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Società - Responsabilità degli organi socialiBanca e Finanza - Sanzioni
13/06/2018

Popolare di Vicenza: sulla responsabilità degli amministratori non esecutivi

Corte d’Appello di Venezia, 20 febbraio 2018 - Pres. Rel. Di Francesco
segnalato da: Dott. Massimo Vaccari, Giudice del Tribunale di Verona

Con la sentenza in oggetto, pronunciata sull’opposizione ad un provvedimento sanzionatorio della Consob, la Corte d’Appello di Venezia, richiamando l’orientamento espresso dalla Cassazione (nn. 2737/2013 e 17799/2014), ha ricordato come il dovere di agire informati dei consiglieri non esecutivi non è rimesso, nella sua concreta operatività, alle segnalazioni provenienti dagli amministratori delegati, attraverso i rapporti dei quali la legge onera questi ultimi.

Anche i primi, infatti, devono possedere ed esprimere costante ed adeguata conoscenza del business bancario e, essendo compartecipi delle decisioni assunte dall’intero consiglio (al quale è affidata l’approvazione degli orientamenti strategici e delle politiche di gestione del rischio dell’intermediario), hanno l’obbligo di contribuire ad assicurare un governo efficace dei rischi in tutte le aree della banca e di attivarsi in modo da poter utilmente ed efficacemente esercitare una funzione dialettica e di monitoraggio sulle scelte compiute dagli organi esecutivi attraverso un costante flusso informativo.

E ciò non solo in vista della valutazione dei rapporti degli amministratori delegati, ma anche ai fini della diretta ingerenza nella delega attraverso l’esercizio dei poteri, di spettanza del consiglio di amministrazione, di direttiva e di avocazione.

Con riferimento al caso della Banca Popolare di Vicenza, la condotta dolosa dell’alta dirigenza della stessa Banca risulta quindi irrilevante rispetto alle violazioni (ampiamente descritte nel provvedimento allegato) contestate dalla Consob in relazione:

  • all’omessa adozione di idonei processi in materia di prestazione dei servizi di investimento e di periodica verifica dell’adeguatezza degli stessi,
  • alle carenze concernenti la gestione degli ordini dei clienti,
  • alle carenze relative al processo di determinazione del valore delle azioni della stessa Banca,

perché neppure l’eventuale dimostrazione dell’attuazione di un disegno diretto a occultare le numerose irregolarità operative addebitate dalla Consob alla Direzione Generale potrebbe incidere sulla colpevole inerzia dimostrata dai componenti del CdA nel colmare le sopra indicate lacune e irregolarità procedurali, a loro note o che tali avrebbero dovuto essere in ragione della peculiare competenza e professionalità richieste ai componenti del CdA di una banca, carenze che hanno esse stesse consentito alla Direzione Generale di violare con dolo la normativa di settore.

Comments

giurisprudenza/societa/responsabilita-degli-organi-sociali/popolare-di-vicenza-sulla-responsabilita-degli-amministratori

Parimenti Cass. civ., II° sez., sent. 18/4/2018, n. 9546.

Chiaro ed organicamente ben argomentato l’approdo in tema di responsabilità dei consiglieri “non esecutivi” dei Cda di società bancarie espresso dalla Suprema Corte con la sentenza in argomento, secondo la quale 1) ai fini del contenimento del rischio creditizio nelle sue diverse configurazioni nonché dell'organizzazione societaria e dei controlli interni, l'art. 53, lett. b) e d), del Dlgs n. 385 del 1993 e le disposizioni attuative dettate con le Istruzioni di vigilanza per le banche, mediante la circolare n. 229 del 1999 (e successive modificazioni e integrazioni), sanciscono doveri di particolare pregnanza in capo al Cda delle società bancarie, che riguardano l'intero organo collegiale e, dunque, anche i consiglieri non esecutivi, i quali sono tenuti ad agire in modo informato e, in ragione dei loro requisiti di professionalità, ad ostacolare l'evento dannoso, sicché rispondono del mancato utile attivarsi; 2) in caso di irrogazione di sanzioni amministrative, la Banca d'Italia, anche in virtù della presunzione di colpa vigente in materia, ha unicamente l'onere di dimostrare l'esistenza dei segnali di allarme che avrebbero dovuto indurre gli amministratori non esecutivi, rimasti inerti, ad esigere un supplemento di informazioni o ad attivarsi in altro modo, mentre spetta a questi ultimi provare di avere tenuto la condotta attiva dovuta o, comunque, mirante a scongiurare il danno; 3) Il dovere di agire informati dei consiglieri non esecutivi delle società bancarie, sancito dagli artt. 2381, commi 3 e 6, e 2392 c.c., non va, del resto, rimesso nella sua concreta operatività, alle segnalazioni provenienti dai rapporti degli amministratori delegati, giacché anche i primi devono possedere ed esprimere costante e adeguata conoscenza del business bancario e, essendo compartecipi delle decisioni di strategia gestionale assunte dall'intero consiglio, hanno l'obbligo di contribuire ad assicurare un governo efficace dei rischi di tutte le aree della banca e di attivarsi in modo da poter efficacemente esercitare una funzione di monitoraggio sulle scelte compiute dagli organi esecutivi non solo in vista della valutazione delle relazioni degli amministratori delegati, ma anche ai fini dell'esercizio dei poteri, spettanti al consiglio di amministrazione, di direttiva o avocazione concernenti operazioni rientranti nella delega; 4) questa interpretazione non vale ad accollare una responsabilità oggettiva agli amministratori non esecutivi, essendo gli stessi perseguibili ove ricorrano comunque sia la condotta d'inerzia, sia il fatto pregiudizievole antidoveroso, sia il nesso causale tra i medesimi, sia, appunto, la colpa, consistente nel non aver rilevato colposamente i segnali dell'altrui illecita gestione, pur percepibili con la diligenza della carica (anche indipendentemente dalle informazioni doverose ex art. 2381 c.c.) e nel non essersi utilmente attivati ai fine di evitare l'evento; 5) la Corte d’Appello, nel decreto impugnato, aveva peraltro affermato che la crisi economica generale avrebbe imposto l’adozione di adeguati presidi organizzativi per il contenimento dei rischi dell'intermediario. Donato Giovenzana – Legale d’impresa

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