Assicurazioni
19/11/2019

La gestione del rischio sistemico nei gruppi assicurativi internazionali. Il primo framework di vigilanza globale adottatto dallo IAIS.

di Umberto Cunial, Head of Legal and Compliance, AXA XL Italy

[*] 1. Introduzione. Rischio sistemico e impresa assicurativa

A differenza di quanto avviene nel comparto bancario, dove il rischio sistemico connesso all’impresa-banca ha sempre rivestito un ruolo di primo piano dal 2009 in poi[1], quando si volge lo sguardo all’attività (ri)assicurativa la vigilanza di settore si è normalmente dimostrata meno attenta all’argomento[2].

Del resto, è stato osservato, le interconnessioni tipiche del sistema bancario (con il circuito dei pagamenti, a tacer d’altro)[3] quali principali driver del rischio sistemico[4], non si riscontrano in egual misura nell’impresa (ri)assicurativa.

Circostanze che storicamente hanno portato a ritenere sufficienti alla sana e prudente gestione delle compagnie, anche con riguardo ai gruppi, gli strumenti di vigilanza tipicamente micro-prudenziali, ovvero ancorati al controllo sui singoli soggetti vigilati, in una dimensione spesso solo nazionale (estesa poi, solo con Solvency II e la successiva fondazione di EIOPA, allo spazio economico europeo)[5].

Tali presupposti risultano oggi in gran parte smentiti, soprattutto dai gruppi assicurativi con operatività non tradizionale su scala internazionale - spesso reciprocamente connessi da complessi rapporti di riassicurazione e retrocessione, vettori di rischio sistemico non più controllabile se non mediante interventi di tipo macro-prudenziale, in una prospettiva regolatoria (auspicabilmente) globale[6].

Da qui l’esigenza di riscrivere lo statuto della vigilanza applicabile ai gruppi assicurativi da parte dello IAIS, ridefinendo gli strumenti, tanto di monitoraggio dei rischi quanto di intervento, affinché questi siano in grado di rispondere coerentemente alle tipicità dell’impresa (i.e. de rischi) (ri)assicurativi.

Tali nuovi strumenti sono stati discussi con il mercato nell’ambito di una consultazione aperta nel corso del 2018 (Common Framework for the Supervision of Internationally Active Insurance Groups, “ComFrame”) e ora pubblicati, e applicabili dalle autorità nazionali patecipanti allo IAIS, dal 14 novembre 2019.

2. Il ComFrame globale definito dallo IAIS

L’intervento di IAIS si aggiunge a quanto già fissato dagli Insurance Core Principles, facendo perno sulla definizione di Internationally Active Insurance Groups (“IAIGs”), che va a sostituire la precedente di Global Sistematically Important Insurers[7];gruppi che sono pertanto soggetti a specifiche misure patrimoniali (Insurance Capital Standard 2.0, “ICS”) e ad un approcio di vigilanza rivisto in una prospettiva olistica, meno vincolato ai tradizionali limiti della vigilanza micro-prudenziale o entity-by-entity, secondo la dizione della stessa vigilanza (Holistic Framework, “HF”).

Coordinatore dell’intervento sugli IAIGs è l’autorità di vigilanza con competenza sul gruppo assicurativo (i.e. il capofila del college of supervisors, nella disciplina Solvency II; Group-wide Supervisor, “GWS”, secondo il linguaggio IAIS, cfr. 2.1 infra).

2.1 La definizione di IAIGs

Come anticipato, la GWS è tenuta a verificare la sussistenza di entrambe le seguenti tipologie di indici per definire un gruppo assicurativo IAIGs:

1. indici di operatività transfrontaliera, in particolare:

  • se vi siano premi raccolti in relazione a tre o più differenti giurisdizioni[8]; e
  • se i premi lordi raccolti all’estero, rispetto alla sede legale, raggiungano un ammontare almeno pari al 10% del totale dei premi lordi raccolti dal gruppo;

2. indici dimensionali (sulla base di una media determinata lungo tre esercizi):

  • ammontare del totale delle attività almeno pari a 50 miliardi di dollari US; o
  • ammontare del totale dei premi lordi almeno pari a 10 miliardi di dollari US.

Il ComFrame accorda limitate ipotesi in cui il GW, per quanto integrate le condizioni di cui sopra, possa esentare un gruppo dall’applicazione della disciplina ComFrame, e viceversa qualora le predette condizioni non sussistano[9].

