Format: 2019-05-23
Format: 2019-05-23
Alessandro Carretta
il Mulino

Il credito cooperativo

Nella terra e nel lavoro: qui affondano le radici del credito cooperativo, il movimento di banche locali che da quasi 130 anni aiutano le tante comunità del nostro paese a crescere coniugando solidarietà ed economia. Le Banche di Credito Cooperativo (le vecchie Casse Rurali ed Artigiane) nascono nel 1883 e da allora sono protagoniste di un modo «differente» di fare banca, basato sul mutualismo e sul reinvestimento del risparmio raccolto nel territorio di competenza. Banche senza fine di lucro e fondate sulla partecipazione democratica dei soci che, grazie al principio «una testa un voto», sono di fatto i «proprietari» della cooperativa di credito di cui eleggono gli amministratori. Una formula bancaria originale che, all’interno del mercato, dimostra il diritto di cittadinanza del pluralismo. Anche banche che non perseguono un fine speculativo possono essere efficienti. Questo volume, arricchito dai contributi di accademici ed esperti, analizza e illustra tutti gli aspetti e le particolarità del credito cooperativo: la lunga storia (parte I), la normativa di riferimento (parte II), gli aspetti economici propri della cooperazione mutualistica (parte III), l’ambito concorrenziale e di governance (parte IV), l’organizzazione e la cultura (parte V). E spiega anche perché esso sia, oggi più di ieri, un’esperienza attuale, moderna, efficace.

Fabio Civale
Giuffrè Editore

La trasparenza bancaria

Il volume analizza la disciplina applicabile al rapporto banca- cliente, attraverso una ricostruzione analitica della legislazione primaria e secondaria di riferimento, di recente oggetto di ripetute modifiche ed integrazioni. Ampio spazio è riservato agli aspetti pratici della normativa in tema di trasparenza bancaria, contenuti dei contratti, ius variandi, spese applicabili, servizi di pagamento, credito ai consumatori, polizze abbinate ai mutui ed ai finanziamenti, mediatori creditizi e agenti in attività finanziaria, Centrale Rischi della Banca d'Italia e centrali rischi private, sistema di funzionamento e accesso all'Arbitro Bancario e Finanziario, requisiti organizzativi e procedure interne delle banche ed intermediari finanziari, poteri, controlli e sanzioni applicabili dalla Banca d'Italia. Il volume può rappresentare uno strumento di supporto per avvocati, magistrati, consulenti, giuristi di impresa ed operatori di settore, in quanto consente, in relazione a ciascun argomento trattato, di ricostruire le principali e tipiche contestazioni dei clienti e le più rilevanti decisioni dell'Arbitro Bancario e Finanziario, sistema stragiudiziale di risoluzione delle controversie che svolge una rilevante funzione di identificazione di orientamenti e prassi virtuose a cui le banche sono chiamate ad attenersi nei rapporti con la clientela.

Aldo Angelo Dolmetta
Zanichelli

Trasparenza dei prodotti bancari. Regole

Il libro raccoglie le principali regole di «trasparenza» che governano i rapporti negoziali tra banche e clienti: dalla buona fede alla causa seria o utile, all’equilibrio, all’adeguatezza, ecc. E si propone, in questa prospettiva, come una rilettura articolata della parte generale dei contratti bancari, appunto «a monte» delle diverse – e nell’oggi tante – attività che la professione di banca viene ad alloggiare. Oltre che con i partners abituali di sistema (legge, Vigilanza, giurisprudenza, dottrina), il lavoro si confronta in specie con le decisioni e orientamenti espressi dall’Arbitro bancario finanziario, organo di recente istituito sulla base dell’art. 128-bis TUB.

