Formato: 2013-05-25
Formato: 2013-05-25
Marcello Minenna
Ediesse

La moneta incompiuta

Sono ormai passati più di cinque anni dall’inizio della grande crisi finanziaria internazionale ed il bombardamento mediatico di concetti complessi ed astratti, lontani dall’esperienza quotidiana del cittadino, non ha aiutato certo la comprensione di quello che sta realmente accadendo, lasciando spazi alle più differenti e spesso semplicistiche se non errate interpretazioni. Questo lavoro nasce dunque dall’esigenza profonda di rendere comprensibile ai cittadini il mondo in cui stanno vivendo in quanto solo una migliore consapevolezza può aiutare il sistema democratico ad orientarsi verso una reale soluzione dei problemi.
Vengono così illustrati in maniera elementare, facendo ampio utilizzo di esempi, anche numerici, e di numerosi grafici a colori, le relazioni tra finanza ed economia reale, il funzionamento dell’eurosistema e di come la moneta unica abbia modificato la nostra economia, la ricostruzione della crisi finanziaria e di come abbia alterato i meccanismi di trasferimento della ricchezza tra i diversi paesi europei.
Si esplorano, quindi, le possibili soluzioni già presentate pubblicamente da esperti e no, partendo dalla peggiore delle ipotesi e cioè l’uscita dall’euro, offrendo una valutazione ragionata, e non di parte, dei pro e dei contro e di quali sarebbero i riflessi sulla vita dei cittadini. Infine viene illustrata una proposta originale che prevede interventi graduali nel tempo e compatibili con le differenze di vedute dei diversi paesi dell’eurozona in grado di sfruttare al meglio il ruolo di acceleratore che la finanza esercita sull’economia reale, nella convinzione che in tale relazione, che ha scatenato la crisi, vada cercata la chiave per la sua soluzione.

