Format: 2017-01-17
Format: 2017-01-17
Daniele Maffeis
G. Giappichelli Editore

Diritto e prassi del mercato finanziario

La raccolta di scritti “Diritto e prassi del mercato finanziario” indaga il mercato finanziaria e l’intermediazione finanziaria e muove dall’indagine dei contratti bancari e dei contratti finanziari, e dei contratti c.d. ibridi, con componenti derivative e finanziarie, per esaminare, sempre sul piano della natura finanziaria e della qualificazione giuridica, le fattispecie dell’indicizzazione, proprie dei finanziamenti a tasso variabile e dei c.d. tassi negativi. Gli scritti ora raccolti in “Diritto e prassi del mercato finanziario” esaminano, nell’arco di dieci anni, le fattispecie del diritto del mercato finanziario sotto il profilo delle possibili patologie e del contenzioso, che è molto diffuso, ma l’obiettivo della riflessione è la fisiologia, la valutazione dei fenomeni, attenta alla prassi ed ai limiti che, ad essa, inevitabilmente, pongono le regole giuridiche, anche nella dimensione della concreta applicazione da parte della giurisprudenza, con la concretizzazione di clausole generali vecchie e nuove (la buona fede e la correttezza, ma anche la trasparenza, nella sua particolare declinazione di misura del rischio, in ambito finanziario) e l’applicazione di non pochi precetti di condotta ve di forma di vario contenuto, fonte ed ispirazione. Peculiare attenzione è dedicata all’autonoma natura del contratto di investimento rispetto ai singoli atti di investimento e in dipendenza, di volta in volta, del diverso servizio di investimento (negoziazione, esecuzione di ordini per conto del cliente, gestione individuale o consulenza). La prospettiva è il ruolo di titolare di un ufficio di diritto privato dell’intermediario, nel contesto di regole che trascorrono da un sistema incentrato sulla disciplina dei conflitti di interessi, e della trasparenza, alla nuova linea di tendenza della product governance.
Alessandro Giovannini
Franco Angeli

Il re fisco è nudo. Per un sistema equo

II edizione, nuova edizione 2016 - I tributi sono “belli”. Non è vero! I tributi possono essere accettati col ragionamento e con una rete di valori condivisa e rispettata da tutti. Ma per giungere a questo occorre oggi ripensare in profondità il sistema fiscale. Solo così si potrà avere un sistema adeguato a un moderno stato democratico e a una moderna economia. E solo così si potranno avere tasse sopportabili per tutti… In una nuova edizione arricchita, un saggio di largo richiamo.

Ugo Mattei
Giulio Einaudi editore

Il benicomunismo e i suoi nemici

I beni comuni emergono nelle lotte contro la privatizzazione, ossia la sottrazione di spazi e il diniego dell'accesso a luoghi comuni (fisici o simbolici) che alcuni detentori di potere concentrato perpetrano nei confronti di tutti gli altri. A partire da essi si è sviluppato un insieme di idee che si sono tradotte in azione politica. L'espressione «benicomunismo» inaugurata dispregiativamente da qualcuno, è stata invece adottata con orgoglio ed è evocativa di una teoria che in nome dei beni comuni articola una critica radicale al modello neoliberale. La critica teorica benicomunista si articola tanto contro il settore privato quanto contro il settore pubblico e vuole ridurre a unità teorica le varie prassi di lotta che hanno come obiettivo la difesa dei beni comuni. Questo volume fa il punto sullo stato della teoria e replica alle obiezioni e critiche sollevate in questi anni.

Federico Callegaro
Tangram Edizioni Scientifiche

La Compliance bancaria. Obblighi normativi, linee guida e modelli organizzativi

Il libro analizza l’istituto della Compliance attraverso la sua genesi, le norme di riferimento sia comunitarie che domestiche e la loro evoluzione, considerando i vari settori interessati, le disposizioni emanate dalle competenti Autorità – finanziarie, bancarie e assicurative – avendo sempre quale elemento di riferimento quelle comunitarie, compiti e termini di loro adempimento evidenziando gli elementi di diritto e sostanziali che consentono ovvero determinano scelte strutturali e operative, competenze e collocamento in ambito aziendale, sia singolo che di gruppo, responsabilità e rapporti con le competenti Autorità di Vigilanza e Controllo così come tra funzioni e Organi interni. Un focus viene dedicato alle modalità di esecuzione dei compiti evidenziando, grazie a studi di Associazioni di Categoria oltre che all’esperienza professionale, l’oggetto più nello specifico dell’attività della Funzione Compliance in uno con le relative tipologie di documenti, report e relazioni. Non costituisce, né vuole costituire, un hand book quanto, principalmente, un ausilio per comprendere il fenomeno Compliance come significativamente regolato e sviluppatosi, nella nostra realtà, in questi ultimi anni; viene dedicato un capitolo alla realtà statunitense per sottolineare come proprio nel mondo anglosassone, a suo tempo, l’istituto aveva mosso i primi passi.