Marcello Minenna
Ediesse

La moneta incompiuta

Sono ormai passati più di cinque anni dall’inizio della grande crisi finanziaria internazionale ed il bombardamento mediatico di concetti complessi ed astratti, lontani dall’esperienza quotidiana del cittadino, non ha aiutato certo la comprensione di quello che sta realmente accadendo, lasciando spazi alle più differenti e spesso semplicistiche se non errate interpretazioni. Questo lavoro nasce dunque dall’esigenza profonda di rendere comprensibile ai cittadini il mondo in cui stanno vivendo in quanto solo una migliore consapevolezza può aiutare il sistema democratico ad orientarsi verso una reale soluzione dei problemi.
Vengono così illustrati in maniera elementare, facendo ampio utilizzo di esempi, anche numerici, e di numerosi grafici a colori, le relazioni tra finanza ed economia reale, il funzionamento dell’eurosistema e di come la moneta unica abbia modificato la nostra economia, la ricostruzione della crisi finanziaria e di come abbia alterato i meccanismi di trasferimento della ricchezza tra i diversi paesi europei.
Si esplorano, quindi, le possibili soluzioni già presentate pubblicamente da esperti e no, partendo dalla peggiore delle ipotesi e cioè l’uscita dall’euro, offrendo una valutazione ragionata, e non di parte, dei pro e dei contro e di quali sarebbero i riflessi sulla vita dei cittadini. Infine viene illustrata una proposta originale che prevede interventi graduali nel tempo e compatibili con le differenze di vedute dei diversi paesi dell’eurozona in grado di sfruttare al meglio il ruolo di acceleratore che la finanza esercita sull’economia reale, nella convinzione che in tale relazione, che ha scatenato la crisi, vada cercata la chiave per la sua soluzione.

Chiara Oldani
Editore: Franco Angeli

Derivati ed energia: la gestione dei nuovi rischi globali

Nel libro “Derivati ed energia: la gestione dei nuovi rischi globali” di Chiara Oldani si vuole portare l’attenzione del pubblico su uno specifico prodotto dell’innovazione finanziaria, evolutosi in modo particolare negli ultimi anni e potenzialmente pericoloso - i derivati finanziari - e sul loro ruolo nella gestione dei rischi. Secondo George Soros i derivati rappresentano financial weapons of mass destruction cioè armi finanziarie di distruzione di massa; la nostra posizione è meno tranchant, ma l’anarchia che caratterizza il sistema finanziario non sembra aver generato ricchezza diffusa, né contribuito alla stabilità nell’ultimo quinquennio. Un noto jingle pubblicitario afferma che la potenza è nulla senza controllo e questo è ancor più vero quando le risorse investite nel sistema finanziario sono pari a oltre dieci volte il PIL globale, cioè l’economia reale. La crisi originata nei mutui subprime costituisce l’esempio principale della mancata consapevolezza dei rischi generati dall’eccesso di finanza senza controllo; purtroppo i costi della crisi finanziaria ed economica ricadono sull’intero sistema e dureranno ancora per anni. La crisi finanziaria ha evidenziato le debolezze del sistema, l’eccesso di profitti di alcuni settori, la regolazione inefficace e l’incapacità della politica, nazionale e globale, di prendere decisioni efficaci. Gli operatori del sistema finanziario ed energetico implementano da decenni dei meccanismi di controllo dei rischi diretti, indiretti e incrociati al fine di contenere le potenziali perdite; tali meccanismi si sono rivelati essere più volte inefficaci quando il governo del rischio non è assicurato da quei presidi di sistema, organizzativi e di processo che effettivamente sono in grado di attivare i necessari meccanismi di moral suasion da parte di tutti gli attori coinvolti nell’operatività d’impresa e del mercato.
Le riviste scientifiche d’impatto mondiale che si occupano di derivati e di teoria economica mal digeriscono le analisi che mettono in dubbio le ipotesi fondanti della teoria della finanza classica. I derivati sono prezzati secondo le ipotesi di completezza ed efficienza dei mercati, ma ciò avviene in un contesto di mercato debole, mal governato, non controllato e dove gli animal spirit (J. M. Keynes, 1936) prevalgono su tutto. La recessione causata dalla crisi subprime mostra nei fatti come le teorie di pricing e clearing siano di poca utilità per risolvere gli effetti perversi che la speculazione ha generato. Il dibattito internazionale all’interno della scienza economica sta faticosamente prendendo atto della sconfitta dei modelli economici strutturati solo su ipotesi matematiche che sono irrealistiche; quel che manca però è la consapevolezza degli effetti altamente degenerativi dell’applicazione di queste irrealistiche teorie. Alcuni parlano di teorie economiche zombie, che muoiono ma non vengono seppellite, risorgono e perseguitano i vivi, economisti e non. Le resistenze all’interno dell’accademia sono fortissime, le riviste internazionali su cui si basa il meccanismo di valutazione della qualità della ricerca sono del tutto sorde a queste istanze di mutazione.
Vi è scarsa attenzione in letteratura agli effetti monetari e fiscali dell’innovazione finanziaria. D’altra parte la realtà ha ampiamente superato la teoria economica e l’innovazione finanziaria investe ogni ambito della nostra vita: dal meccanismo di determinazione dei prezzi nei mercati, che incide sulla capacità di spesa, allo sviluppo dell’economia e ai metodi per finanziarlo in modo sostenibile. L’innovazione è un processo di mutazione continuo dell’economia, di cui la finanza è solo un’espressione. La ricerca tecnologica e scientifica sono il pilastro che sostiene la crescita e l’innovazione proficua è il premio della ricerca.
Il motore del sistema capitalistico è il profitto, che è anche la spinta propulsiva all’innovazione che gli agenti economici subiscono insieme a quella proveniente dagli animal spirit. Compito della politica economica è di orientare questa spinta in modo efficiente e positivo, colmando quei vuoti che si generano sul mercato e punendo gli approfittatori.
Le interconnessioni che esistono tra energia e finanza sono da porre sotto la lente dell’analisi perché l’energia è uno dei fattori di produzione più rilevanti e la sua gestione non attiene solo alla domanda e all’offerta. I meccanismi di controllo dei rischi è mutuato dalla pratica dei sistemi finanziari; quest’affinità viene data per scontata, ma l’energia è un bene sui generis.
In un film vincitore a Cannes del premio per la migliore sceneggiatura nel 2003 (Le invasioni barbariche) un giovane trader spiega al padre morente che il suo lavoro consiste nello scommettere sui prezzi del petrolio con i future; non c’è interesse alcuno per il sottostante, né da parte del giovane né della banca, ma solo attenzione ai mirabolanti premi di produzione che la banca paga con regolarità. Questo scollamento tra economia, finanza ed energia è foriero di guai.
Lo sviluppo dei mercati finanziari per l’energia (borsa elettrica, derivati elettrici) pone problematiche rilevanti alla stabilità finanziaria poiché alcune fonti energetiche, come il petrolio, provengono da paesi non democratici, privi di solidi sistemi di garanzia e controllo. Inoltre, l’energia, come la finanza, porta con sé valutazioni su rischi e rendimenti, ma di queste complesse interconnessioni ancora in pochi hanno consapevolezza.