Chiara Oldani
Editore: Franco Angeli

Derivati ed energia: la gestione dei nuovi rischi globali

Nel libro “Derivati ed energia: la gestione dei nuovi rischi globali” di Chiara Oldani si vuole portare l’attenzione del pubblico su uno specifico prodotto dell’innovazione finanziaria, evolutosi in modo particolare negli ultimi anni e potenzialmente pericoloso - i derivati finanziari - e sul loro ruolo nella gestione dei rischi. Secondo George Soros i derivati rappresentano financial weapons of mass destruction cioè armi finanziarie di distruzione di massa; la nostra posizione è meno tranchant, ma l’anarchia che caratterizza il sistema finanziario non sembra aver generato ricchezza diffusa, né contribuito alla stabilità nell’ultimo quinquennio. Un noto jingle pubblicitario afferma che la potenza è nulla senza controllo e questo è ancor più vero quando le risorse investite nel sistema finanziario sono pari a oltre dieci volte il PIL globale, cioè l’economia reale. La crisi originata nei mutui subprime costituisce l’esempio principale della mancata consapevolezza dei rischi generati dall’eccesso di finanza senza controllo; purtroppo i costi della crisi finanziaria ed economica ricadono sull’intero sistema e dureranno ancora per anni. La crisi finanziaria ha evidenziato le debolezze del sistema, l’eccesso di profitti di alcuni settori, la regolazione inefficace e l’incapacità della politica, nazionale e globale, di prendere decisioni efficaci. Gli operatori del sistema finanziario ed energetico implementano da decenni dei meccanismi di controllo dei rischi diretti, indiretti e incrociati al fine di contenere le potenziali perdite; tali meccanismi si sono rivelati essere più volte inefficaci quando il governo del rischio non è assicurato da quei presidi di sistema, organizzativi e di processo che effettivamente sono in grado di attivare i necessari meccanismi di moral suasion da parte di tutti gli attori coinvolti nell’operatività d’impresa e del mercato.
Le riviste scientifiche d’impatto mondiale che si occupano di derivati e di teoria economica mal digeriscono le analisi che mettono in dubbio le ipotesi fondanti della teoria della finanza classica. I derivati sono prezzati secondo le ipotesi di completezza ed efficienza dei mercati, ma ciò avviene in un contesto di mercato debole, mal governato, non controllato e dove gli animal spirit (J. M. Keynes, 1936) prevalgono su tutto. La recessione causata dalla crisi subprime mostra nei fatti come le teorie di pricing e clearing siano di poca utilità per risolvere gli effetti perversi che la speculazione ha generato. Il dibattito internazionale all’interno della scienza economica sta faticosamente prendendo atto della sconfitta dei modelli economici strutturati solo su ipotesi matematiche che sono irrealistiche; quel che manca però è la consapevolezza degli effetti altamente degenerativi dell’applicazione di queste irrealistiche teorie. Alcuni parlano di teorie economiche zombie, che muoiono ma non vengono seppellite, risorgono e perseguitano i vivi, economisti e non. Le resistenze all’interno dell’accademia sono fortissime, le riviste internazionali su cui si basa il meccanismo di valutazione della qualità della ricerca sono del tutto sorde a queste istanze di mutazione.
Vi è scarsa attenzione in letteratura agli effetti monetari e fiscali dell’innovazione finanziaria. D’altra parte la realtà ha ampiamente superato la teoria economica e l’innovazione finanziaria investe ogni ambito della nostra vita: dal meccanismo di determinazione dei prezzi nei mercati, che incide sulla capacità di spesa, allo sviluppo dell’economia e ai metodi per finanziarlo in modo sostenibile. L’innovazione è un processo di mutazione continuo dell’economia, di cui la finanza è solo un’espressione. La ricerca tecnologica e scientifica sono il pilastro che sostiene la crescita e l’innovazione proficua è il premio della ricerca.
Il motore del sistema capitalistico è il profitto, che è anche la spinta propulsiva all’innovazione che gli agenti economici subiscono insieme a quella proveniente dagli animal spirit. Compito della politica economica è di orientare questa spinta in modo efficiente e positivo, colmando quei vuoti che si generano sul mercato e punendo gli approfittatori.
Le interconnessioni che esistono tra energia e finanza sono da porre sotto la lente dell’analisi perché l’energia è uno dei fattori di produzione più rilevanti e la sua gestione non attiene solo alla domanda e all’offerta. I meccanismi di controllo dei rischi è mutuato dalla pratica dei sistemi finanziari; quest’affinità viene data per scontata, ma l’energia è un bene sui generis.
In un film vincitore a Cannes del premio per la migliore sceneggiatura nel 2003 (Le invasioni barbariche) un giovane trader spiega al padre morente che il suo lavoro consiste nello scommettere sui prezzi del petrolio con i future; non c’è interesse alcuno per il sottostante, né da parte del giovane né della banca, ma solo attenzione ai mirabolanti premi di produzione che la banca paga con regolarità. Questo scollamento tra economia, finanza ed energia è foriero di guai.
Lo sviluppo dei mercati finanziari per l’energia (borsa elettrica, derivati elettrici) pone problematiche rilevanti alla stabilità finanziaria poiché alcune fonti energetiche, come il petrolio, provengono da paesi non democratici, privi di solidi sistemi di garanzia e controllo. Inoltre, l’energia, come la finanza, porta con sé valutazioni su rischi e rendimenti, ma di queste complesse interconnessioni ancora in pochi hanno consapevolezza.

 

Il libro si articola in sei capitoli; nel primo vi è una breve introduzione tecnica e storica ai derivati e alle loro principali caratteristiche. Questo capitolo è un utile ripasso dei principi di base della matematica finanziaria dei derivati e delle loro caratteristiche; il lettore che non abbia mai incontrato sulla propria strada professionale, di studio o di ricerca, i derivati dovrebbe invece far riferimento al libro di testo migliore disponibile, quello del prof John Hull. Nel secondo capitolo s’introduce, attraverso l’analisi economica, l’evoluzione dell’innovazione finanziaria come connotato naturale del nostro mondo, attraverso il moto continuo dei mercati e degli agenti economici in un mercato globale. Nel terzo capitolo si passano in rassegna alcune delle principali crisi finanziarie che coinvolgono i derivati prima del 2007, anno d’inizio della crisi subprime. Vedremo che purtroppo, nonostante lo scorrere dei secoli, le analogie sono numerose, confermando che per capire il presente bisogna conoscere il passato. Nel quarto capitolo le crisi subprime e sovrana sono descritte per sottolineare il ruolo centrale dei derivati, sottolineando la cattiva gestione dei rischi finanziari che ha contribuito in modo determinante agli esiti negativi della crisi. L’analisi degli effetti dell’innovazione finanziaria e della gestione dei rischi sulla politica economica, fiscale, monetaria e valutaria sono affrontate nel quinto capitolo. La politica economica rappresenta la (difficile) arte della gestione dell’economia; è quello strumento d’analisi utile a chi voglia suggerire un modus operandi al gestore delle risorse. Le sfide che l’economia moderna, colpita nel suo funzionamento dalla globalizzazione e dall’informatizzazione, deve affrontare sono molte e incidono sulla ricchezza di continenti interi in archi temporali molto limitati. L’innovazione finanziaria (e tecnologica) rappresenta un acceleratore di queste spinte ma vedremo che, se gestita bene, contribuisce al miglioramento delle condizioni di vita e non ad aumentare le perdite della collettività. Nel sesto capitolo, a firma di Floricel Rugiero, s’introduce il nesso tra energia e governo dei rischi generati dall’operatività in strumenti finanziari innovativi da parte delle imprese del settore energetico. In particolare, si vuole mostrare come sia sempre più opportuna, se non necessaria, l’introduzione di sistemi di risk governance idonei a garantire l’effettiva gestione dei rischi e la loro mitigazione. S’illustra come i requisiti per l’efficacia e l’efficienza dei sistemi di risk governance consistono, oltre che nell’adozione dei modelli di risk management per la misurazione e il monitoraggio dei rischi, anche e sempre più nell’attivazione di presidi organizzativi e di meccanismi di coordinamento tra le strutture di business e quelle di controllo. L’adozione di sistemi di risk governance efficaci rappresenta una delle principali sfide per il futuro per l’operatività del settore.

