Antitrust e concorrenza
09/10/2015

Rating di legalità: l’AGCM insiste sull’etica aziendale

di Carlo Edoardo Cazzato

Con provvedimento n.25636 del 23 settembre u.s. (cfr. contenuti correlati), l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha deciso di sottoporre a consultazione pubblica una nuova bozza del Regolamento attuativo in materia di rating di legalità, adottato con delibera del 14 novembre 2012, n. 24075 e più volte modificato nel corso del 2014.

Detta consultazione è stata avviata in concomitanza con la diffusione dei dati relativi all’applicazione, nei primi nove mesi del 2015, dell’istituto premiale in questione, con cui il legislatore nel 2012 ha affidato all’AGCM il compito di attribuire un punteggio, da una a tre “stellette”, alle imprese virtuose con fatturato superiore ai due milioni di euro annui. Punteggio del quale, secondo quanto prevede la legge, si tiene conto in sede di concessione di finanziamenti da parte delle pubbliche amministrazioni, nonché in sede di accesso al credito bancario.

Secondo i dati pubblicati dalla stessa AGCM (cfr. contenuti correlati) nel periodo considerato sono state 1077 le richieste presentate dalle imprese per ottenere il rating di legalità. Sembra significativo rilevare che le richieste di settembre 2015 (174) sono state oltre il doppio di quelle di gennaio dello stesso anno (83). Sempre secondo l’Autorità, i casi chiusi risultano 963, mentre gli altri sono tuttora in corso per verifiche e accertamenti. In particolare, le attribuzioni del rating sono state 778 (pari all’81%), a fronte di 43 dinieghi (4,4%) e quattro revoche (0,4%).

In tale scenario, l’AGCM, visto il buon esito delle precedenti consultazioni pubbliche, ha deciso di far nuovamente ricorso tale strumento per addivenire ad un testo del Regolamento quanto più possibile condiviso e condivisibile.

Le modifiche oggetto di consultazione sono piuttosto circoscritte e dichiaratamente volte a rafforzare il controllo che l’Autorità è chiamata a esercitare per il rilascio del rating, nonché ad aumentare ulteriormente il livello di legalità richiesto alle imprese, anche a seguito delle esigenze emerse in stretta collaborazione con le istituzioni preposte al controllo della legalità (i.e. Ministero dell’Interno, Ministero della Giustizia, Autorità Nazionale Anticorruzione – Anac e Guardia di Finanza).

La consultazione interessa gli articoli 2, 3, 5 e 7 del Regolamento.

Più in particolare, l’articolo 2, recante “Requisiti per l’attribuzione del rating di legalità”, è stato integrato sia sotto il profilo soggettivo che quello oggettivo. La bozza di Regolamento prevede, infatti, tanto con riferimento alle imprese individuali che a quelle collettive, che la dichiarazione da rendere ai sensi della lett. a) di detto articolo riguardi (i) anche il direttore tecnico e i procuratori speciali, qualora muniti di consistenti poteri decisionali e gestionali assimilati a quelli del titolare, nonché (ii) tutte le persone fisiche, figure apicali dell’impresa (i.e. titolare, direttore tecnico e procuratori speciali), la cui carica e/o posizione sia cessata nell’anno precedente la richiesta del rating. Sotto il profillo oggettivo, come si diceva, detta dichiarazione è richiesta anche con riferimento al reato di cui all’art. 629 c.p., recante “Estorsione”.

L’articolo 2 è stato inoltre integrato al fine di subordinare l’eventuale rilascio delle note “stellette” ad una ulteriore dichiarazione delle imprese interessate – sub lett. l) della medesima norma -, volta a escludere il controllodi diritto o di fatto da parte di società o enti esteri, per i quali, in virtù della legislazione dello stato in cui hanno sede, non sia possibile l’identificazione dei soggetti che detengono le quote di proprietà del capitale o comunque il controllo.

Le modifiche apportate all’articolo 3 afferiscono invece al processo di valutazione da parte dell’AGCM delle dichiarazioni rese dall’impresa che abbia richiesto il rating di legalità. La bozza soggetta a consultazione introduce, al comma 5, la previsione che il punteggio possa essere ridotto di un segno + ove l’impresa non abbia denunciato all’autorità giudiziaria o alle forze di polizia taluno dei reati previsti dal Regolamento, commessi a danno dell’imprenditore o dei propri familiari e collaboratori. In definitiva, si tratta di una disposizione uguale e contraria rispetto a quella contenuta del comma precedente del medesimo articolo, che prevede un meccanismo di incremento del punteggio base ove sussistano le medesime denunce.

Le proposte di modifica dell’articolo 5 del Regolamento riguardano il procedimento per l’attribuzione del rating. Negli intenti dell’Autorità, detto procedimento dovrebbe prevedere il diretto coinvolgimento della Guardia di Finanza, cui l’Autorità si propone di trasmettere tempestivamente copia integrale della richiesta dell’impresa, allo stato già inviata al Ministero dell’Interno, al Ministero della Giustizia e all’Anac. Su tali basi, anche alla Guardia di Finanza verrebbe riconosciuta la facoltà di svolgere osservazioni sulla richiesta inviata dall’AGCM.

L’iter del procedimento è poi modificato con due ipotesi di proroga del termine di chiusura dello stesso: la prima, che opera ipso iure allorquando la Guardia di Finanza – come già previsto per il Ministero dell’Interno, il Ministero della Giustizia e l’Anac – abbia svolto le osservazioni di cui si è detto; la seconda, rimessa alla discrezione della stessa AGCM, subordinata a esigenze istruttorie e alla previa comunicazione all’impresa interessata.

Da ultimo, le proposte di modifiche interessano l’articolo 7 del Regolamento e sono volte ad introdurre al comma 2-bisun potere di controllo dell’Autorità,finalizzato a verificare “la regolarità fiscale e contributiva delle imprese in possesso del rating di legalità” e consistente nell’individuare su base annuale un campione rappresentativo pari al 10% delle imprese in possesso del rating di legalità da inviare alla Guardia di Finanza per le verifiche del caso.

Tutti i soggetti interessati potranno far pervenire eventuali osservazioni sulla bozza di Regolamento trenta giorni dalla pubblicazione della delibera n. 25636, avvenuta in data 5 ottobre 2015.

Al di là delle modifiche finalizzate a ottimizzare il procedimento per l’attribuzione del rating di legalità, evidentemente in considerazione delle prime criticità emerse nell’esperienza dell’Autorità, sembra chiara la volontà dell’AGCM di innescare dinamiche virtuose mediante sinergie con le altre istituzioni preposte al controllo della legalità, e, più in generale, di ulteriormente incrementare il livello di legalità richiesto alle imprese interessate a detto istituto.

Se si tratta di modifiche capaci di rivitalizzare un istituto, ancora non del tutto attecchito nel nostro ordinamento, è questione di cui si discuterà nei prossimi mesi.

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