 

Il libro si articola in sei capitoli; nel primo vi è una breve introduzione tecnica e storica ai derivati e alle loro principali caratteristiche. Questo capitolo è un utile ripasso dei principi di base della matematica finanziaria dei derivati e delle loro caratteristiche; il lettore che non abbia mai incontrato sulla propria strada professionale, di studio o di ricerca, i derivati dovrebbe invece far riferimento al libro di testo migliore disponibile, quello del prof John Hull. Nel secondo capitolo s’introduce, attraverso l’analisi economica, l’evoluzione dell’innovazione finanziaria come connotato naturale del nostro mondo, attraverso il moto continuo dei mercati e degli agenti economici in un mercato globale. Nel terzo capitolo si passano in rassegna alcune delle principali crisi finanziarie che coinvolgono i derivati prima del 2007, anno d’inizio della crisi subprime. Vedremo che purtroppo, nonostante lo scorrere dei secoli, le analogie sono numerose, confermando che per capire il presente bisogna conoscere il passato. Nel quarto capitolo le crisi subprime e sovrana sono descritte per sottolineare il ruolo centrale dei derivati, sottolineando la cattiva gestione dei rischi finanziari che ha contribuito in modo determinante agli esiti negativi della crisi. L’analisi degli effetti dell’innovazione finanziaria e della gestione dei rischi sulla politica economica, fiscale, monetaria e valutaria sono affrontate nel quinto capitolo. La politica economica rappresenta la (difficile) arte della gestione dell’economia; è quello strumento d’analisi utile a chi voglia suggerire un modus operandi al gestore delle risorse. Le sfide che l’economia moderna, colpita nel suo funzionamento dalla globalizzazione e dall’informatizzazione, deve affrontare sono molte e incidono sulla ricchezza di continenti interi in archi temporali molto limitati. L’innovazione finanziaria (e tecnologica) rappresenta un acceleratore di queste spinte ma vedremo che, se gestita bene, contribuisce al miglioramento delle condizioni di vita e non ad aumentare le perdite della collettività. Nel sesto capitolo, a firma di Floricel Rugiero, s’introduce il nesso tra energia e governo dei rischi generati dall’operatività in strumenti finanziari innovativi da parte delle imprese del settore energetico. In particolare, si vuole mostrare come sia sempre più opportuna, se non necessaria, l’introduzione di sistemi di risk governance idonei a garantire l’effettiva gestione dei rischi e la loro mitigazione. S’illustra come i requisiti per l’efficacia e l’efficienza dei sistemi di risk governance consistono, oltre che nell’adozione dei modelli di risk management per la misurazione e il monitoraggio dei rischi, anche e sempre più nell’attivazione di presidi organizzativi e di meccanismi di coordinamento tra le strutture di business e quelle di controllo. L’adozione di sistemi di risk governance efficaci rappresenta una delle principali sfide per il futuro per l’operatività del settore.