Giuseppe Guglielmo Santorsola
Aracne editrice

Ma cos’è questa crisi? 150 chiavi di lettura. Cinque anni di contropelo all’economia.

Il volume ripropone in sequenza 152 articoli predisposti dal gennaio 2010 che trattano con diverse modalità i principali temi dell’economia e della finanza emersi nel corso del quinquennio. I singoli articoli non sono stati volutamente rivisitati, offrendo al lettore uno strumento di meditazione sugli eventi accaduti e sulle interpretazioni che si sono succedute nel tempo. La necessaria brevità di ciascun articolo – imposta dalle caratteristiche della rubrica in cui essi sono stati proposti – consente una più agevole lettura nell’impossibilità inevitabile di rappresentare soluzioni, lasciando al lettore il piacere di formarsi una propria convinzione al riguardo dei diversi temi.

Andreani Giulio, Ferranti Gianfranco, Miele Luca, Ravazzin Carlo
IPSOA — Anno 2014

La fiscalità della crisi d'impresa

Il Manuale affronta le problematiche fiscali della crisi d’impresa, di particolare attualità in presenza di una congiuntura economica particolarmente negativa.
Viene, in particolare, analizzata la disciplina, ai fini delle imposte sui redditi, dell’IRAP e dell’IVA, degli obblighi dichiarativi e degli adempimenti del sostituto d’imposta e dettagliatamente trattata la tematica della gestione dei crediti fiscali maturati prima e nel corso del fallimento, nonché il ruolo del Curatore e del Giudice Delegato nella verifica dei crediti tributari insinuati al passivo Fallimentare.
Sono, altresì, esaminate le specifiche tematiche relative alla transazione fiscale e agli effetti fiscali della crisi d’impresa in capo ai creditori, con particolare riguardo alla disciplina della deduzione delle perdite su crediti, ad alcune fattispecie tipiche della crisi d’impresa, quali quelle relative alla ristrutturazione del debito nei confronti del sistema bancario.
Il volume approfondisce i diversi argomenti con un approccio che integra approfondimento e operatività, facilità di consultazione e completezza, al fine di consentire agli operatori di risolvere i numerosi problemi che insorgono nella pratica quotidiana, in sede di compilazione delle dichiarazioni e in occasione dell’attività di controllo e di accertamento.

Sottoriva Claudio
Giuffrè Editore

La riforma della redazione del bilancio di esercizio e del bilancio consolidato

Con la nuova Direttiva 34/2013/UE del giugno 2013, sono state abrogate la IV e la VII Direttiva CEE in materia di conti annuali e consolidati delle imprese, recepite nel nostro Paese con il Decreto Legislativo n. 127/1991.
Gli Stati membri dovranno recepire negli ordinamenti nazionali le nuove norme entro il 20 luglio 2015.
Si tratta di un profondo e significativo intervento di riforma del diritto contabile delle imprese che prevede, tra l’altro, numerose opzioni tra le quali gli Stati membri potranno scegliere.
La struttura del bilancio di esercizio e del bilancio consolidato di gruppo rimane invariata: stato patrimoniale, conto economico e nota integrativa, corredati dalla relazione sulla gestione. Viene altresì disciplinata la redazione della relazione sul governo societario e viene introdotta la relazione sui pagamenti a favore dei Governi relativamente a talune tipologie di imprese.
Numerose semplificazioni, rispetto agli attuali schemi previsti dal Codice Civile, vengono invece introdotte relativamente allo stato patrimoniale e al conto economico; viene introdotto un contenuto “modulare” della nota integrativa avuto riguardo alle dimensioni aziendali. Viene infatti adottato un criterio di individuazione delle piccole imprese, delle medie imprese e delle grandi imprese rilevante ai fini della disclosure delle informazioni da fornire nella nota integrativa con l’obiettivo di ridurre gli obblighi contabili per le imprese di più ridotte dimensioni.
Mentre in precedenza la regolamentazione della redazione del bilancio consolidato era contenuta nella Direttiva 83/349/CEE, la stessa è stata ora trasfusa in un’unica Direttiva che disciplina, pertanto, sia la redazione del bilancio di esercizio sia la redazione del bilancio di gruppo.
L’impianto complessivo del sistema delle valutazioni per il bilancio tiene conto delle modificazioni successivamente apportate al testo della Direttiva IV del 1978 e prevede la possibilità di una valutazione delle immobilizzazioni basata sugli importi rideterminati e - per quanto riguarda gli strumenti finanziari - una valutazione alternativa basata sul valore equo (fair value).
Il volume, che è aggiornato con le modifiche alla revisione legale dei conti introdotte dalla Direttiva 2014/56/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del16 aprile 2014, analizza integralmente la nuova Direttiva e offre un primo confronto con l’attuale normativa contenuta nel Codice Civile avuto riguardo alla redazione dei bilanci delle imprese considerando altresì le disposizioni contenute nei principi contabili internazionali IAS/IFRS.
L’analisi è completata da una tabella di raffronto tra il testo della IV e VII Direttiva con il testo della nuova Direttiva al fine di consentire un agevole confronto nonché di un prospetto di riepilogo delle principali opzioni che la Direttiva consente agli Stati membri.

