Febbraio 2012

Tutti gli occhi sulla Grecia

Consultique

Situazione di mercato

13.02.2012 - Dopo diverse settimane di rialzo su tutto il fronte delle piazze finanziarie, nell’ultima ottava è tornato qualche mugugno sui mercati, direttamente legato alle vicende che si stanno susseguendo in Grecia. Il paese ellenico si trova nella delicatissima situazione di conti pubblici totalmente fuori controllo, una congiuntura economia recessiva (con cali record della produzione industriale) e un clima sociale ad altissima tensione. Non serve scomodare la storia greca per capire che in un contesto di default “tecnico” di un paese la stabilità politica rivesta un ruolo molto importante, soprattutto perché la Grecia affronterà le urne tra pochi mesi. E in questa situazione, l’Europa richiede sforzi quasi impensabili al governo greco, per rimanere nel percorso di risanamento del paese e per concedere il sostanzioso pacchetto di aiuti pendenti, senza cui Atene sarebbe in un default di fatto e anche fuori dall’Euro zona. 130 miliardi di prestiti per evitare che l’Europa abbia la sua Argentina e che un’altra Lehman crei un effetto domino dalle conseguenze poco calcolabili. Il passaggio di breve che il mercato deve affrontare è duro ma a questa situazione di “stabile instabilità” forse è il caso di abituarsi: come si vedrà nel commento tecnico, il rebound dei mercati copre il gap legato al timore di credit crunch e forse la salita in alto è stata anche troppo ottimistica (spinta soprattutto dal cash delle banche centrali). In realtà, i prossimi mesi vedono tappe niente affatto facili, un districarsi di eventi economici e politici dove saranno probabili nuove fasi di volatilità accentuata. Tuttavia, anche in questo contesto “mobile”, la struttura positiva innestata in queste prime settimane del 2012 lascia spazio ad un moderato ottimismo, se non altro per l’attenuazione del rischio sistemico che a fine novembre 2011 aveva raggiunto il suo top.

Outlook tecnico

Dal punto di vista tecnico i mercati segnalano le prime tensioni sugli indicatori e il raggiungimento di resistenze statiche dinamiche che rallentano il trend di crescita iniziato da diverse ottave. Fatto tutto sommato rientrante in un logico rifiatamento che ha al momento bloccato l’indice S&P 500 intorno alle resistenze di area 1350-1370 e il Dax che sembra(va) involato verso il target a quota 7000. In questo contesto le altre variabili macro hanno evidenziato un Euro Dollaro ancora stabile ma con la valuta Usa che potrebbe riguadagnare qualche posizione nelle prossime sedute. Tono generalmente positivo per l’oro che si mantiene sui livelli dell’ottava precedente e in uptrend di medio lungo. Il trend tendenziale di Cds e Spread rimane impostato al ribasso ma il nervosismo indotto dalla questione greca mostra che sono possibili fasi di temporanea tensione. Questa evidenza è chiaramente riscontrabile nell’indice Vix che raggiunta la quota base a 15-16 ha dato segni di risveglio. Eventuali storni di mercato, più o meno corposi, hanno i supporti statici indicati nei vari indici come livello di approdo e da un punto di vista operativo possono rappresentare anche possibilità di acquisti tattici.

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