FinTech
15/03/2018

Prime osservazioni sul FinTech Action Plan della Commissione

di Avv. Roberto Ferretti e Avv. Gianmaria Pesce, Studio Legale Bonora e Associati

Lo scorso 8 marzo è stato presentato il FinTech Action Plan che si inserisce nel più vasto progetto del Capital Markets Union ed è la risposta esecutiva e programmatica della Commissione all’esigenza, manifestata a livello politico sia dal Parlamento che dal Consiglio europeo, di creare un quadro normativo europeo che consenta di sfruttare le nuove opportunità offerte dal FinTech e, al tempo stesso, di evitare rischi per la stabilità finanziaria e la protezione dei consumatori e degli investitori (cfr. contenuti correlati).

La proposta della Commissione sarà seguita da quella dell’EBA, preannunciata il 9 marzo scorso dal Presidente dell’autorità, Andrea Enria, in occasione di un intervento alla Copenhagen Business School.

Attraverso l’Action Plan la Commissione rende noti i principi ispiratori della propria azione nel settore, confermando un approccio aperto ed inclusivo ai nuovi modelli di FinTech business, ed avvia numerose iniziative concrete in specifici sotto-settori con l’obiettivo di sviluppare un sistema europeo dinamico, permeabile ai nuovi strumenti ed attrattivo per le tecnologie finanziarie, mantenendo al tempo stesso un’attività di regolamentazione e compliance idonea a ridurre i rischi che l’uso di tali tecnologie può comportare, attraverso la rete di Autority e con la collaborazione degli Stati membri.

Il documento è suddiviso in tre sezioni, precedute da un’introduzione nella quale la Commissione evidenzia la necessità di un approccio comune e transnazionale al FinTech, e termina con alcune conclusioni che riassumono i macro-obiettivi che la Commissione stessa intende perseguire.

La prima sezione del documento riguarda gli ostacoli che devono essere rimossi per far sì che l’utilizzo delle nuove tecnologie nel settore finanziario ed i modelli di business innovativi che derivano da tale utilizzo possano divenire un’opportunità di sviluppo dell’economia europea.

In questa prospettiva, la Commissione propone anzitutto di regolamentare in modo armonizzato l’attività dei prestatori di servizi di crowdfundig (ECPS – European Crowdfunding Services Providers) che intendano operare su base transfrontaliera, prevedendo un regime autorizzativo e di vigilanza unitario.

La Commissione evidenzia poi la necessità di aumentare la concorrenza e la cooperazione tra operatori di mercato attraverso l’adozione di standard comuni e soluzioni di interoperabilità tra modelli e sistemi per semplificare l’accesso, la diffusione e lo scambio dei dati tra gli operatori. La possibilità di assicurare l’interoperabilità tra i sistemi è una priorità nel settore e tali esigenze risultino particolarmente avvertite in relazione a tecnologie basate sulla blockchain o sulla distributed ledger technology, sempre più presenti anche nei servizi finanziari. A riguardo, la Commissione preannuncia che, a partire dall’ultimo trimestre del 2018, lavorerà congiuntamente ad enti che si occupano a livello europeo di armonizzare tali standard e da metà del 2019 supporterà gli sforzi degli operatori di mercato per sviluppare interfacce e programmi basati su standard applicativi condivisi che rispettino i requisiti dettati dalla direttiva in materia di servizi di pagamento (PSD 2) e dal regolamento in materia di protezione dei dati personali (GDPR).

La Commissione intende inoltre favorire l’emersione e la diffusione di modelli di business innovativi attraverso i FinTech Innovation Facilitators, ovvero soggetti, quali gli Innovation Hub o i Regulatory Sandbox, in grado di accompagnare i nuovi operatori nella fase di sperimentazione propedeutica all’autorizzazione da parte delle autorità competenti ed all’avvio della normale operatività. A partire dall’ultimo trimestre del 2018, la Commissione inviterà gli operatori e le authority ad analizzare le esperienze fatte finora nei diversi Paesi e le best practices che si sono consolidate e si è impegnata presentare un proprio rapporto in materia nel corso del 2019.

La seconda parte dell’Action Plan, articolata in cinque punti, presenta le iniziative proposte dalla Commissione per supportare la diffusione del FinTech e muove dalla constatazione della necessità di valutare l’adeguatezza delle regole vigenti rispetto al nuovo fenomeno.

