Collegio di Roma, 07 settembre 2010, n.890

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  • Categoria Massima: Responsabilità della banca / Diligenza, corretta e buona fede, Ricevute Bancarie
  • Parole chiave: Conto Corrente Bancario, Operazioni sul conto, R.I.D., Responsabilità della banca, Salvo buon fine
  • Estremi della decisione: Collegio di Roma, 07 settembre 2010, n.890
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Nel caso in cui il cliente, dopo aver disposto l’incasso di una ricevuta bancaria accreditata dalla banca “salvo buon fine” sul conto con valuta e successivamente stornata “come insoluta”, utilizzi la somma considerandola “disponibile”, generando così uno scoperto di conto e competenze a debito, va esclusa la responsabilità della banca laddove: a) l’operazione in contestazione sia stata, e da subito, evidenziata sul conto corrente di corrispondenza quale operazione annotata “salvo buon fine” (nel caso di specie, l’indicazione della “provvisorietà” dell’accredito era stata esplicitamente riportata sull’estratto conto); b) il contratto perfezionatosi tra le parti, relativamente ai R.I.D., chiaramente statuiva che: “l’importo è accreditato con riserva di verifica e salvo buon fine ed è disponibile appena trascorso il termine convenuto nel prospetto allegato. La valuta applicata sull’accreditamento determina unicamente la decorrenza degli interessi senza conferire al correntista alcun diritto circa la disponibilità dell’importo. Qualora tuttavia la banca consentisse al Correntista di utilizzare tale importo, in tutto o in parte, prima che siano decorsi i termini indicati [...] ciò non comporterà affidamento di analoghe concessioni per il futuro”; c) la banca aveva tenuto un comportamento rispettoso degli obblighi di buona fede, tanto da consentire al cliente l’utilizzo di moneta bancaria anche in assenza di apertura di credito, circostanza che aveva consentito a quest’ultima di far fronte a importanti scadenze commerciali.