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Banca e Finanza - Servizi di investimento
11/06/2018

Il coinvolgimento del terzo nelle scelte del promotore finanziario che gli arrechi un danno esclude la responsabilità solidale della società di intermediazione mobiliare

Cassazione Civile, Sez. III, 15 febbraio 2018, n. 3708 – Pres. Spirito, Rel. Iannello
Miriam Ghilardi Trainee Lawyer presso Frau Ruffino Verna

La responsabilità solidale della società di intermediazione mobiliare per i danni arrecati a terzi nello svolgimento delle incombenze affidate ai promotori finanziari va esclusa allorquando la condotta del danneggiato presenti connotati di “anomalia”, vale a dire, se non di collusione, quanto mento di consapevole acquiescenza della violazione delle regole gravanti sul promotore, palesata da elementi presuntivi. Non è infatti richiamabile il principio secondo cui al fine di escludere la responsabilità dell’intermediario non sarebbe sufficiente la mera consapevolezza da parte dell’investitore della violazione da parte del promotore delle regole di comportamento poste a tutela dei risparmiatori qualora il contegno dell’investitore evidenzi un coefficiente soggettivo ben più intenso della mera negligenza o tolleranza delle molteplici anomalie della condotta del promotore e anzi sia segnato da un innegabile maggiore coinvolgimento nelle scelte del promotore, elusivo della disciplina legale o comunque al di fuori del rapporto di intermediazione con la banca.

 

Comments

giurisprudenza/banca-e-finanza/servizi-di-investimento/il-coinvolgimento-del-terzo-nelle-scelte-del-promotore-finanziario

Cass. civ., sez. III, 15/02/2018, n. 3708.

I criteri che escludono la responsabilità solidale della società di intermediazione mobiliare per i danni arrecati a terzi nello svolgimento delle incombenze affidate ai promotori finanziari. Cass. civ., sez. III, 15/02/2018, n. 3708. Secondo la Suprema Corte la responsabilità solidale della società di intermediazione mobiliare per i danni arrecati a terzi nello svolgimento delle incombenze affidate ai promotori finanziari va esclusa allorquando la condotta del danneggiato presenti connotati di "anomalia", vale a dire, "se non di collusione, quanto meno di consapevole acquiescenza" alla violazione delle regole gravanti sul promotore, palesata da elementi presuntivi, quali ad esempio il numero o la ripetizione delle operazioni poste in essere con modalità irregolari, il valore complessivo delle operazioni, l'esperienza acquisita nell'investimento di prodotti finanziari, la conoscenza del complesso "iter" funzionale alla sottoscrizione di programmi di investimento e le sue complessive condizioni culturali e socio-economiche. Il Supremo Collegio ha condiviso quanto ritenuto dai Giudici di seconde cure secondo cui, in particolare 1) per la sua qualità professionale e per la pregressa "operatività" presso altri istituti di intermediazione finanziaria, l’investitore non poteva non rendersi conto che il versamento di assegni intestati a una società unipersonale del promotore concretava una modalità di pagamento del tutto estranea alla normale esecuzione di siffatti investimenti; 2) l’investitore si era reso pienamente conto che il promotore utilizzava una procedura del tutto anomala, ….., indice del dubbio insorto sull'operato del promotore, superato in quella occasione dalla conseguita liquidazione degli investimenti, "benchè ne residuassero tutti i profili di evidente anomalia"; 3) convergevano, nei sensi predetti, il numero e la ripetizione delle operazioni (sei acquisti di obbligazioni nell'arco di circa nove mesi con investimento di una somma pari a Euro 459.000); 4) l'ammessa indole amicale del rapporto tra l’investitore ed il promotore contribuiva, in uno ai sopra detti elementi, a configurarlo quale "rapporto personale e privilegiato, comunque svincolato dalle strettoie delle ordinarie regole che disciplinano l'operare dei promotori, ma assai più remunerativo". Donato Giovenzana – Legale d’impresa

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