Gian Luca Greco
Pacini Editore

La consulenza nel mercato finanziario tra diritto speciale e diritto comune

Nell’ambito della rimodulazione delle regole di condotta degli intermediari la MiFID è intervenuta sul tema della consulenza nel mercato finanziario, ridefinendo le fattispecie preesistenti e la relativa disciplina, con l’obiettivo di rafforzare la tutela degli investitori in riferimento alle attività che influiscono sulle decisioni di investimento.

Il risultato è un inasprimento delle regole previste per l’esercizio della consulenza in materia di investimenti in strumenti finanziari, in un contesto in cui non mancano difficoltà nell’individuazione, nella prassi, di contorni precisi e di un contenuto omogeneo del fenomeno.

Lo studio mira a verificare se ci siano, e quali siano, gli spazi per l’individuazione di un insieme di principi civilistici che rappresentino una piattaforma per la valutazione dei comportamenti e degli obblighi del consulente nell’adempimento delle attività in cui si articola la consulenza nel mercato finanziario.

Nicola Sartori
Giappichelli – Studi di diritto tributario. Collana diretta da Giuliano Tabet e Francesco Tesauro

Le riorganizzazioni transnazionali nelle imposte sul reddito

Il volume affronta le principali tematiche fiscali sul reddito d’impresa che caratterizzano le riorganizzazioni transnazionali, contemperando regole e principi domestici, con quelli del diritto tributario internazionale e dell’Unione europea.

Il libro è diviso in quattro capitoli.

Il primo capitolo si compone di tre sezioni. Nella prima è esaminata la tradizionale quadripartizione delle riorganizzazioni transnazionali, basata sulla residenza dei soggetti dante causa e avente causa, in riorganizzazioni “in entrata”, “in uscita”, “estero su estero” e “Italia su Italia”. Nella seconda sezione, prescindendo dai dati positivi dei diversi ordinamenti, è affrontata la tematica dell’imposizione reddituale delle riorganizzazioni transnazionali (dunque, sia internazionali che transfrontaliere) secondo un approccio di policy, tipico della dottrina statunitense. I risultati di detta analisi conducono (nella terza sezione) ad una classificazione sistematica delle riorganizzazioni transnazionali, basata non sulla residenza fiscale dei soggetti coinvolti, ma sulla qualificazione giuridico-tributaria dei beni d’impresa in un ordinamento.

Nei successivi capitoli, il tema è ripercorso per istituti, nel sistema dell’imposizione reddituale italiano, avendo riguardo al giusto bilanciamento tra tutela degli interessi erariali dell’Italia e necessità di garantire la neutralità fiscale delle riorganizzazioni, anche transnazionali.

