Servizi di pagamento
19/02/2018

Recepimento PSD2: intervista con Gianfranco Torriero, Vice Direttore generale dell’ABI

Con il Decreto Legislativo 15 dicembre 2017, n. 218, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 10 del 13 gennaio 2018, il nostro Legislatore ha recepito la Direttiva (UE) 2015/2366 relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno (c.d. PSD2). Il nuovo regime avrà un notevole impatto sui diversi operatori del settore.

Ne abbiamo parlato con il dott. Gianfranco Torriero, Vice Direttore generale dell’ABI, cui abbiamo posto le seguenti domande.

1) Dott. Torriero, l’introduzione della PSD2 rappresenta una tra le maggiori novità per il settore bancario degli ultimi anni. Quali obiettivi si propone la nuova direttiva?

La PSD2 è stata appena recepita dagli stati membri dell’Unione Europea per promuovere uno sviluppo del mercato dei pagamenti al dettaglio ancora più efficiente, sicuro e competitivo.

Il legislatore europeo, infatti, ha riscritto la direttiva con l’obiettivo di dare nuovo slancio all’innovazione, alla digitalizzazione e alla concorrenza tramite un quadro giuridico volto a favorire la maggiore armonizzazione nel mercato europeo dei pagamenti al dettaglio tentando di evitare arbitraggi regolamentari, di tenere conto del rapido sviluppo tecnologico che caratterizza il mercato dei nuovi prodotti di pagamento, e di accrescere la concorrenza tra operatori e tra prodotti e canali di pagamento. Questo significa sfruttare maggiormente la leva tecnologica, favorendo l’ulteriore sviluppo dell’innovazione applicata al settore e il conseguente ampliamento dell’offerta di servizi accessori e complementari da parte degli operatori senza tuttavia prescindere dall’ulteriore rafforzamento delle tutele a favore dei clienti finali – ossia dei cittadini che fanno i pagamenti - e dall’innalzamento complessivo del livello di sicurezza dei servizi.

2) Quali sono le principali novità introdotte dalla direttiva e quale ritiene sarà l’effettivo impatto sul mercato dei pagamenti?

Le novità più rilevanti della PSD2 riguardano la regolamentazione di due nuovi servizi di accesso ai conti: il “servizio di disposizione di ordine di pagamento” e il “servizio di informazione sui conti”. Il primo, su richiesta del cliente e a beneficio degli esercenti online, dispone l’ordine di pagamento su un conto detenuto presso un altro prestatore di servizi di pagamento. Il secondo, invece, previa autorizzazione del cliente, consente di aggregare ed elaborare le informazioni relative a uno o più conti di pagamento che il cliente detiene presso uno o più prestatori di servizi di pagamento. Entrambi i nuovi servizi possono essere prestati direttamente dalle banche o da “terze parti”, che non necessariamente coincidono con la banca presso cui sono detenuti i conti della clientela interessata.

Per quanto riguarda l’impatto della direttiva sul mercato, sono convinto che nel corso dei prossimi anni potremo assistere a cambiamenti davvero rilevanti, a seguito dell’ingresso di nuovi operatori e allo sviluppo di nuovi servizi, con il conseguente aumento di concorrenza ed efficienza. Certamente molto dipenderà anche da come le banche e gli altri soggetti coinvolti sapranno posizionarsi nel mercato, cogliendo le opportunità aperte dalla PSD2 attraverso nuove forme di collaborazione e partnership con soggetti non bancari come le Fintech e i provider specializzati, e innovando i modelli di business.

3) Quindi parliamo di accesso ai dati dei clienti. E la privacy?

Un punto ancora all’attenzione, sia a livello nazionale sia a livello europeo, è la coerenza tra le norme della PSD2 e il nuovo Regolamento UE sulla tutela dei dati personali degli utenti. Secondo quanto previsto dalla PSD2, i prestatori di servizi di disposizione di ordine di pagamento e di informazione dei conti operano unicamente sulla base del consenso esplicito del cliente. Questo consenso all’accesso ai dati può essere dato dall’utente direttamente alle “terze parti”. In questo caso, l’operatore presso cui il cliente detiene il proprio conto non è in grado di verificare né l’ampiezza del consenso né le finalità del trattamento che verrà fatto dei dati. Pertanto, è importante valutare con attenzione le conseguenze in termini di responsabilità per quanto concerne la coincidenza tra il consenso prestato dall’utente e i dati cui i prestatori di questi nuovi servizi hanno accesso.