Fabio Civale
Aracne editrice

Il contenzioso bancario e finanziario

Il contenzioso bancario e finanziario è in continua crescita ed evoluzione. Usura, anatocismo, servizi di investimento, strumenti finanziari derivati, leasing, rappresentano i principali filoni giurisprudenziali analizzati nella presente opera attraverso l’esame critico di oltre 500 sentenze della Cassazione e della più recente giurisprudenza di merito. La pubblicazione ha l’obiettivo di rappresentare uno strumento utile per avvocati, magistrati, consulenti, giuristi di impresa e operatori di settore, in quanto consente di ricostruire la normativa di riferimento e gli orientamenti giurisprudenziali, consolidati o confliggenti, sulle principali questioni dibattute nelle aule di giustizia.

AA.VV.
Ipsoa

I prodotti finanziari assicurativi

I prodotti finanziari assicurativi sono la punta di emersione di un più ampio fenomeno che caratterizza il mercato finanziario ed i suoi meccanismi di funzionamento. L'utilizzo dello schema classico della polizza assicurativa per fini di investimento per un verso rappresenta in modo fedele la capacità di evoluzione del sistema, per l'altro testimonia la sempre più stretta interrelazione tra il settore finanziario, quello bancario e quello assicurativo. La complessità e la trasversalità dei prodotti finanziari assicurativi ha portato a sperimentare ed a considerare in modo diverso categorie giuridiche che sembravano vivere di vita autonoma.
L'Italia è stato il primo Paese europeo a qualificare con legge nazionale le polizze unit linked, index linked e di capitalizzazione come prodotti finanziari emessi da imprese di assicurazioni. La nostra normativa, nata sull'onda degli scandali finanziari Cirio, Argentina e Parmalat, ha reso applicabile a questi prodotti molte delle norme tipiche dell'intermediazione finanziaria e sottoposto la pubblicità e l'offerta di queste polizze alla disciplina del prospetto informativo. Il nostro si è rivelato dunque come un angolo di vista privilegiato dal quale osservare l'evoluzione di questo nuovo fenomeno e la giurisprudenza si è trovata ad interpretare nuove figure legali che nascevano dalla applicazione, non sempre coordinata ed uniforme, della normativa assicurativa e di quella finanziaria.
Il presente volume analizza in modo sistematico l'evoluzione normativa, regolamentare e di vigilanza di questi prodotti e a raccogliere le pronunce giurisprudenziali che si sono occupate specificatamente di questa materia.

Daniele Maffeis
Giuffrè Editore

Swap tra banche e clienti

La qualificazione civilistica dei contratti derivati, e in particolare degli swap, è oggetto di numerosissime pronunce della giurisprudenza. Si susseguono anche sentenze penali ed amministrative. La maggior parte delle vicende processuali non è conclusa.
Il tema è quindi vivissimo. Eppure la giurisprudenza è, tutto sommato, sola. Perché la dottrina si è attardata, e si attarda, su questioni letteralmente estranee al tema, prima fra tutte l’efficacia della c.d. dichiarazione autoreferenziale di “operatore qualificato”, considerata, misteriosamente, come la cartina di tornasole per stabilire se uno swap è buono (lo è, se l’investitore ha sottoscritto di essere “qualificato”) o cattivo (se l’investitore non si è dichiarato “qualificato”).
Il Quaderno ha invece l’ambizione di affrontare a viso aperto il tema, con il contributo di studiosi del diritto civile e del diritto commerciale, senza trascurare contributi di natura pubblicistica e tributaristica.
Le opinioni sono spesso divergenti, ma i contributi sono tutti estremamente approfonditi perché esaminano, in radice, gli aspetti che davvero contano se ci si vuol mettere, come è compito del giurista,  nell’ottica di comprendere i fenomeni, prima di avanzare improvvisate proposte in chiave puramente rimedialee se si vuole evitare la genericissima – e per nulla scientifica - prospettiva dell’alternativa secca tra “liberalismo” o “paternalismo”.
Cosa sono gli scenari probabilistici ? Cosa è il mark to market ? Cosa sono i c.d. costi impliciti ? Che senso ha distinguere tra distribuzione qualitativa dell’alea e media ponderata delle distribuzioni di probabilità ? Cosa si intende quando si distingue tra scopo di copertura e scopo speculativo ? Perché l’intermediario finanziario, all’alba del terzo millennio, è il nuovo titolare di un ufficio di diritto privato ? Quali sono i caratteri dell’ordine pubblico – di direzione; di protezione – nella materia dell’intermediazione finanziaria ? Gli swap presentano una causa socialmente tipica ? Presentano tratti strutturali tendenzialmente omogenei ?  Sono meritevoli di tutela ? Entro quali limiti ? E’ utile la prospettiva della c.d. causa in concreto ?
Le risposte a queste domande sono molteplici, ma la sensazione, molto forte, è una sola, ed è una vecchia e nobile sensazione: anche in finanza, il diritto non può lasciare il campo libero alla tecnica.