Nel secondo capitolo sono analizzate le riorganizzazioni transfrontaliere nel diritto dell’Unione, ed in particolare, nella cd. Direttiva “Riorganizzazioni” (anche nel suo rapporto con il diritto primario).

Nel terzo capitolo sono analizzate le riorganizzazioni transfrontaliere, secondo la disciplina contenuta negli articoli 178-181, T.u.i.r., attuativa della Direttiva “Riorganizzazioni”, tenendo presente la giurisprudenza della Corte di giustizia.

Nel quarto ed ultimo capitolo, l’indagine è rivolta alle riorganizzazioni internazionali nel sistema italiano dell’imposizione reddituale. Poiché tali operazioni non sono oggetto di una specifica disciplina, le norme in tema di riorganizzazioni domestiche sono ripercorse, al fine di valutarne l’applicabilità anche ai fenomeni riorganizzativi internazionali.

 

Filippo Sartori
Edizioni Scientifiche Italiane

Contributo allo studio della clausola risolutiva espressa

Il volume analizza l’istituto della clausola risolutiva espressa andando oltre l’apparato concettuale utilizzato tradizionalmente per spiegare il modello. L’idea è di individuare l’effettivo impatto in termini di incentivi dei diversi segnali percepiti dai contraenti in presenza della clausola risolutiva espressa. Essa è manifestazione di una potestà rimediale autonoma funzionale agli interessi dei contraenti, un meccanismo di allocazione di risorse scarse che ne favorisce l’assegnazione a coloro che ne fanno l’uso più efficiente. La clausola risolutiva non va quindi sottoposta ad un regime più restrittivo rispetto a quello di qualunque altra manifestazione di autonomia privata. Depotenziare la discrezionalità delle parti e incrementare il peso del controllo giudiziario compromette il corretto funzionamento dell’istituto a discapito del benessere aggregato.

Lupoi Alberto
2012, Cleup

Lezioni di Diritto dei Mercati finanziari

Le lezioni raccolte sono la traccia del corso di Diritto dell´economia. Non si tratta di un percorso rettilineo di tipo manualistico, ma di una serie di spunti e di approfondimenti destinati ad inquadrare il fenomeno finanziario. Il lavoro si apre trattando del rapporto fra etica e mercati finanziari, prosegue illustrando la natura apolide della finanza, sradicata dalla territorialità tipica degli ordinamenti giuridici statali, si conclude trattando di trasparenza e prodotti finanziari.
Alberto Lupoi è titolare della cattedra di Diritto dei mercati finanziari e di Diritto dell´Economia presso l´Università di Padova dal 2004.

Fiorucci Fabio
Cedam, 2012

La disciplina dei rapporti bancari. Normativa, giurisprudenza e prassi

Il volume esamina diffusamente - in un’ottica pratico-professionale attenta al dibattito dottrinale - la disciplina dei rapporti bancari alla luce delle più recenti innovazioni normative, dell’elaborazione giurisprudenziale e dell’interpretazione arbitrale (ABF).
Costituiscono oggetto di specifico approfondimento i contratti bancari, le particolari operazioni di credito, le garanzia che la banca riceve, il rapporto banca-cliente (la trasparenza bancaria, il credito al consumo, i servizi di pagamento, la responsabilità della banca per informazioni errate o inesatte, la concessione abusiva del credito, il segreto bancario, il diritto di accesso alla documentazione bancaria, la privacy nei rapporti bancari, i sistemi alternativi di risoluzione delle controversie) nonché le banche dati informative di interesse creditizio (le centrali rischi pubbliche e private, la centrale di allarme interbancaria, il registro informatico dei protesti).
Sono altresì analizzati nel dettaglio la portabilità del mutuo, la commissione di massimo scoperto, le carte di credito e di pagamento, il protesto illegittimo, la rinegoziazione dei mutui, i contratti bancari in rapporto al fallimento e al diritto di famiglia.
L'opera, realizzata con la collaborazione di ‘addetti ai lavori’ - docenti universitari, avvocati specializzati in diritto bancario, giuristi d’impresa bancaria e di primarie istituzioni creditizie - è uno strumento completo e di pronta consultazione per studiosi della materia e professionisti del diritto bancario alla ricerca di affidabili punti di riferimento operativi.