Inoltre, è necessario garantire che il cliente possa consentire in modo consapevole e informato l’accesso ai suoi dati ad opera di questi nuovi operatori, beneficiando allo stesso tempo di adeguate tutele rispetto all’utilizzo da parte degli stessi.

4) Le “open banks” potranno giocare alla pari con i nuovi players (Google, Facebook, Amazon, ecc.). Sarà davvero un’opportunità di competizione e innovazione?

Sicuramente sì. Le banche sono ben posizionate per offrire esse stesse i nuovi servizi regolamentati dalla PSD2, facendo leva sulla loro conoscenza delle esigenze del cliente e sulla loro tradizionale propensione a innovare, anche grazie agli ingenti investimenti in tecnologia che da sempre caratterizzano il settore.

5) I nuovi operatori esterni al settore bancario (Payment Initiation Service Provider, PISP e Account Information Service Provider, AISP) potranno fornire servizi “intermedi”. Si tratta di un effettivo vantaggio per i consumatori e la concorrenza?

La direttiva mira certamente ad accelerare il gioco concorrenziale, ampliando la nozione di “servizi di pagamento” soggetti a riserva di legge e quindi il numero di soggetti che possono offrirli. Tuttavia, è ancora presto per capire se si avrà un effettivo piano di gioco livellato perché il regime introdotto dalla PSD2 non sarà completo fintanto che le norme tecniche elaborate dall’EBA sulla autenticazione forte del cliente e la comunicazione sicura, attualmente all’attenzione del Parlamento UE, non troveranno applicazione. Questo passaggio dovrebbe avvenire nell’autunno 2019, ovvero dopo diciotto mesi dalla loro pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale europea attesa per marzo di quest’anno.

Resta poi da vedere, almeno in Italia, se i nuovi servizi risulteranno attraenti per i consumatori e offriranno loro effettivi vantaggi, e, soprattutto, se le nuove norme di sicurezza rafforzata renderanno i clienti più propensi ad acquistare online e a utilizzare strumenti di pagamento elettronico con più confidenza.

6) I nuovi modelli di ripartizione della responsabilità tra prestatori di servizio alimenteranno nuove frontiere di contenzioso?

Già per la PSD1 il prestatore di servizi di pagamento del cliente debitore era il soggetto tenuto all’”onere della prova” nel caso di operazioni non riconosciute dal cliente, fermo restando la responsabilità sul proprio operato di ogni altro prestatore che interveniva nel pagamento, come ad esempio una banca intermediaria.

La PSD2 mantiene questo impianto anche in presenza della “terza parte”: sarà quindi sempre la banca a rimborsare il cliente. E tuttavia, nel caso di riconosciuta responsabilità della terza parte per la mancata o non esatta esecuzione dell’ordine di pagamento, la banca potrà rivalersi sulla terza parte. Aggiungo che secondo il recente decreto legislativo di recepimento può farlo anche prima della conclusione delle indagini, che a volte possono rivelarsi lunghe e complesse.

Proprio perché l’efficacia di questa impostazione è tutta da verificare, a livello europeo si sta pensando a dei principi che dovranno regolare dei sistemi di soluzione delle controversie tra prestatori di servizi di pagamento. Nel mondo delle carte questi sistemi sono ben rodati grazie ai circuiti nazionali e internazionali. In un mondo dei pagamenti “aperto” come quello introdotto dalla PSD2 dovremo costruire questi meccanismi passo dopo passo, facendo leva sulla progressiva conoscenza e fiducia reciproca tra prestatori anche molto diversi gli uni dagli altri, che oggi non sono abituati a interagire.

7) Che novità prevede nel mondo del FinTech?