Si evidenzia anzitutto il rischio che l’attuale disciplina del settore finanziario, concepita prima dell’avvento delle nuove tecnologie, ostacoli il pieno sfruttamento del loro potenziale innovativo. La Commissione cita, a titolo di esempio, il problema dell’individuazione della legge applicabile alle controversie relative all’uso di applicativi basati sulla tecnologia blockchain, la questione del riconoscimento degli smart contracts nei diversi ordinamenti o ancora quella della qualificazione giuridica e della disciplina applicabile alle operazioni di ICO. In tale prospettiva, la Commissione ha preannunciato che nel secondo trimestre del 2019 costituirà un gruppo di esperti per valutare se sussistono ingiustificati ostacoli regolamentari all’innovazione dei servizi finanziari.

Il secondo punto è dedicato alle iniziative volte a rimuovere gli ostacoli al pieno sfruttamento dei servizi in cloud. A questo proposito, la Commissione invita le Authority europee ad adottare Linee Guida per l’esternalizzazione in favore di fornitori di tali servizi, invita l’industria a avviare iniziative di autoregolamentazione per facilitare tale esternalizzazione e preannuncia un proprio intervento volto a favorire l’adozione di modelli contrattuali standardizzati per l’outsourcing in cloud a livello europeo.

Ulteriore aspetto analizzato attiene alla promozione dell’utilizzo della tecnologia blockchain, considerata uno degli elementi cardine del futuro sviluppo tecnologico nel settore finanziario e non solo. La Commissione sottolinea la necessità di evitare qualsiasi confusione tra la tecnologia blockchain e le criptovalute, che sono solo una delle sue applicazioni, e si impegna a lanciare una consultazione pubblica sull’utilizzo di tale tecnologia per aumentare trasparenza ed accessibilità delle informazioni finanziarie delle società quotate, a creare un Osservatorio europeo in materia ed a elaborare una strategia globale sull’adozione delle distributed ledger technology in tutti i settori dell’economia e quale strumento per l’attività di vigilanza sui soggetti regolati.

Nel quarto punto della seconda sezione del documento la Commissione evidenzia una frammentazione degli approcci della autorità di vigilanza al fenomeno ed un insufficiente utilizzo delle nuove tecnologie nell’ambito dell’attività di vigilanza. In questa prospettiva, la Commissione preannuncia la creazione di un laboratorio europeo sul FinTech, uno spazio “neutrale” e non commerciale, concepito per favorire lo sviluppo e la diffusione delle conoscenze, anche applicative, in materia da parte delle autorità di vigilanza e per favorire la collaborazione tra queste ultime ed i fornitori di tecnologie.

L’ultimo tema trattato nella sezione in commento è dedicato alla possibilità di consentire lo sfruttamento delle nuove tecnologie per favorire la distribuzione di prodotti finanziari ad investitori retail, aumentando così la concorrenza nel settore.

La terza ed ultima sezione dell’Action Plan riguarda il miglioramento della sicurezza informatica e l’integrazione dei modelli e dei sistemi innovativi nel settore finanziario. L’approccio della Commissione al problema della cyber security muove dalla constatazione che azioni efficaci in tale settore possono essere realizzate solo attraverso una cooperazione tra gli Stati membri, le Istituzioni dell’Unione e le autorità di vigilanza, in ragione della natura transnazionale dei relativi rischi.

La Commissione organizzerà nel secondo trimestre 2018 un workshop aperto alla partecipazione di soggetti pubblici e privati con l’obiettivo di individuare e valutare le barriere allo scambio di informazioni relative ai rischi di attacchi informatici. Inoltre, nel primo trimestre 2019 la Commissione inviterà le autorità europee di vigilanza a compiere una ricognizione degli approcci dei diversi Paesi a tali rischi ed a valutare l’opportunità di emanare linee-guida in materia e di creare un ambiente di test dove gli operatori e le infrastrutture più significativi dal punto di vista sistemico possano testare in ambiente “protetto” la propria resilienza agli attacchi informatici.

Nelle sintetiche conclusioni del documento, la Commissione dà atto di quanto il rapido avanzamento del FinTech guidi le modifiche e l’evoluzione, anche strutturale, del settore finanziario. In tale contesto, risulta essenziale che l’Action Plan della Commissione sia implementato combinando sia le misure a supporto della diffusione del FinTech, sia quelle in grado di garantire il livello di protezione in precedenza raggiunto nel mercato finanziario europeo.

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