Gian Luca Greco
Pacini Editore

La consulenza nel mercato finanziario tra diritto speciale e diritto comune

Nell’ambito della rimodulazione delle regole di condotta degli intermediari la MiFID è intervenuta sul tema della consulenza nel mercato finanziario, ridefinendo le fattispecie preesistenti e la relativa disciplina, con l’obiettivo di rafforzare la tutela degli investitori in riferimento alle attività che influiscono sulle decisioni di investimento.

Il risultato è un inasprimento delle regole previste per l’esercizio della consulenza in materia di investimenti in strumenti finanziari, in un contesto in cui non mancano difficoltà nell’individuazione, nella prassi, di contorni precisi e di un contenuto omogeneo del fenomeno.

Lo studio mira a verificare se ci siano, e quali siano, gli spazi per l’individuazione di un insieme di principi civilistici che rappresentino una piattaforma per la valutazione dei comportamenti e degli obblighi del consulente nell’adempimento delle attività in cui si articola la consulenza nel mercato finanziario.

Nicola Sartori
Giappichelli – Studi di diritto tributario. Collana diretta da Giuliano Tabet e Francesco Tesauro

Le riorganizzazioni transnazionali nelle imposte sul reddito

Il volume affronta le principali tematiche fiscali sul reddito d’impresa che caratterizzano le riorganizzazioni transnazionali, contemperando regole e principi domestici, con quelli del diritto tributario internazionale e dell’Unione europea.

Il libro è diviso in quattro capitoli.

Il primo capitolo si compone di tre sezioni. Nella prima è esaminata la tradizionale quadripartizione delle riorganizzazioni transnazionali, basata sulla residenza dei soggetti dante causa e avente causa, in riorganizzazioni “in entrata”, “in uscita”, “estero su estero” e “Italia su Italia”. Nella seconda sezione, prescindendo dai dati positivi dei diversi ordinamenti, è affrontata la tematica dell’imposizione reddituale delle riorganizzazioni transnazionali (dunque, sia internazionali che transfrontaliere) secondo un approccio di policy, tipico della dottrina statunitense. I risultati di detta analisi conducono (nella terza sezione) ad una classificazione sistematica delle riorganizzazioni transnazionali, basata non sulla residenza fiscale dei soggetti coinvolti, ma sulla qualificazione giuridico-tributaria dei beni d’impresa in un ordinamento.

Nei successivi capitoli, il tema è ripercorso per istituti, nel sistema dell’imposizione reddituale italiano, avendo riguardo al giusto bilanciamento tra tutela degli interessi erariali dell’Italia e necessità di garantire la neutralità fiscale delle riorganizzazioni, anche transnazionali.

Nel secondo capitolo sono analizzate le riorganizzazioni transfrontaliere nel diritto dell’Unione, ed in particolare, nella cd. Direttiva “Riorganizzazioni” (anche nel suo rapporto con il diritto primario).

Nel terzo capitolo sono analizzate le riorganizzazioni transfrontaliere, secondo la disciplina contenuta negli articoli 178-181, T.u.i.r., attuativa della Direttiva “Riorganizzazioni”, tenendo presente la giurisprudenza della Corte di giustizia.