L’ingresso delle FinTech nell’ecosistema bancario sta determinando profonde trasformazioni e novità dirompenti che coinvolgono anche i processi più tipicamente bancari. Solo per fare un esempio, basti pensare a come le FinTech stanno ridefinendo il processo di credit scoring - ossia il metodo statistico di valutazione della solvibilità del cliente utilizzato da banche e finanziarie per concedere il credito al consumo - in alcuni casi rivedendo l’intero processo di erogazione del credito. Alcune FinTech hanno infatti realizzato piattaforme che consentono al cliente di richiedere un prestito in modo diretto e veloce grazie a tecniche innovative per la valutazione del merito creditizio e si sono poste esse stesse come offerenti credito. Altre hanno offerto queste tecnologie alle banche, che possono così avvantaggiarsi di metodi nuovi e più veloci per valutare i propri clienti.

In generale, quello del FinTech è un mondo in pieno sviluppo che, secondo gli ultimi dati dell’EBA, solo in Europa conta già oltre 1500 nuove realtà imprenditoriali, che operano prevalentemente su canali completamente digitali e sono presenti solo online. Fattore questo che favorisce la diffusione delle FinTech tra i vari paesi europei consentendo loro di superare i singoli vincoli nazionali.

Anche in Italia le banche stanno sviluppando nuove forme di collaborazione con aziende del settore finanziario, start-up e FinTech e, se guardiamo al prossimo futuro, lo scenario più probabile vede le banche abbracciare a pieno il trend digitale e collaborare con le FinTech per sviluppare nuove tecnologie accelerando i processi di trasformazione e innovazione già in corso nel settore bancario.

8) Più in generale qual è il rapporto tra banche e innovazione?

L’evoluzione dell’ecosistema globale, la trasformazione del contesto competitivo, i trend della tecnologia e la variabilità dello scenario economico hanno rafforzato l’approccio all’innovazione tipico delle banche. Ripensare alla relazione con il cliente, valorizzare il proprio patrimonio informativo sono diventati dei driver imprescindibili per le banche che vogliono cogliere tutte le opportunità di innovazione presenti sul mercato.

La trasformazione digitale è diventata parte di una strategia di servizio. Gli investimenti annuali in ICT hanno raggiunto 4,5 miliardi di euro e sono tuttora in crescita. Anche l’IT è stato chiamato a un sostanziale cambio di paradigma dovendo rispondere, da un lato, ai principi di solidità e sicurezza, indispensabili per mantenere saldo quanto costruito sino a oggi, e, dall’altro, alle sempre maggiori esigenze di agilità e velocità poste dalle nuove sfide dell’era digitale.

9) Per concludere, non possiamo non fare un cenno anche ai nuovi bonifici istantanei.

Con i bonifici istantanei l’Europa ha fatto un altro passo in avanti verso una sempre maggiore integrazione del mercato dei pagamenti e verso una società ancora più moderna ed evoluta, con meno contante e più strumenti elettronici innovativi, veloci e sicuri. I pagamenti elettronici istantanei, infatti, coniugano la sicurezza e la rapidità a cui ci hanno abituato le carte con i vantaggi del denaro contante: facilità d’uso e disponibilità immediata dei fondi. Proprio per questo possono rappresentare un alleato importante nella lotta al contante, soprattutto in un Paese come l’Italia ancora fortemente legato all’uso del cash.

Il nuovo sistema di bonifico europeo SCT Inst, messo a punto dallo European Payments Council, è diventato operativo alla fine di novembre. Questo nuovo schema, in un massimo di 10 secondi, consente di trasferire denaro tra conti correnti situati in tutti i paesi che fanno parte della SEPA, l’area unica dei pagamenti in euro, grazie ai nuovi strumenti di pagamento istantanei realizzati da diverse banche e Istituti di Pagamento e ora disponibili in diversi paesi tra cui l’Italia. Per i clienti dei gruppi bancari e degli Istituti di Pagamento che hanno aderito al servizio e, a tendere, per i cittadini, le imprese e le pubbliche amministrazioni europee, questo significa disporre di un servizio di pagamento elettronico in grado di trasferire e ricevere fondi fino a un massimo di 15 mila euro in tutta Europa, in modo pressoché immediato e in qualsiasi momento: 24 ore su 24, 7 giorni su 7 per 365 giorni all’anno, fine settimana e vacanze comprese. Il servizio è nella fase iniziale, progressivamente vedrà un sempre maggior coinvolgimento degli operatori interessati.

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