Con comunicazione del 17 luglio 2026, Banca d’Italia e IVASS hanno richiesto a banche, intermediari e imprese di assicurazione di valutare l’impatto delle più avanzate tecnologie di intelligenza artificiale sulla cybersecurity e di trasmettere entro il 31 dicembre 2026 una relazione sul livello di esposizione ai rischi e sull’adeguatezza dei presidi adottati per la riduzione del rischio cyber.
L’iniziativa segue alla parallela richiesta della BCE alle banche dalla stessa direttamente vigilate di predisporre un piano di rafforzamento dei controlli cyber, nonché alla recente valutazione del CERS, che nel giugno 2026 ha qualificato il rischio informatico sistemico come “grave”. Da ultimo, lo scorso 31 luglio anche le ESAs hanno pubblicato una dichiarazione congiunta con lo scopo di orientare l’azione di vigilanza e individuare misure che enti finanziari dovrebbero seguire per rafforzare la propria resilienza operativa nei confronti dei rischi informatici legati ai modelli di IA all’avanguardia.
Le Autorità evidenziano come i modelli di IA più avanzati (c.d. frontier) siano infatti in grado di individuare e sfruttare vulnerabilità con rapidità e crescente efficacia, imponendo agli intermediari un rafforzamento della resilienza operativa digitale e una piena applicazione del framework DORA.
Il corso analizza le richieste formulate dalle Autorità di vigilanza, fornendo un inquadramento operativo delle attività necessarie per predisporre la relazione richiesta e per rafforzare i presidi di cybersecurity, con particolare attenzione alla governance, all’aggiornamento del RAF, alla gestione delle vulnerabilità, ai sistemi di monitoraggio e difesa, nonché alla gestione del rischio derivante dai fornitori terzi.




