Il Consiglio dei Ministri del 27 marzo 2026 ha approvato in via definitiva il decreto di riforma del Testo Unico della Finanza (TUF) e delle norme del Codice civile in materia di società di capitali.
La riforma TUF incide in modo profondo sull’assetto della governance delle società quotate, ridefinendo l’equilibrio tra autonomia statutaria, poteri degli organi sociali, diritti degli azionisti e ruolo delle Autorità di vigilanza.
Le modifiche intervengono su snodi centrali del governo societario, dalla scelta dei modelli di amministrazione e controllo alla composizione degli organi, dai doveri e poteri dell’organo di controllo ai sistemi di controllo interno e di gestione dei rischi, fino alla disciplina delle assemblee, dell’informativa societaria e delle politiche di remunerazione.
Per le società quotate, e in particolare per le banche e gli intermediari vigilati, la riforma impone una rilettura sistematica delle fonti, nella quale le nuove disposizioni civilistiche e di settore si intrecciano con il Codice di Corporate Governance, la regolazione secondaria e le aspettative delle Autorità.
Ne derivano scelte organizzative e statutarie non più rinviabili, che incidono direttamente sui processi decisionali, sui flussi informativi e sulle responsabilità degli esponenti aziendali.
Il convegno è dedicato all’analisi organica e operativa della nuova governance delle società quotate, con un approccio orientato ai consigli di amministrazione, agli organi di controllo e alle funzioni di compliance e risk, volto a fornire una chiave di lettura unitaria delle riforme e delle loro ricadute concrete.






