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Banca e Finanza - Antiriciclaggio - Sanzioni
04/12/2018

Antiriciclaggio: la responsabilità per omessa segnalazione grava sugli intermediari abilitati e non sui dipendenti

Cassazione Civile, Sez. II, 11 ottobre 2018, n. 25329 - Pres. Petitti, Rel. D’Ascola

In tema di sanzioni amministrative per violazione della normativa antiriciclaggio, l’obbligo di segnalazione di operazioni bancarie in contanti, previsto dall’art. 1, comma 1, d.l. n. 143/1991, grava, ai sensi dell’art. 5, comma 2, del medesimo decreto, sugli intermediari abilitati impersonalmente considerati, quali ad esempio l’azienda di credito, e non sul singolo funzionario o sul cassiere addetto all’operazione.

L’obbligo di segnalazione graverebbe sui dipendenti dell’azienda di credito muniti della responsabilità dell’agenzia solamente nelle fattispecie più gravi, previste dall’art. 3 d.l. n. 143/1991 (norma oggi abrogata), quando si ha ragione di sospettare che le operazioni finanziarie riguardano beni o utilità che possano provenire dai delitti previsti dagli artt. 648-bis e 648-ter c.p.

La pronuncia in esame concerne un fatto verificatosi nel 2000 allorquando la normativa prevedeva un obbligo di segnalazione delle operazioni rilevanti ai fini della normativa antiriciclaggio, ai sensi del D.L. n. 143 del 1991 art. 3, e un obbligo di segnalazione delle operazioni per contanti ai sensi all’art. 5 del d.l. n. 143/1991.

Con la pronuncia in esame la Corte di Cassazione chiarisce che quando l’addebito contestato è quello di cui all’art. 5 del d.l. n. 143/1991dell’omessa segnalazione delle operazioni bancarie in contanti è responsabile l’intermediario abilitato, impersonalmente considerato e non il singolo addetto che ha eseguito l’operazione.

Diversamente quando si contesta la violazione dell’art. 3 d.l. n. 143/1991 la responsabilità per omessa segnalazione grava sui dipendenti dell’intermediario.

Si precisa, tuttavia, che ambo le norme cui la sentenza fa riferimento sono state abrogate dal d.lgs. 21 novembre 2007, n.231.

Comments

giurisprudenza/banca-e-finanza/antiriciclaggio/antiriciclaggio-la-responsabilita-omessa-segnalazione-grava-sugli-intermediari

VDS. SEGNALAZIONE DEL 14 OTTOBRE 2018 ......

Cass. Civ., Sez. 2, Sent. n. 25329 dell'11.10.2018 - Antiriciclaccgio: meno male che c'è un Giudice a Berlino (la Suprema Corte) che "accoglie" la corretta interpretazione difensiva del dettato legislativo!!----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- L’iter giudiziale.------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ In esito all’effettuazione di tre operazioni di estinzione di certificati di deposito al portatore per circa 491, 519 e 91 milioni di lire, il direttore della filiale di una Banca veniva raggiunto nel marzo 2007 da decreto sanzionatorio del Ministero dell'Economia per circa 129 mila euro, per violazione dell'art. 5 c.2 del d.l. 143/191 (legge 197/1991) sostituito dall'art. 7 del d.lgs 56/2004, per omessa segnalazione delle operazioni, effettuate da soggetti diversi da colui che aveva chiesto l'accensione dei titoli.----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- La Corte d’Appello distrettuale riformava la decisione del Tribunale, che aveva accolto l’impugnazione, confermando la sanzione.------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Per il che il predetto funzionario di Banca proponeva ricorso per Cassazione, col quale – inter alia – evidenziava che al tempo dei fatti di causa la normativa prevedeva un obbligo di segnalazione delle operazioni rilevanti ai fini della normativa antiriciclaggio, ai sensi dell'art. 3 del d.l. 143/91 e un obbligo di segnalazione delle operazioni per contanti, con la precisazione di aver provveduto al primo obbligo di segnalazione e non al secondo, in quanto questo secondo obbligo non incombeva sul ricorrente.---------------------------------------------------------------------------------------------------------- La Decisione ----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- La Suprema Corte ---------------------------------------------------------------------------------------- richiamato il principio espresso in sede di legittimità secondo il quale n tema di sanzioni amministrative per violazione della normativa antiriciclaggio, l'obbligo di segnalazione di operazioni bancarie in contanti, previsto dall'art. 1, primo comma, del d.l. n. 143 del 1991, convertito in legge n. 197 del 1991, grava, ai sensi dell'art. 5, comma secondo, del medesimo decreto, secondo l'espressa qualificazione normativa, sugli intermediari abilitati, ovvero gli intermediari impersonalmente considerati, quali ad esempio l'azienda di credito, e non sul singolo funzionario o sul cassiere addetto all'operazione. Soltanto nelle fattispecie più gravi, previste dall'art. 3 della stessa legge, quando si ha ragione di sospettare che le operazioni finanziarie riguardino beni o utilità che possano provenire dai delitti previsti dagli artt. 648 bis e ter del cod. pen., l'obbligo di segnalazione grava sui dipendenti dell'azienda di credito muniti della responsabilità dell'agenzia,-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- evidenziato che detto principio esclude l'addebitabilità al singolo funzionario o responsabile di agenzia dell'addebito di cui all'art. 5 e ammette solo l'addebitabilità, in limitati casi, della violazione di cui all'art. 3, confuta recisamente la sentenza della Corte d’Appello territoriale, che non ha colto la distinzione - e non ha quindi considerato - che l'addebito contestato era quello di cui all'art. 5 e non l'ipotesi di cui all'art. 3, ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ tenuto altresì conto della palese anomalia motivazionale, in quanto viene applicata, in relazione alla violazione di cui all'art. 5, un'interpretazione giurisprudenziale che fa gravare, ai sensi dell'art. 5, comma secondo, del decreto, esclusivamente sugli intermediari abilitati, cioè gli intermediari impersonalmente considerati, l'obbligo di cui è stata contestata la violazione. Conclusivamente, per la Suprema Corte non è configurabile la responsabilità del direttore di filiale in relazione all'addebito mossogli, con la conseguenza che resta così fermo l'annullamento del provvedimento opposto, sancito dal primo giudice. ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------ Donato Giovenzana – Legale d’impresa-- 14 ottobre 2018---------------------------------------------------

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