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Banca e Finanza - Antiriciclaggio
10/07/2018

Violazione antiriciclaggio relativa al trasferimento brevi manu di denaro oltre soglia

Cassazione Civile, Sez. II, 20 aprile 2018, n. 9881 – Pres. Petitti, Rel. Varrone
segnalato da: Donato Giovenzana, Legale d’impresa

Confermando il proprio precedente orientamento (Cass. n. 1645/2017), la Cassazione ha ribadito come, in materia antiriciclaggio, il divieto di trasferire, senza ricorrere ad intermediari abilitati, denaro contante e titoli al portatore per importi superiori ad euro 12.500, riguardi il trasferimento di denaro a qualsiasi titolo tra soggetti diversi; pertanto, ai fini della sussistenza dell’illecito, è sufficiente che si realizzi la semplice “traditio” del denaro tra soggetti diversi che, per ciò solo, si rendono entrambi responsabili della violazione, a nulla rilevando la finale disponibilità della somma per realizzare operazioni di trasferimento e la liceità del negozio sottostante.

Sulla base di tale principio, la Cassazione ha ritenuto illecito il comportamento di un dipendente della banca che provvedeva al prelievo di denaro in contante in quantità superiore alla soglia consentita dalla legge e, successivamente, al trasferimento brevi manu al proprio superiore che gestiva dei conti intestati a dei prestanome che, in cambio di una parte di guadagni, consentivano tale pratica.

Comments

giurisprudenza/banca-e-finanza/antiriciclaggio/violazione-antiriciclaggio-relativa-al-trasferimento-brevi-manu-di-denaro

IN EFFETTI ......

Cass., 2° sezione civile , sentenza n. 9881/18, depos. 20 aprile 2018. La vicenda - Un impiegato di banca - in ragione dell'apertura di conti presso lo stesso istituto, intestati a soggetti conniventi (i quali, previo compenso, si erano fatti intestare detti rapporti, sui quali però operavano altri) - aveva effettuato numerosi prelievi e trasferimenti di denaro contante a favore di un ex dirigente, oramai in quiescenza, dello stesso istituto. La sentenza - Nel contesto della sentenza risulta che l'impiegato "provvedeva ai prelievi di denaro contante previa esibizione ai cassieri di ordini di pagamento precedentemente firmati in bianco dai titolari dei conti e dallo stesso compilati", e poi, incassato il contante, "lo trasferiva a ........ brevi manu o in alternativa lo depositava in una cassetta di sicurezza nella disponibilità esclusiva del ...... medesimo"; i prelievi erano ben oltre le soglie antiriciclaggio, ratione temporis 12.500 euro. Per il che, secondo la Suprema Corte, si era in presenza di un'operatività "la cui irregolarità e abnormità era tale che era certamente nota al .........., essendo tra l'altro un dipendente dell'istituto». Naturaliter la conferma della sentenza di condanna della Corte d'Appello, in ragione dell'evidente violazione della disciplina antiriciclaggio. Donato Giovenzana - Legale d'impresa

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