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Banca e Finanza - Usura
06/10/2017

L’usura originaria del tasso di mora comporta la gratuità dell’intero rapporto di credito ex art. 1815, co. 2, c.c.

Cassazione Civile, Sez. filtro (Sesta-Prima), 4 ottobre 2017, n. 23192 – Pres. Scaldaferri, Rel. Ferro
Ugo Malvagna

È manifestamente infondato il ricorso contro la statuizione del giudice delegato che abbia ammesso la banca al passivo per la sola sorte capitale del rapporto di credito, sulla base del rilievo dell’usurarietà orginaria del tasso di mora. Da un lato, l’art. 1815, co. 2, c.c. stabilisce che «se sono dovuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi» e ai sensi dell’art. 1 d.l. 29 dicembre 2000, n. 394, convertito in l. 28 febbraio 2001, n. 24, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, indipendentemente dal momento del loro pagamento; il legislatore, infatti, ha voluto sanzionare l’usura perché realizza una sproporzione oggettiva tra la prestazione del creditore e la controprestazione del debitore. Dall’altro, la giurisprudenza di legittimità ha già statuito che «è noto che in tema di contratto di mutuo, l'art. 1 della I. n. 108 del 1996, che prevede la fissazione di un tasso soglia al di là del quale gli interessi pattuiti debbono essere considerati usurari, riguarda sia gli interessi corrispettivi che quelli moratori (Cass. 4 aprile 2003, n. 5324). Ha errato, allora, il tribunale nel ritenere in maniera apodittica che il tasso di soglia non fosse stato superato nella fattispecie concreta, solo perché non sarebbe consentito cumulare gli interessi corrispettivi a quelli moratori al fine di accertare il superamento del detto tasso» (Cass. ord. 5598/2017; con principio già affermato da Cass. 14899/2000)».

Comments

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Soglia per la mora ?

Siamo alle solite. La valutazione dell'usurarietà di un tasso di mora prescinde dal confronto con le soglie trimestrali, pensate per la fisiologia del rapporto. L'unico criterio serio di valutazione dell'usurarietà del tasso di mora è dunque, a mio avviso, quello dell'usura in concreto. Queste motivazioni, basate su obiter dicta, sanno tanto di pilatesco.

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Gaetano Maria Porretti - Studio Legale Porretti & Partners

Non c'è che dire, un'altra decisione che non brilla per chiarezza della (non) motivazione! E la funzione "nomifilattica"? (al di là della tipologia del provvedimento adottato). Mah... ero e resto a dir poco perplesso.

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In attesa delle Sezioni Unite .....

- Mentre l’ordinanza n. 23192 del 4 ottobre ha stabilito che 1) il tasso soglia d’usura concerne sia gli interessi corrispettivi che quelli di mora; 2) anche se usurario il solo tasso moratorio, il disposto dell’art. 1815 co. 2, c.c. (gratuità del mutuo in caso di usura) si applica sia agli interessi moratori che a quelli corrispettivi (questi ultimi sotto soglia), - l’ordinanza n. 21470 del 15 settembre (relativa ad un caso analogo in cui il tasso corrispettivo entra fido era sotto soglia e quello corrispettivo extra fido era usurario) ha INVECE STABILITO che il disposto dell’art. 1815, co. 2, c.c. si applica solo al tasso extra fido (usurario), ma non al tasso entro fido (sotto soglia), anche se le relative pattuizioni risultano all’interno della medesima clausola contrattuale. Per il che la parola alle Sezione Unite ...... Donato Giovenzana - Legale d'impresa

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Richiesta di chiarimento

Il dubbio riguarda se l'ordinanza della Cassazione riguardi solo gli interessi di mora o anche quelli corrispettivi. La banca, insinuandosi nel passivo del fallimento, chiede (successivamente alla decadenza dal beneficio del termine) la sorte capitale residua e gli interessi di mora. Essendo il tasso di mora superiore al tasso soglia, e pertanto ritenuto usurario, la Cassazione dispone che la banca possa richiedere esclusivamente la quota di capitale. In tutto questo discorso non comprendo cosa c'entrino gli interessi corrispettivi. Roberto Brullo - Consulente

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più cautela

in veritá la cassazione nella parte motiva non dice espressamente che il mutuo diventa gratuito

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Chiarimento sul vero principio espresso dall'ordinanza

Salve a tutti, dopo la pubblicazione dell'ordinanza, la rete è invasa da commenti ed interpretazioni sensazionali sulla cumulabilità tra interessi moratori e corrispettivi ai fini usura. Premettendo che sono alle prime armi in questa materia, non mi sembra che l'ordinanza dica proprio questo: piuttosto sembrerebbe confermare che l'usurarietà di un contratto (e quindi la conseguente nullità ex art. 1815 c.c.) possa essere determinata anche solo dagli interessi moratori pattuiti quando questi siano superiori alla soglia usura. Che ne pensate? Grazie.

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AD ADIUVANDUM ......

Elemento essenziale è stato l’esito della Ctu eseguita, secondo cui al momento della pattuizione il tasso degli interessi moratori è risultato superiore al tasso-soglia, stabilito ex lege, con la conseguente configurazione di un’ipotesi di “usura originaria” e non già sopravvenuta come, ex adverso, sostenuto dalla banca ricorrente, che aveva avanzato la doglianza in virtù della quale la nullità degli interessi usurari moratori non avrebbe dovuto colpire quelli corrispettivi che non superano il tasso soglia. Donato Giovenzana - Legale d'impresa.

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Si certo, ma come si fa a

Si certo, ma come si fa a confrontare il Tasso Soglia Usura (che si basa sul TEGM pubblicato dal MEF nella cui formula di calcolo non si prevedono i tassi moratori) con il TEG della banca sommando i tassi moratori? Non sono dati omogenei: per questo la sommatoria dalla giurisprudenza di merito maggioritaria e migliore è considerata alla stregua di una tesi temeraria. E' lo stesso problema dell'inclusione della CMS o meno. Ma lì per il periodo dal 1.1.2010è intervenuta la legge 2/2009 e anche Banca d'Italia da allora rileva i TEGM includendo le commissioni. Ma i tassi moratori non sono ancora inclusi. Altrimenti si potrebbe raffrontare il TSU maggiorato di 2,1 pp con la sommatoria dei tassi corrispettivi e usurari. Ma mi sembra più corretto eseguire una verifica distinta: ove risultasse che i tassi moratori comportano un superamento del TSU, allora si devono azzerare solo gli addebiti per tassi moratori mentre quelli per i corrispettivi, ove pattuiti sotto soglia usura sono invece legittimi e dovuti.

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