sulle tematiche ambientali, sociali e in favore di governance efficienti. Il terzo elemento di innovazione è invece legato al motore di ottimizzazione della piattaforma che consente di massimizzare la sostenibilità di un portafoglio in base alle richieste del cliente, ponderando il peso e l’orientamento da seguire.

Quale sarà il percorso da adottare nei confronti dei consulenti in merito alla scelta sostenibile? E che iniziative assumerete per avvicinare i clienti?

Il cambiamento culturale lo viviamo ogni giorno anche al di fuori del nostro settore e la crescente responsabilità verso l’ambiente e gli investimenti sostenibili è un fenomeno che sta avvicinando sempre più risparmiatori. Guardando al caso specifico della nostra soluzione; i consulenti sono stati coinvolti nello sviluppo della piattaforma così da avere i feedback diretti dell’operatività. Hanno poi effettuato percorsi formativi dedicati e godono del supporto operativo della banca e del partner. Abbiamo fatto poi una campagna di comunicazione digitale e sviluppo strumenti ad hoc per accompagnare la conoscenza degli strumenti. I risultati sono senza dubbio positivi considerando i flussi di raccolta verso i fondi Esg che hanno già superato 1,3 miliardi di masse alla fine dell’estate.

Quali parametri caratterizzano il modello quantitativo proposto? Verranno imposti alle Case di Investimento che fanno parte dell’architettura distributiva di Banca Generali?

Oltre a quelli descritti prima, i principali parametri sono quelli legati alla gestione del rischio e della volatilità, due componenti essenziali in mercati finanziari sempre più complessi. Abbiamo lavorato insieme ai nostri partner, non solo raccogliendo il meglio dell’offerta internazionale ma anche sviluppando soluzioni ad hoc in base alle nostre esigenze. Oggi abbiamo partnership con 26 tra le migliori società di gestione al mondo e stiamo continuamente aggiornando la nostra sicav Lux Im con sempre più comparti Esg.

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