Nel quarto ed ultimo capitolo, l’indagine è rivolta alle riorganizzazioni internazionali nel sistema italiano dell’imposizione reddituale. Poiché tali operazioni non sono oggetto di una specifica disciplina, le norme in tema di riorganizzazioni domestiche sono ripercorse, al fine di valutarne l’applicabilità anche ai fenomeni riorganizzativi internazionali.

 

Filippo Sartori
Edizioni Scientifiche Italiane

Contributo allo studio della clausola risolutiva espressa

Il volume analizza l’istituto della clausola risolutiva espressa andando oltre l’apparato concettuale utilizzato tradizionalmente per spiegare il modello. L’idea è di individuare l’effettivo impatto in termini di incentivi dei diversi segnali percepiti dai contraenti in presenza della clausola risolutiva espressa. Essa è manifestazione di una potestà rimediale autonoma funzionale agli interessi dei contraenti, un meccanismo di allocazione di risorse scarse che ne favorisce l’assegnazione a coloro che ne fanno l’uso più efficiente. La clausola risolutiva non va quindi sottoposta ad un regime più restrittivo rispetto a quello di qualunque altra manifestazione di autonomia privata. Depotenziare la discrezionalità delle parti e incrementare il peso del controllo giudiziario compromette il corretto funzionamento dell’istituto a discapito del benessere aggregato.

Lupoi Alberto
2012, Cleup

Lezioni di Diritto dei Mercati finanziari

Le lezioni raccolte sono la traccia del corso di Diritto dell´economia. Non si tratta di un percorso rettilineo di tipo manualistico, ma di una serie di spunti e di approfondimenti destinati ad inquadrare il fenomeno finanziario. Il lavoro si apre trattando del rapporto fra etica e mercati finanziari, prosegue illustrando la natura apolide della finanza, sradicata dalla territorialità tipica degli ordinamenti giuridici statali, si conclude trattando di trasparenza e prodotti finanziari.
Alberto Lupoi è titolare della cattedra di Diritto dei mercati finanziari e di Diritto dell´Economia presso l´Università di Padova dal 2004.

Fiorucci Fabio
Cedam, 2012

La disciplina dei rapporti bancari. Normativa, giurisprudenza e prassi

Il volume esamina diffusamente - in un’ottica pratico-professionale attenta al dibattito dottrinale - la disciplina dei rapporti bancari alla luce delle più recenti innovazioni normative, dell’elaborazione giurisprudenziale e dell’interpretazione arbitrale (ABF).
Costituiscono oggetto di specifico approfondimento i contratti bancari, le particolari operazioni di credito, le garanzia che la banca riceve, il rapporto banca-cliente (la trasparenza bancaria, il credito al consumo, i servizi di pagamento, la responsabilità della banca per informazioni errate o inesatte, la concessione abusiva del credito, il segreto bancario, il diritto di accesso alla documentazione bancaria, la privacy nei rapporti bancari, i sistemi alternativi di risoluzione delle controversie) nonché le banche dati informative di interesse creditizio (le centrali rischi pubbliche e private, la centrale di allarme interbancaria, il registro informatico dei protesti).
Sono altresì analizzati nel dettaglio la portabilità del mutuo, la commissione di massimo scoperto, le carte di credito e di pagamento, il protesto illegittimo, la rinegoziazione dei mutui, i contratti bancari in rapporto al fallimento e al diritto di famiglia.
L'opera, realizzata con la collaborazione di ‘addetti ai lavori’ - docenti universitari, avvocati specializzati in diritto bancario, giuristi d’impresa bancaria e di primarie istituzioni creditizie - è uno strumento completo e di pronta consultazione per studiosi della materia e professionisti del diritto bancario alla ricerca di affidabili punti di riferimento operativi. 

Fabio Fiorucci
Giuffrè Editore, 2012

Il protesto. Cancellazione, forme di responsabilita' e tutela d'urgenza ex art. 700 c.p.c. Terza edizione.

Indice Sommario: Capitolo 1 - Titoli di credito, cambiali e assegni: cenni essenziali; Capitolo 2 - Il protesto per mancato pagamento: caratteri generali; Capitolo 3 - Il registro informatico dei protesti; Capitolo 4 - La disciplina in materia di cancellazione dei protesti cambiari; Capitolo 5 - Privacy e protesti cambiari; Capitolo 6 - Illegittima o erronea levata del protesto: danno e forme di responsabilità; Capitolo 7 - La tutela cautelare d’urgenza ex art. 700 c.p.c.: nozioni introduttive; Capitolo 8 - Protesto illegittimo e provvedimenti d’urgenza ex art. 700 c.p.c..

