Con l’avvio operativo, a partire dal 15 gennaio 2026, dell’Arbitro assicurativo istituito ai sensi dell’art. 187.1 del Codice delle assicurazioni private, il sistema di risoluzione stragiudiziale delle controversie in ambito assicurativo entra in una fase nuova, nella quale le scelte organizzative e difensive delle imprese e degli intermediari assumono un rilievo decisivo.
Le prime applicazioni rendono già evidenti alcune aree critiche, in particolare in relazione ai profili di ammissibilità del ricorso, alla competenza per materia, per valore e per tempo, nonché ai confini, spesso mobili, tra Arbitro assicurativo, ABF e ACF, specie con riferimento alle polizze collegate a finanziamenti, ai prodotti di investimento assicurativi e alle fattispecie a più soggetti coinvolti. Ulteriori problematiche emergono sul piano soggettivo, con riguardo alla legittimazione attiva e passiva, all’individuazione del corretto destinatario del ricorso, alle collaborazioni tra intermediari e alla gestione dei ricorsi presentati da cessionari o danneggiati titolari di azione diretta, nonché sul piano procedurale, alla luce di un modello integralmente documentale che incide in modo significativo sulle tecniche difensive e sulla strutturazione del fascicolo.
In questo contesto, la procedura arbitrale si riflette direttamente sulla gestione del reclamo interno, sulle politiche aziendali di risposta, sulle scelte successive alla decisione dell’Arbitro e, più in generale, sul governo del rischio legale e reputazionale dell’impresa.
Il corso intende offrire un’analisi sistematica e operativa delle principali criticità applicative dell’Arbitro assicurativo, fornendo indicazioni concrete per la gestione dei reclami, la valutazione delle eccezioni di inammissibilità, la gestione delle questioni interpretative nel procedimento arbitrale e l’adeguamento delle policy interne, con particolare attenzione ai casi di confine e alle ipotesi di concorrenza tra strumenti di risoluzione delle controversie.





