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Banca e Finanza - Conto corrente
06/03/2018

Prelievi illegittimi dal libretto di risparmio dopo la morte del depositante ed esonero della responsabilità della banca

Cassazione Civile, Sez. I, 29 dicembre 2017, n. 31193 - Pres. Ambrosio, Rel. Dolmetta

Nel caso di prelievi illegittimi dal libretto di risparmio da parte del procuratore generale dopo la morte del depositante, la banca deve ritenersi esente da responsabilità laddove:

  • non abbia ricevuto comunicazione dagli eredi della morte del correntista;
  • dalle movimentazioni poste in essere dal procuratore generale non emerga alcuna anomalia per importi o frequenza delle stesse, tali da imporre alla banca, quantomeno in via prudenziale, un diverso comportamento.

Per contro, evidenzia la Cassazione, nel caso di abuso della procura (o di mancanza della stessa) il comportamento meramente omissivo non può ritenersi sufficiente ad integrare la colpa per mancata diligenza della banca.

Comments

giurisprudenza/banca-e-finanza/conto-corrente/prelievi-illegittimi-dal-libretto-di-risparmio-dopo-la-morte-del-depositante

FUNDITUS .......

Decesso del titolare del rapporto: estinzione della procura e comportamento della Banca terza. Cass. civ., 1^ Sez., sent. n. 31193/2017, dep. 29/12/2017. La vicenda sottoposta al vaglio della Cassazione trae origine dalla domanda di restituzione proposta dalle coeredi della titolare, deceduta, di un rapporto di deposito nei confronti della Banca per avere questa consentito al procuratore generale nonché convivente della de cujus di prelevare da detto rapporto delle somme di denaro pur dopo la morte dell’intestataria. La Suprema Corte ha ritenuto esente da ogni responsabilità il comportamento della Banca (Deutsche Bank Spa), tenuto conto 1. che le coeredi non avvisarono la Banca della morte della depositante, 2. che il procuratore, convivente dell’intestataria, operava sul rapporto bancario dal marzo del 1998 in forza di valida procura notarile, e dalla movimentazione delle operazioni in questione non emergeva alcuna anomalia, per importi o frequenza delle stesse, che potesse imporre alla Banca, quantomeno in via prudenziale, un diverso comportamento, 3. dell’insufficienza del semplice comportamento omissivo del terzo per costituirlo in colpa nel caso di abuso della procura (o di mancanza della stessa), occorrendo …. ai fini dell’affermazione che egli abbia agito senza la dovuta diligenza, il concorso di altri elementi, e ciò, peraltro, anche alla luce dell’art. 1396, 2° comma, c.c., secondo cui la causa di estinzione della procura, che è data dalla morte del rappresentato, non è opponibile al terzo che l’ha senza colpa ignorata. Donato Giovenzana – Legale d’impresa.

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