La lista degli IAIGs aggiornata al 2019 verrà pubblicata “in early 2020”[10].

2.2 La determinazione dello ICS 2.0

La comparabilità dei requisiti patrimoniali su base transnazionale, insieme con la necessità di semplificare le informazioni di tipo contabile, stanno alla base della revisione in corso per la determinazione di un indicatore da calcolare in modo uniforme per ogni IAIGs, lungo un periodo di osservazione di almeno 5 anni dall’entrata in vigore del ComFrame[11].

2.3 L’approccio olisitco

Con una locuzione derivata dagli interventi svolti dalla vigilanza bancaria, viene predicato anche per le imprese di (ri)assicurazione una serie eterogenea di interventi regolatori idonei a tenere in considerazione, in una visione d’insieme, le peculiarità del business di riferimento; avendo quindi riguardo tanto alle operazioni di de-risking per la gestione dei rischi catastrofali, quanto al bilancio delle società captive, all’esternalizzazione di funzioni essenziali o importanti e ai requisiti degli esponenti aziendali, tra gli altri.

3. Una considerazione a margine

In un contesto di mercato in cui si avverte una decisa spinta al consolidamento del settore, foriera di nuovi gruppi assicurativi internazional vieppiù esposti a rischi globali (si pensi ai sempre più evidenti rischi di eventi climatici), la risposta data dallo IAIS segna il superamento di una stagione regolatoria “al traino” della vigilanza sul settore bancario, affermando l’esigenza di rispondere con strumenti di mitigazione del rischio sistemico senz’altro inediti, ma forse più coerenti con l’operatività tipica delle compagnie.

In tale contesto, la modulazione del principio di proporzionalità sarà sicuramente centrale nel guidare tanto l’attività degli GWS quanto delle autorità nazionali, soprattutto in sede di prima applicazione[12].

 


[*] Il presente contributo è stato redatto a titolo esclusivamente personale da parte dell’autore e non esprime alcun contenuto, idea, considerazione, posizione di AXA, AXA XL o di altra società del gruppo.

[1] Si considerino al riguardo le ragioni e i presupposti alla base dell’istituzione del Financial Stability Board da parte del G20 (“FSB”).

[2] Per stessa ammissione della vigilanza europea (v. EIOPA, Discussion Paper,Systemic risk and macroprudential policy in insurance, 2017 - EIOPA’s Discussion Paper , p. 3).

[3] EIOPA’s Discussion Paper, pag. 4.

[4] Si pensi poi ai fenomeni di shadow banking o shadow payment, cfr. FSB, Report on financial stability, regulatory and governance implications, June 2019, pp. 3-4.

[5] Si veda, inter alia, il considerando 99 di Solvency II (Direttiva 2009/138/CE).

[6] In argomento, anche per una disamina degli argomenti di politica economicache hanno condotto ad una revisione della tendenza così come per una definzione delle attività assicurative non tradizionali v., su questa Rivista, M. Oliva, La vigilanza macro-prudenziale sulle imprese di assicurazione: le prospettive dello IAIS, 2017.

[7] Quest’ultima introdotta dal FSB nel 2013 e sostituita da quanto previsto dal ComFrame a far data dal 14 november 2019.

[8] Il ComFrame non specifica se viga solo il principio del luogo della raccolta del premio e non (anche) quello della collocazione del rischio oggetto di copertura (se non altro, nel contesto delle assicurazioni danni). Secondo i principi generali che regolano il contratto di assicurazione in Italia, tuttavia, deve ritenersi prevalente il criterio territoriale della collocazione del rischio assicurato, più che del luogo di raccolta del premio.

[9] Cfr. IAIS, ComFrame, p. 212.

[10] Cfr. IAIS, ComFrame Frequently Asked Questions, p. 2.

[11] Cfr. IAIS, ComFrame Frequently Asked Questions, p. 4.

[12] L’associazione europea di settore (Insurance Europe) pur mostrandosi scettica circa il ComFrame in sede di consultazione, ha poi visto in gran parte recepire le proprie osservazioni fondate sul proportionality principle, chiave di volta di numerose previsioni del ComFrame (v. Insurance Europe, Insurers warn that IAIS systemic risk proposals lack clarity, January 2019).

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