Aldo Angelo Dolmetta e Antonella Sciarrone Alibrandi
Giuffrè 2012

Ius variandi bancario. Sviluppi normativi e di diritto applicato.

La figura del ius variandi dei contratti bancari, ormai da tempo entrata nel nostro ordinamento (art. 6, l. 17 febbraio 1992, n.154, poi confluito nell'art. 118 del T.u.b.), sta oggi vivendo una stagione di particolare effervescenza. Dal 2006 il legislatore è tornato numerose volte in argomento, finendo col dar vita ad una pluralità di serie normative di ius variandi fra loro comunque non ben coordinate. Un'altra ragione rilevante della crescita di interesse per la materia ha avuto, poi, l'Arbitro Bancario Finanziario, che, nei suoi primi due anni di vita, se ne occupato in un cospicuo numero di pronunce (secondo quanto risulta dal sito ufficiale del medesimo). E molto di recente la figura del ius variandi bancario è venuta a risvegliarsi pure nella giurisprudenza ordinaria (anche grazie alla nuova azione di classe ex art. 140 bis cod. cons.), lasciando ipotizzare per il futuro lo sviluppo di uno stimolante dialogo in materia fra giudici e ABF. Sulla scia di tale fermento, è nata l'idea di questo volume, per riflettere, in particolare, sugli sviluppi normativi e di diritto applicato che, appunto, il ius variandi sta vivendo in questi anni. 

AA.VV. Gianni Origoni Grippo Cappelli & Partners
Ipsoa 2012

Contratti di finanziamento bancario, di investimento, assicurativi e derivati

La Guida, strutturata in cinque parti, affronta con taglio multidisciplinare tutti gli aspetti relativi ai contratti di finanziamento bancario, di investimento, assicurativi e derivati.

La prima parte analizza gli aspetti di maggior rilievo dei contratti bancari di finanziamento, inclusi quelli a supporto dell'acquisizione di partecipazioni o assets, dei finanziamenti corporate, delle linee di credito per firma e delle altre forme di finanza straordinaria a supporto delle imprese. In questa parte si affrontano anche il credito al consumo e le altre forme di prestiti personali anche alla luce delle novità introdotte nell'ordinamento interno dalla Direttiva sul credito al consumo.

La seconda parte affronta i contratti di garanzia in uso nella prassi bancaria, quali il pegno, l'ipoteca, la fideiussione, ecc..

La terza parte affronta gli aspetti di maggior rilievo relativi ai contratti di investimento, intendendosi per essi i contratti aventi ad oggetto la prestazione di servizi ed attività di investimento.

La quarta parte tratta i contratti derivati, ivi inclusi i profili civilistici, regolamentari, fiscali e fallimentari, nonché gli standard contrattuali maggiormente utilizzati.

La quinta parte espone i principi fondamentali e i tratti caratteristici del contratto di assicurazione; vengono quindi prese in considerazione le principali tipologie di assicurazione vita e danni, con un particolare riguardo alle fattispecie più affini ai contratti finanziari e a quelle cui più frequentemente ricorrono le imprese. Particolare attenzione viene prestata ai prodotti finanziari assicurativi ed alla disciplina dell'intermediazione assicurativa.

Il volume tiene conto delle novità giurisprudenziali e legislative più recenti. Tra queste si segnalano:

- in materia di contratti finanziamento: il d.l. n. 70/2011, conv. dalla l. n. 106/2011 ("Decreto Sviluppo"), che ha modificato il TUF; il d.lgs. n. 141/2010, come poi modificato dal d.lgs. n. 218/2010, che ha introdotto novità al TUB in merito alla disciplina dei soggetti operanti nel settore finanziario, degli agenti in attività finanziaria e dei mediatori creditizi e il d.l. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con legge del 22 dicembre 2011, n. 214 recante "disposizioni urgenti per la crescita, l'equita' e il consolidamento dei conti pubblici";

- in materia assicurativa, le modifiche apportate dal Provvedimento ISVAP n. 2946 del 6 dicembre 2011 in materia di conflitti di interesse al Regolamento n. 5 sull'intermediazione assicurativa.

La Guida è corredata da clausole contrattuali, case history, esempi, casistica, schemi riepilogativi e approfondimenti bibliografici. Un dettagliato indice analitico rende la consultazione estremamente efficace.